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Posts published in “La Storia, di Leonardo Iozzi”

Benvenuti nella categoria che racchiude gli articoli dello storico cetrarese Leonardo Iozzi, che ringraziamo di aver voluto condividere con noi. Buona lettura.

“Squali nel mare di Cetraro”, 1949

L’episodio, oggetto di questo articolo, suscitò, all’epoca in cui accadde, grande interesse e ne giunse voce anche alla stampa. Come si può vedere, anche Tribuna Illustrata (n. 17, anno 1949, 22 maggio), riportò una brillante illustrazione di uno “squalo ucciso nel mare di Cetraro (Cosenza) da un giovane, dopo una non breve lotta”. Il racconto “Il luciere alle prese con i delfini”, da me inserito nel saggio “I marinari pescatori tra storia e tradizioni – Cetraro e dintorni” (Pellegrini Editore, Cosenza 1995), che trovate qui sotto, presenta alcuni piccoli errori: l’anno esatto è il 1949 e non 1950, perché Nicodemo…

Un poema inedito di Samuele Occhiuzzi

Dal periodico Rinascita Sud, n. 1-2 Gennaio-Febbraio 1983, riporto, dopo aver emendato alcuni errori, un mio articolo, su Samuele Occhiuzzi. “Il caro amico Vito Occhiuzzi, un dottore cetrarese che vive a Bologna, appartenente ad una famiglia che nel corso dei secoli ha dato al nostro paese tanti dotti e pii sacerdoti, nonché numerosi e valenti medici, mi ha cortesemente consegnato, per esaminarlo, un vecchio manoscritto di Samuele Occhiuzzi, un laico morto all’inizio di questo secolo. Il manoscritto, una “cantica”, reca il titolo “L’Esilio di Natalia ed il rinato vandalismo europeo”. L’opera consiste in un poema diviso in tre lunghi canti…

La Cappella di S. Giovanni di Cetraro appartiene all’arte paleocristiana?

La chiesetta detta di S. Giovanni, una costruzione con muri dello spessore medio di m. 1,50 circa, presenta due lati e il tetto completamente interrati. Un sopralluogo da parte di esperti potrà stabilire se la chiesetta è stata un luogo di culto e di riunioni oppure un cimitero di qualche famiglia patrizia. La costruzione, una galleria sotterranea, ha qualcosa fra una catacomba scavata nella roccia e una cappella che ha subito un interramento dopo l’edificazione di chiese più idonee al culto e la contemporanea costruzione di imponenti palazzi nelle immediate vicinanze. Non riteniamo che le cappella nominata, probabile testimonianza dell’arte…

Anno 1954, gita alla Grotta di Rizzo

Da quel lontano 1954 è passato tanto tempo, sono accaduti molti fatti; l’avanzamento tecnologico e scientifico ha mutato il modo di vivere; inoltre, la forza delle ideologie si è affievolita, impera il pragmatismo e cosa ancora più triste, per me, è quella di sapere che tanti parenti e amici, che hanno allietato la mia vita, non ci sono più. Persino i luoghi, nei quali ho trascorso la mia infanzia e la mia adolescenza, hanno cambiato volto. Il mio già vivo e popoloso rione è ridotto a molte case vuote e a poche silenziose persone. Oggi, La Porta di Mare e…

Cetraro 1960: esami di terza media

Era una splendida giornata di giugno del 1960. Attorno alle ore 9.30, mi trovavo in piazza e girovagavo senza una precisa meta. Alcuni amici, conoscendo la mia passione per la matematica e sapendo che io (perito industriale) impartivo lezioni private di questa scienza, mi avvicinarono con molta circospezione pregandomi di risolvere un problema, oggetto di esami degli alunni di terza media. A primo acchito risposi che avevo da fare e che non potevo perdere tempo, ma detti amici insistettero fecendomi capire che la cosa era di estrema delicatezza e importanza. La soluzione del problema serviva agli alunni impegnati negli esami…

