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Intervista a Giuseppe Aieta

Lo abbiamo intervistato più volte, visto l'attaccamento dei nostri elettori alla vita politica di Cetraro. E appena rieletto in Consiglio regionale, lo incontriamo di nuovo. Giuseppe Aieta, già sindaco di Cetraro per due legislature, Consigliere e assessore provinciale per 10 anni e per la seconda volta consigliere regionale., 6 elezioni, tutte vinte...

Qual è il segreto di tanto successo?
La politica è una scienza quasi esatta: serve avere visione, profondere fatica, avere una squadra. I cittadini valutano le parole che se non sono seguite dai fatti diventano chiacchiere. La nostra vita istituzionale è stata costellata da duro lavoro e da realizzazioni epocali; dico “nostra” perché ho sempre ragionato come collettivo perseguendo alleanze larghe che coinvolgessero il capitale sociale di un territorio.

Il nuovo Presidente della Regione, Jole Santelli, in una recente intervista ha dichiarato che tra le cose più belle della sua esperienza politica c’è il teatro comunale di Cetraro realizzato in collaborazione con lei all’epoca in cui era Sindaco.
Ha ragione! All’epoca era Sottosegretario alla Giustizia ed ebbe coraggio indicandomi quale presidente del consorzio Tirreno sviluppo e legalità. Tra noi sindaci c’erano quelli di Forza Italia, ma lei decise per il Sindaco di Cetraro. E non la delusi perché realizzammo tante cose belle.

Vi siete sentiti dopo le elezioni?
Certo, ci siamo sentiti prima e dopo. Abbiamo un rapporto basato sulla lealtà e siamo amici da tantissimo tempo.

Archiviate le elezioni regionali tra qualche mese ci saranno le elezioni comunali di Cetraro che continua ad essere la sua roccaforte elettorale. Ci sveli quale sarà il suo ruolo.
Di certo non sarà quello di 5 anni fa quando provai – senza riuscirci – di evitare la rottura di quell’alleanza che mi consentì di governare 10 anni. In questi anni ho frequentato poco il palazzo di città perché non avevo ruoli diretti e spesso mi sentivo non proprio gradito. Ho conservato un ottimo rapporto col Sindaco e con alcuni assessori e consiglieri ma non sono riuscito ad essere parte attiva delle scelte politiche alcune delle quali vanno subito modificate.

Si spieghi meglio.
Voglio dire che i futuri assetti non potranno essere più condizionati dai singoli e che le alleanze devono tener conto di un progetto politico largo che tenga conto dei partiti e dei gruppi organizzati come quelli che vedono giovani riunirsi e con i quali parlo continuamente.

Lei è incompatibile con il ruolo di sindaco ma non con quello di consigliere comunale. Si candiderà?
Prima il progetto politico, poi le persone. E’ ovvio che non starò a guardare. In queste elezioni i cittadini mi hanno fatto pagare la mia assenza da Cetraro tant’è che ho avuto qualche difficoltà. Nonostante il clima avverso al centrosinistra, la mia lontananza da Cetraro e la buona performance di alcuni candidati locali, i cittadini mi hanno confermato la loro fiducia facendomi risultare largamente e nettamente il primo degli eletti. Non posso che essere grato alla mia città e, pertanto, mi dedicherò con molta più cura ai miei cittadini.

Ci dica infine quali emozioni e quali delusioni si vivono in una campagna elettorale.
Le  emozioni sono quelle che ti rendono leggere le fatiche: i giovani che ti stanno vicino, gli anziani che tenendoti per mano ti promettono il loro consenso, ma anche le persone serie che guardandoti negli occhi ti dicono con amarezza che non ti possono votare perché hanno altri impegni. Delle delusioni parleremo sabato in Colonia quando ringrazierò gli elettori. Ma sia chiaro che alle delusioni e alle amarezze dedicherò pochissimo tempo, il resto sarà dedicato al futuro, alla lealtà e alla coerenza dell’impegno politico.