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L’informazione che mancava

Ecco il nome del Poltronista…

- Politica

Signori, eccolo. Adesso è ufficiale. Ha un nome e un cognome. Si chiama Carmine Quercia

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Posto per volontà del popolo sui banchi delle minoranze, appartenente al P.D.,– leggasi “Poltronisti Democratici –, dimostra le sue migliori qualità nel saper cogliere le occasioni, con qualsiasi  mezzo politico cui può ricorrere, per far accomodare le sue nobili terga su qualsivoglia poltrona istituzionale.

Una vocazionalità, ormai identitaria, che si è già scoperta nella passata consiliatura, allorquando, nella  metà della stessa, cominciò a scalpitare e minacciare abbandoni della maggioranza fino a quando non riuscì, con l’aiuto del suo partito, a soddisfare la sua insaziabile famelicità con l’ottenimento del pennacchio assessorile. Se questa possibilità gli fosse stata data prima, sicuramente gli sarebbe stato risparmiato il sacrificio di una così lunga crisi di astinenza poltronistica, che lo fatto soffrire per ben quattro anni. La fine di questo suo tormento è finalmente avvenuta nel Consiglio Comunale di ieri,  30 maggio’19, allorchè è riuscito a portarsi sullo scranno più alto dell’Assise, eletto dalla sgangherata maggioranza che governa la nostra città. Un vero ed ineguagliabile professionista nell’arte della < scalata alle poltrone >, goditore dei vantaggi politici e affini che gli derivano dall’essere inserito nella struttura istituzionale di un consigliere regionale di questa città, riesce a non provare alcun senso di vergogna politica e di rispetto per la sua dignità, neanche quando fa il suo esordio come Presidente, tessendo elogi sperticati al suo munifico predecessore, compagno Franco Pascarelli. Ne tesse, infatti, le lodi per l’alto “spessore umano e istituzionale”, dimostrato per oltre quattro anni di Presidenza, senza fare una piega di fronte agli improperi  che gli riservò in quantità industriale ed espressi in  voluminose opere letterarie, di cui i più rispettosi giudizi erano quelli dell’ < incapacità>, della < vergognosa parzialità >, della  < servitù istituzionale>, dell’ < incompetenza giuridica- regolamentare >. Fino al punto da giustificare, in tal modo, le sue dimissioni dalle Commissioni Consiliari Permanenti, di cui faceva parte in quanto consigliere di minoranza. Ma, di che cosa stiamo parlando? Ma, in quale Repubblica delle banane ci troviamo? Può, una figura politica così indecente dare garanzie di sobrietà etica e di credibilità morale alla figura del massimo rappresentante dello Stato nell’Istituzione democratica della nostra città? A noi, gruppo consiliare di “Forza Italia “, ne ha raccontato di cotte e di crude sulle incapacità del Sindaco e dell’Amministrazione comunale! Se occorre, lo dimostreremo con documenti in mano! Per ingraziarseli e ottenere benefici, nello scorso Consiglio Comunale ha approvato, insieme al suo poltronistico partito, le opere pubbliche e si è astenuto sul Bilancio di Previsione ’19! Ultimo Bilancio della Consiliatura. Sapeva bene che l’astensione, nell’ordinamento comunale, è un voto favorevole.

E’ un imperturbabile e cinico mentitore politico. Riesce a giustificare, di fronte alla gente, la sua investitura in nome di un < certo clima di pace >, ritrovato dal Consiglio. Ma perché non dice che, questo, è il secondo < clima di pace >, dopo che i Socialisti di governo e parte della stessa maggioranza hanno già somministrato le lenticchie al suo partito, in occasione delle Elezioni Provinciali, consentendo al suo capogruppo, Ermanno Cennamo, di sedere tra i banchi di quel Parlamento?

Un mercimonio indecoroso. Senza fine. Abbiamo chiesto, al neo eletto Camerlengo consiliare, subito dopo la sua elezione, un sussulto di dignità e di onore, con la rassegna immediata delle sue dimissioni, di fronte al mancato raggiungimento del consenso plenario che gli avrebbe dovuto attribuire, secondo i patti, la maggioranza offerente. Ne aveva fatto, del consenso unanime, nei giorni scorsi, il presupposto essenziale per una sua eventuale accettazione della carica di Presidente. Ma, come si suole dire, non è certo < legname da crocifisso>! Non può diventare santo chi non ha la forza per resistere a tutte le tentazioni del demonio! Sapevamo di che pasta d’uomo è fatto questo giovane politicante, che sembra incarnare tutti i vizi e i comportamenti degli arrivisti della Prima Repubblica. Puntualmente, farà intervenire i giovani democratici della provincia in sua difesa. Allora sì, che daremo fondo a tutte le oscenità comportamentali del soggetto in questione. Intanto, con la nomina di questa figura alla Presidenza del Consiglio comunale, si conclude ingloriosamente, e di fatto, questa orribile Consiliatura!

Dei cinque < cavalieri dell’Apocalisse >, gli assessori  Barbara Falbo, Gabriella Luciani, Carmen Spaccarotella, i consiglieri Tommaso Cesareo e Attilio Onorato che, nei giorni scorsi, in tutte le salse e su tutti i mezzi di informazione, avevano sottolineato la < primogenitura> della loro dignità personale di fronte agli schiaffi in faccia presi per la loro esclusione da qualsiasi trattativa intercorsa tra i due Partiti Progressisti  per l’alienazione della carica di Presidente, solo uno  è rimasto saldamente e degnamente in sella al suo destriero. Tommaso Cesareo. Ma, questa è storia che merita un’altra puntata!

IL GRUPPO CONSILIARE di  “FORZA  ITALIA”

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AUTORE DEL POST: Redazione




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