Gli Autentici cetraresi

I casalini e il documento cassinese su Acquappesa del 1725 Sono stato il primo a parlare nel 1985 del Casale Le Pagliare e dei sessanta famigli (lavoratori) cetraresi che qui, attorno al 1681, si stabilirono. Riportavo i nomi e i cognomi di sette capi famiglia abitanti del nuovo casale, Antonio Picarella, Salvio Roperto, Matteo di Pasca, Antonio Maritato, Salvio Picarella, Daniele d’Aieta (sic ma d’Aita), Jacopo di Parsia e indicavo la causa dell’allontanamento dal nostro paese nei “molti aggravii ricevuti nella loro detta patria del Cetraro” dai Comandanti dipendenti dalla principessa di Scalea e da Montecassino. I cetraresi fuggiaschi non accettavano le angherie…

La passione per l’archeologia

“Il vecchio Cetraro, formato da un agglomerato di case separate da viuzze, parla di antico e forse antico è, non importa se si chiamava Lampezia, Temesa, Scidro o con qualche altro nome (…)”. “Da quale cittadina della Magna Grecia trae origine Cetraro (…)? La risposta definitiva non può venire da un semplice dilettante di storia cetrarese, né da dotti da tavolino, ma solo dall’archeologia, scienza che della zona di Cetraro non si è finora interessata” (L. Iozzi, Cetraro – Notizie Storiche, Mit, Cosenza 1973). Il libro, composto da tre piccoli saggi, era stato da me pubblicato dopo aver fatto esaminare…

A chiesiella da Porta ‘i Mari

Il mio caro amico Raffaele Zenardi, confortato e sostenuto dal compianto prof. Luigi Leporini, ha provato a lanciare l’idea del restauro del medievale luogo sacro, ma con scarsi risultati. Ho parlato tanto della chiesa e dei ricordi che mi legavano ad essa. Come si può leggere negli appelli del 1983, riportati sul periodico cetrarese, erano state raccolte, per il restauro della chiesetta, delle offerte. Anche io avevo versato il mio obolo. So per certo che la somma raccolta era stata versata su un libretto postale. Ora, mi chiedo: dove sono finiti quei soldi?  

Cetraro e l’anonimato, di Leonardo Iozzi

L’anonimato è una secolare piaga cancrenosa di Cetraro. L’anonimo, facendo sua la calunnia, prova falsamente a ferire, a colpire. Le vittime cetraresi che i documenti ricordano sono tante. Nel 1512, il nobile don Andrea De Renda viene arrestato e condotto nelle carceri di S.Germano, ossia di Cassino, dalla cui abbazia Cetraro dipendeva. Il 26 aprile dello stesso anno, i cittadini di Cetraro, insieme al sindaco Benedetto Balba, inviano una supplica all’abate Ignazio Squarcialupo affinché voglia liberare Don Andrea detenuto nelle carceri abbaziali per false insinuazioni. I cittadini e il Sindaco attestano le benemerenze del De Renda verso la città (Leccisotti-…

S. Maria delle Grazie a Cetraro: un breve saggio

Nel mese di agosto 1988, su Rinascita Sud usciva quest’articolo che oggi pubblico su Cetraro in Rete e su Rosso Cetraro. I motivi che mi hanno  spinto a pubblicare il breve saggio sono due: ricordare alle nuove generazioni il mio impegno culturale a favore del nostro paese; informare i lettori che entro l’anno vedrà la luce un mio nuovo libro, “Le antiche chiese di Cetraro“. Con orgoglio, preciso che, nel mio lavoro, ho avuto la collaborazione di validissimi studiosi: il prof. Vincenzo Antonio Tucci, il prof. Giuseppe Forestiero, la professoressa Elena Lomeo, la dottoressa Alessandra Garozzo. Grazie e saluti.  …

