• 18 giugno 2018
Riceviamo e Pubblichiamo,

La lezione di Paolo

Un video per ricordare Paolo Borsellino e tutte le vittime della mafia

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Partendo dai fatti di cronaca legati alla tragedia dell’uccisione dell’uomo e del magistrato Paolo Borsellino, gli allievi della classe 5°H diretti dal prof. Orsini Daniele hanno immaginato il destino e la quotidiana vita di un giovane, appassionato insegnante Paolo Borsellino la cui esistenza si lega, fin da principio, alla sua agenda rossa che diviene il simbolo degli insegnamenti che Lui, giorno dopo giorno, vuole trasmettere ai suoi giovani allievi. Gli studenti hanno voluto rappresentare, attraverso scene girate in presenza di un albero, l’idea che la memoria sia vita e che la terra che circonda l’albero sia il luogo fecondo sul quale creare comunità responsabili e da cui partire per trovare, ognuno, la propria genuina, onesta esistenza. E così l’agenda rossa stretta tra le loro mani diviene il simbolo della viva memoria da custodire, preservare e tramandare.

RELAZIONE SINTETICA DEI CONTENUTI DEL VIDEO

Il video racconta la straordinaria normalità di un insegnante, un giovane Paolo Borsellino. Racconta dei suoi giorni e dei suoi passi che, uno dopo l’altro ed un altro ancora, lo conducono a scuola dai suoi allievi, dai suoi ragazzi, che sono il presente ed il futuro. Sono passi, sono piedi e sono giovani mani comuni che stringono un’antica borsa con dentro un quaderno ROSSO nel quale ha scritto i suoi essenziali appunti, un quaderno Rosso nel quale segnare pensieri, valori e amore da trasmettere ai suoi allievi. È stretta a sé quell’antica e fiera 24 ore, cinta come una seconda pelle. Paolo entra a scuola, sale le scale e innanzi la porta dell’aula, oltre la quale gli studenti attendono il suo arrivo, indugia un attimo per permettere al suo cuore ed alla sua mente di seminare e raccogliere ciò che un quaderno Rosso disvela agli occhi ed ai cuori di coloro che saranno presenti a Lezione

È la semina del colore verde dell’erba fresca nel campo della scuola, è la semina rossa del sangue rosso che circola tra le parole “Bandiera” ed “Italia”, è la semina azzurra del cielo azzurro oltre l’aula e del mare oltre le mura, è la semina roboante e cieca della morte, è la semina nera ed acre delle auto combuste, è la semina viola dei corpi straziati, è la semina grigia dei violenti e dei collusi, è la semina del bianco e nero di una foto della Prima Comunione, è la semina… di un Uomo giusto, di un Uomo con una antica fiera 24 ore … … Ed intanto qualcosa è cambiato, quella semina e quell’antica fiera 24 ore con il suo quaderno Rosso hanno legato i cuori e le menti dei suoi allievi. È la semina Verde del cambiamento, è la semina Bianca della memoria, è la semina Rossa del sangue rosso annodato in cerchio sul nevoso prato del campo scuola mentre indugia silente la neve e ricorda che la primavera è destinata a riapparire viva…

Il mistero della agenda Rossa scomparsa diviene, per noi studenti, la riflessione sulla domanda se saremo in grado di preservare, custodire e tramandare il fondamentale insegnamento che la vita di Paolo Borsellino ci ha donato. Dobbiamo avere il coraggio e la passione di “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”, come suggerisce Italo Calvino, e per far ciò è necessario esigere da noi stessi “attenzione ed apprendimento continui” per sottrarci al rischio reale di diventarne parte. E così la domanda “chi è stato?” diviene per noi “Chi è Stato?”. Lo “Stato” siamo noi, sono quelle mani bianche, quei volti vivi, quegli occhi riconoscenti, quei cuori rossi di buona volontà che circondano la memoria della traccia Rossa che Paolo Borsellino ha donato con la sua normale straordinaria vita.

 

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