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Al via il Premio Nazionale di Letteratura Città di Cetraro

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Il 15 novembre alle ore 18.00 nella sala conferenze di Palazzo Del Trono di Cetraro si terrà la prima edizione del Premio Nazionale di Letteratura Città di Cetraro organizzato dal Centro sociale anziani in collaborazione con le associazioni cittadine.

Sarà premiata la scrittrice siciliana Maria Attanasio e sarà conferita la presidenza onoraria del Premio a Margherita Ganeri, docente di Letteratura presso l’Università degli studi della Calabria.

Il percorso letterario è coordinato da Gaetano Bencivinni, responsabile della Sezione Cultura del Centro.

L’evento si propone di contribuire al processo di crescita culturale della comunità, di trasmettere alle nuove generazioni l’amore per la lettura e di avviare una sinergia virtuosa con personalità e scrittori di prestigio nazionale con la finalità di valorizzare le intelligenze e le risorse umane locali e calabresi.

L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Comune di Cetraro, della Provincia di Cosenza e della Regione Calabria.

Maria Attanasio

Nata a Caltagirone, dove è vissuta e continua a vivere insieme al marito Giovanni Guarino, alternando frequenti viaggi soprattutto in Nord Africa. Presso il Liceo Classico della sua città, che ha frequentato da studentessa, ha svolto per decenni –felicemente- l’attività di insegnante di storia e filosofia; e per qualche anno –infelicemente- quella di preside. Ma Caltagirone (e la Sicilia più in generale) non è solo l’occasionale luogo di nascita e lavorativo della scrittrice, ma anche la cifra interpretativa di un appassionato impegno letterario e politico -ha militato nel PCI, continuando anche adesso a dichiararsi comunista. Utopia politica e scrittura sono infatti strutturali alla sua vita, come lei stessa ha raccontato, in Autobiografia minima, l’incipit de La città d’argilla, un libro tra saggio e narrazione,  pubblicato nel 2012 dalla casa editrice Mesogea. “Se avessi potuto scegliere il luogo in cui nascere, avrei continuato a scegliere la città di calanchi d’argilla e architetture barocche – all’interno della Sicilia, tra gli Erei – dove nel 1943, tra la guerra fascista e le bombe americane, sono nata, e dove ancora adesso vivo. Mille volte l’avrei scelta, Caltagirone. Quando l’attraverso sento una sorta di oscura deriva risalire dai carruggi, dalle chiese, dei palazzi: la pressione sotterranea di un popolo di immemori che chiedono di oltrepassare le barriere del silenzio, raccontarsi. L’appartenenza alla sua circoscritta spazialità, pulsante di storia, di storie, è infatti all’origine di tutta la mia scrittura. Delle metafore della mia poesia. Delle  microstorie di vissuto delle mie narrazioni.” Alla scrittura poetica, praticata fin dall’adolescenza, all’inizio degli anni novanta -su sollecitazione dell’editrice e amica Elvira Sellerio- ha affiancato quella narrativa. Maria Attanasio si autodefinisce perciò ironicamente biscrittora, alternando nelle sue opere “la reinvenzione di un mondo –come è stato scritto- ora disteso nella narrazione, ora sincopato nella poesia”. La centralità del vissuto, che nella poesia -fortemente metaforica-  si manifesta, in forme spesso visionarie, nelle sue opera in prosa va oltre se stessa, spingendosi verso vite oscurate nel mare indifferenziato della storia, delle storie. Ma sempre con una forte connotazione civile e utopica, e un organico radicamento nella grande e plurale tradizione letteraria siciliana, del passato e della contemporaneità: da Verga a Lucio Piccolo a Leonardo Sciascia; da De Roberto a Bartolo Cattafi a Sebastiano Addamo (suo maestro di vita e scrittura);  da  Borgese ad Angelo Maria Ripellino, a Vincenzo Consolo. Molto apprezzata dalla critica, è autrice di testi poetici, narrativi, e saggistici, alcuni dei quali apparsi su importanti riviste e antologie, nazionali e internazionali, e tradotti in altre lingue.

www.mariattanasio.it

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AUTORE DEL POST: Redazione




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