A farra ‘i Natali

“A Farra”, un lavoro in prosa dialettale, è stato da me composto nel 1958 e si ispira a un episodio accaduto nel periodo natalizio del 1948. “Farra” non è un termine indigeno e pertanto non tutti i cetraresi ne conoscono il significato. Il vocabolo spagnolo  è stato importato, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, da quei pescatori che facevano ritorno al paese dopo un periodo di permanenza in Uruguay. Se non ricordo male, alcuni cetraresi, reduci del Sud America, delle volte ripetevano la frase “varra de farra”: compagnia allegra. “Farra” (baldoria), nell’accezione nostrana, ha il significato di “festino”,…

Cetraro senza fortezze

Riporto, opportunamente corretto, un mio articolo pubblicato nel dicembre 2005 sul periodico “Nuova Comunità”. Esso riguarda una fortezza i cui lavori furono iniziati nel 1490. Detta fortezza, probabilmente, è da identificare in una torretta, sita sulla parte finale del costone roccioso che parte dalla località S. Francesco e arriva al mare. Nel cinquecento, detta roccia, bagnata dal mare, formava la Petra o Punta di S. Maria di Mare. La torretta, da oltre un secolo, è “incorporata in un fabbricato rurale” e ne parla anche il Tripicchio facendola però risalire ad una epoca posteriore. All’inizio degli anni Ottanta, dopo aver pubblicato alcuni…

L. Talamo biografo del Militerni

Chiedo perdono al podestà Tortora di Citrarion, al vescovo di Sammarro d’Orato e ai loro accoliti se continuo ad interessarmi di storia pur non avendo avuto da loro la patente di storico. Su questo blog mi sono già soffermato sulla figura del senatore Giuseppe Mario Militerni e riprendo il discorso riportando alcune note, del cetrarese Luigi Talamo, scritte dopo aver appreso telefonicamente della improvvisa dipartita del politico cetrarese. Il prof. Talamo, compagno di scuola di Vincenzo Militerni, padre di Giuseppe Mario, colpito da quella improvvisa notizia, provò a tracciare un breve quadro dell’amico senatore, visto come un “apostolo laico”. Gli…

I turchi, Felice Lanza, Mantenga e il Canto della Torricella

Spare Filici Lanza! ’Na vota spare Filici Lanza! Sono frasi con significato negativo, canzonatorio; non si vuole mettere in evidenza una qualità, il valore del personaggio, ma un suo difetto. Infatti, lo storico cetrarese G. De Giacomo (1867- 1929) afferma chiaramente che Felice Lanza “non sapeva mirar diritto”. Il De Giacomo, parlando della celebrazione di una non documentata vittoria cetrarese sui Turchi, dice: “…le campane suonano in gloria, e suona finanche la campanella della montagna. Pur quella, solitaria, lassù, che noi, forse tardi venuti al mondo, ricordiamo sul formidabile monte, presso ‘Sinàtula’. Abbattuta or pure quella campanuccia da mani sacrileghe,…

Quaderni cetraresi a cura di L. Picarelli

Il nostro concittadino Lido Picarelli, giornalista e scrittore di numerosi ed interessanti saggi, da due anni, sostenuto da un Comitato Promotore, nonché confortato dall’Amministrazione Comunale di Cetraro e dalla Pro Loco, sta pubblicando una collana di Quaderni Cetraresi da lui ideata e coordinata. Sicuramente, la sua iniziativa riceve l’impulso da un grande amore per il paese che ha avuto modo di manifestare nelle bellissime pagine dei suoi racconti (Calzoni Corti, 2001; Cetrapoli, 2002), veri memoriali o meglio libri di ricordi della sua infanzia e della sua gioventù. La sua prosa moderna, piana, con gli ornamenti strettamente necessari, da provetto giornalista, da uomo…

La psicologia dei cetraresi

Due anni fa, ho incominciato a seguire assiduamente Cetraro in rete perché avevo avuto l’impressione di poter raccogliere su questo sito del materiale utile a scrivere un saggio che avesse come argomento la psicologia dei cetraresi o meglio alcuni aspetti della psicologia della nostra gente. Da ragazzo ero rimasto colpito dal fatto che i nostri concittadini, in modo esagerato, veneravano i preti e i forestieri e poi da giovane avevo constatato che il nostro paese, innanzi ai suoi figli migliori, più dotati intellettualmente, anziché spronarli e apprezzarli, preferiva farli oggetto d’invidia. Cetraro Nova, il 16 aprile 1909, scriveva: “Peccato che Cetraro…

