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Sale giochi, allarme riapertura: l’appello delle associazioni

Bar e ristoranti aperti senza limiti di orario, riapertura per palestre, cinema, teatri, musei e sale da concerto. C’è luce in fondo al tunnel.

Si tratta della cosiddetta zona bianca, che dovrebbe arrivare con il prossimo Dpcm anti-Covid previsto entro il 16 gennaio e che potrebbe interessare solo ed esclusivamente le regioni con nuovi contagi quasi azzerati e con strutture sanitarie che non siano più in affanno. Spostamenti liberi, rinviato forse l’orario del coprifuoco ma resterà l’obbligo di mascherina all’aperto e al chiuso oltre al distanziamento social e al divieto di assembramento.

Sarà il Comitato Tecnico Scientifico a stabilire i parametri per l’ingresso delle regioni in zona bianca. Probabilmente l’indice Rt dovrà essere inferiore allo 0,5 che, al momento, nessuna regione può raggiungere. Toscana, Abruzzo e Liguria sono le regioni che, avendo meno contagi in proporzione alla popolazione, potrebbero sperare in una promozione alla zona bianca ma tutto dipenderà dalla tenuta dei reparti Covid e dalla resilienza degli ospedali nei prossimi giorni.

E il gioco? Il settore ormai si trova in un limbo senza fine, dopo quello già attraversato nella primavera del 2020, che preoccupa tutta l’industria e ha già spinto numerose rappresentanze del comparto ad annunciare ed organizzare manifestazioni di piazza (da Milano a Roma) per sollecitare l’attenzione del Governo e un intervento risolutivo per scongiurare il collasso definitivo. La zona bianca proposta da Franceschini rappresenta la nuova speranza del gioco legale, in crisi a causa delle ripetute chiusure imposte dai diversi DPCM degli ultimi mesi.

Le associazioni fanno il punto sulla drammatica situazione del settore, letteralmente sconquassato dalla chiusura dei punti di vendita specializzati (sale gioco, agenzie di scommesse e Bingo), nonché dell’attività di vendita di tali giochi nei punti non specializzati (bar e tabacchi) per circa 6 mesi, con conseguente blocco dei ricavi per metà dell’anno.

A tal proposito, le organizzazioni del comparto (ACADI, As.Tro, Acmi, FIEGL, SAPAR, Sistema Gioco Italia) come è noto nei giorni scorsi hanno lanciato l’allarme sulla grave situazione in cui versano le imprese. Le organizzazioni chiedono al Governo “la riapertura in sicurezza e nei tempi più rapidi possibili dell’attività di gioco, compatibilmente con l’andamento della pandemia ed in linea con quanto previsto per le altre attività soggette a lockdown e assimilabili per ampiezza dei locali commerciali, grado di frequenza/permanenza della clientela (si pensi ad esempio alla ristorazione), ma talvolta anche meno sicure per le modalità intrinseche delle attività/servizi offerte, rispetto agli standard elevati di sicurezza adottati dal settore del Gioco”.