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“Saremmo felici se qualcuno sciogliesse presto l’arcano.”

È da un bel po’ che, per amore di patria, avevamo sospeso le nostre comunicazioni di partito in riferimento all’ abnorme e vergognoso stato nel quale è ridotto il Presidio Ospedaliero “G. Iannelli”, componente dello Spoke Cetraro- Paola.

Ridotto in macerie da ben noti dirigenti apicali dell’ASP cosentina, — verso i quali ci auguriamo che intervenga presto lo Stato sovrano a chiedere ragione del loro omissivo e ingannevole autoritarismo– , nessuno può consentirsi di riferire la premeditata dissoluzione dei Livelli Essenziali dei Servizi in molte UOC esistenti nella Struttura ospedaliera cetrarese da tempo remotissimo, a cause che appartengono direttamente a volontà della sede Commissariale Regionale, né tantomeno alle ragioni della sua fine ingloriosa.

Non è così! Non può essere così, per le più che probabili responsabilità aziendali relative a reati di omissioni di pubblico servizio, di omissioni d’atto d’ufficio, di abuso d’ufficio! Abbiamo sempre considerato che la tutela del diritto alla salute dei nostri concittadini sarebbe stata, unicamente, a carico degli amministratori comunali.

Salvo averne fatto oggetto di speculazione elettorale a seconda dei ruoli istituzionali rivestiti! Intanto, per i comportamenti  messi in campo e l’assenza accecante di qualsiasi iniziativa in merito, l’attuale amministrazione comunale mostra reale compiacimento e condivisione per tutte le iniziative poste in essere dalla imperturbabile Commissaria Straordinaria dell’ASP di Cosenza, che continua a decidere i tempi e le modalità organizzative di  smantellamento dell’Ospedale di Cetraro.

Vediamo se ci sia qualcuno che riesca ad immaginare la piena e celere ripresa delle attività del “Punto Nascita”, nelle condizioni nelle quali sono state ridotte, oggi, le dimensioni strutturali e le stesse organizzazioni assistenziali dei reparti ad esso affini! L’eventuale e più che legittima delega ministeriale, nella più che razionale delle logiche, altro non farebbe che scontrarsi con la presenza di un vero e proprio lazzaretto Covid 19, che avrebbe dovuto già contare su 30 posti- letto, secondo il Verbale di Riunione dell’11 novembre 2020, redatto presso l’ASP di Cosenza e predisposto dalla Commissaria dott.ssa Cinzia Bettelini in ossequio all’Ordinanza del Presidente f.f. della Regione Calabria e se fossero arrivate puntualmente le risorse promesse. Sarebbe cosa doverosa e irreimandabile, a tal punto, che un Sindaco e i suoi amministratori si chiedessero se il numero dei posti-letto Covid sia predisposto dal Piano di un Commissario per la Sanità in Calabria o da una Ordinanza del Presidente f.f. della Regione Calabria!

Saremmo felici se qualcuno sciogliesse presto l’arcano.

La promiscuità di un tale nuovo reparto non sta scritto da nessuna parte nelle direttive ministeriali e commissariali, anche per evitare pericoli di contagio che sono, per i dati riscontrabili, alquanto frequenti in un tale contesto.

È solo vergognoso considerare residuali le attività di Ginecologia e Ostetricia, per servirsene come alibi per creare un Covid Hospital.

Così come scritto nel Verbale suddetto. Significa, nel silenzio più assordante delle istituzioni, consentire la il non rispetto e la mortificazione di eccellenti dirigenti medici e operatori sanitari, che fanno sacrifici enormi per onorare la loro  professionalità e il loro alto senso del dovere in condizioni organizzative assolutamente precarie e indefinibili, pur di apprestare convenientemente le loro cure a future mamme e bambini in stato di normalità o urgenza.

Non conta più niente, in una situazione simile di totale anarchia e sovranismo, alcuna rassicurazione data o estemporanea e controfirmata disposizione di servizio, a qualsiasi livello di competenze! Bugie e appariscenza sembrano essere i soli contenuti della organizzazione sanitaria nel nostro ospedale.

Nel mentre le istituzioni locali continuano nel loro pasciuto dormiveglia, dopo esserne stati i garanti, continua imperterrita la mobilità dei Dirigenti Medici di Pediatria verso lo Spoke ionico, con tutte le difficoltà di predisporre un servizio adeguato nell’UOC relativo.  Ma, non si era detto che tale obbrobrio dovesse avere termine a fine ottobre? E, intanto, con buona pace di chi non ne dovrebbe avere, l’assenza del Punto Nascita continua ad essere presa come alibi per una distruzione legalizzata dell’Ospedale “G. Iannelli”!

Comunicato stampa a cura del delegato alla Sanità: Pino Losardo