Maria Occhiuzzi Iannelli

Preciso che il presente scritto, riguardante la compianta cetrarese Maria Occhiuzzi, è stato composto nel 1984 e doveva uscire su il giornalino “il Centro”. Purtroppo, il citato periodico locale, edito dal “Centro culturale G. M. Ricucci”, ebbe breve vita e il mio articolo rimase nel mio cassetto. Su detto periodico, per circa un anno, ho curato la rubrica riguardante i personaggi cetraresi. L’articolo, 24 ore fa, è stato inviato al blog “Rosso Cetraro” e oggi, al fine di dare ad esso più ampia diffusione, lo ripropongo ai lettori di “Cetraro in Rete”, la cui spettabile direzione è sempre cortese e…

Il cognome Militerno, Militerni

Probabilmente, a Cetraro, il cognome Militerno risale alla fine del Cinquecento. Tuttavia, dalla mia incompleta ricerca, esso appare menzionato la prima volta il 26 febbraio 1635 quando Francesco Mellerno (sic, Militerno) ricevette i benefici dell’Annunziata (della porta a mare), di S. Zaccaria e di S. Tommaso (in Bolizaro) vacanti per la morte di Francesco Antonio Catalano. Francesco Militerno, dopo due anni, rinunciò ai benefici di dette chiese (F. Russo, Regesto Vaticano per la Calabria, vol. VI). Nei Regesti dell’archivio di Leccisotti – Avagliano, ho incontrato il citato cognome una sola volta, nel 1697, quando Lucrezia Militerno sposò il suo consanguineo…

Il Senatore Giuseppe Mario Militerni

Attraverso le colonne del blog Rosso Cetraro, ho incominciato a celebrare, a modo mio, il centenario della nascita di Giuseppe Mario Militerni, il personaggio più amato dalla stragrande maggioranza dei cetraresi. Io ricordo che, in occasione del battesimo del  figlio di don Peppino, padrino l’on. Gennaro Cassiani, tutta Cetraro accorse nella Chiesa di S. Benedetto e alla “Giorgia” per assistere alla cerimonia.   A mio parere, non si può parlare di don Peppino senza ricostruire la realtà storica cetrarese degli Anni Cinquanta e Sessanta; non si può parlare dell’angelico don Peppino senza accennare a qualche volpone (allora considerato deus ex…

La nascita del borgo S. Marco, di Leonardo Iozzi (IV parte)

Gentilissimo lettore, credo di averti fornito tutti gli elementi per giudicare; come cetrarese o come abitante in Cetraro hai avuto modo di ascoltare i relatori del convegno sul centenario della nascita del Borgo S. Marco e pertanto sei nelle condizioni di poter stabilire se in quella occasione siano state apportate aggiunte a quanto già risultava dalle mie ricerche sulla nascita del Borgo. Se non hai avuto modo di partecipare a quel convegno, puoi consultare il resoconto, pubblicato dal giornalino della Pro Loco, e fare le tue considerazioni. Se non ho detto il vero, è giusto e sacrosanto che tu me…

La nascita del borgo S. Marco, di Leonardo Iozzi (III parte)

Quando, nel 1984, il compianto amico don Francesco Russo, il maggiore ricercatore calabrese, mi fece omaggio, nel suo studio di Corso Rinascimento in Roma, di una delle ultime copie di un suo libro, “Scritti storici calabresi , Cam  Napoli 1957”, rimasi colpito da una sua affermazione, contenuta a pag. 239, che sintetizzo così: “…lo storico, che si proponga di fare opera seria, scientifica, coscienziosa, ha l’obbligo di verificare o rettificare e di non credere ciecamente negli scrittori che lo hanno preceduto”. Sono pochi gli studiosi che applicano quella metodologia corretta, a cui sembra voler alludere padre Russo; inoltre, tanti, pur…

La nascita del borgo S. Marco, di Leonardo Iozzi (II parte)

La schiera di coloro che scrivono su materie storiche è numerosa, tuttavia va precisato che sono pochi i veri ricercatori, uomini silenziosi, che, ponendo alla base dei loro studi la ricognizione delle fonti archivistiche, promuovono la vera conoscenza storica dei fatti e dei personaggi. Sono invece tanti, e crescono in modo smisurato e rumoroso, coloro che scrivono seguendo pedissequamente le altrui “sudate carte”, spronati dal desiderio di gloria. Questa mia considerazione è stata riportata nel libro Notizie storiche – S. Benedetto Ullano (2009) del chiarissimo prof. Romano Napolitano, il quale precisa: Frase recisa, veridica, incisiva, di L. Iozzi, da: Giovanbattista…

La nascita del borgo S. Marco, di Leonardo Iozzi

I parte Interpretando la volontà di una parte dei numerosi lettori (n. 1285: Cetraro: scrittori – poeti – critici; n. 1790:  Storiografia cetrarese; n. 725: Giudicate voi) e assecondando il desiderio di tanti amici, sono spinto, temporaneamente, a soprassedere alla mia decisione di non collaborare con Cetraro in Rete. Determinante è stato per me l’intelligente e dotto prof. Luigi Leporini, il quale, proprio attraverso questo blog, mi ha invitato, a riguardo della chiesetta dell’Annunziata, a ricordare ai giovani qualche frammento delle mie ricerche. Qualcuno, giustamente, potrebbe tacciarmi di incoerenza. Confesso di trovarmi in disagio tra tante voci anonime del blog.…

Giudicate voi: metodologie a confronto

Le notizie storiche di detta chiesa sono riportate in “Possedimenti e chese cassinesi”, Roma 1981 e  in “Cetraro – Terra nullius dioecesis”, Cetraro, Mazzitelli, 2003. La prima fotografia di detta chiesa, fatta da me il 1974 o il 1975, è riportata nel mio libro “Cetraro terra…”. La seconda fotografia (identica alla prima) è riportata a pg. 76 del libro “Chiese di Cetraro”, edito da editoriale 2000, nel 2007. Le due immagini presentano nel quadro la stessa inclinazione e gli stessi cespugli. Non desidero commenti. Per la questione della chiesa di S. Biagio, il lettore può trovare notizie negli altri post.…

Storiografia cetrarese: date a Cesare…

Su Rinascita Sud, in gennaio – febbraio 1985, scrivevo: “Con il mio lavoro “Cetraro (Notizie storiche)”, pubblicato nel 1973, riprendevo per primo un discorso storico iniziato dal De Giacomo con pochi documenti e interrotto da oltre trentacinque anni. Questo libro, come ho precisato in un incontro culturale del 18/8/1984, rappresenta il primo sforzo inteso a riempire le pagine bianche della storia del mio paese, compresa tra il 1086 e il 1515. Fu merito della mia paziente ricerca se i Cetraresi conobbero il diploma del duca Ruggero Borsa, relativo ai confini territoriali, il prezioso privilegio di Fella, le azioni di Judetta,…

A Cetraro: scrittori – poeti – critici

Fra un secolo, chi avrà l’avventura di leggere, relativamente ai nostri tempi, certi articoli o i bilanci di certe associazioni culturali, a torto o a ragione, penserà che Cetraro, all’inizio del XXI secolo, abbia ospitato una scuola letteraria con un munifico protettore di artisti. Sì, è vero, sull’esempio di una rivista bolognese di tanti anni fa, il mio paese ha una sua Officina letteraria sperimentale, dove le avanguardie, dirette da un pensatore non indigeno, possono imparare le tecniche e gli artifici dello scrivere, ma non diventare geni. Io non conosco altre scuole e chi, per convinzione personale, volesse, oggi, crearsi…