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Conti corrente o conti deposito: come muoversi nelle incertezze finanziarie del 2020

Quando si ha a disposizione una grossa cifra, come può essere una da 100.000 euro, quel che occorre fare è mantenere la lucidità, senza improvvisazione e senza fretta.

Occorre la testa ben fissa sulle spalle, soprattutto in momenti come quello attuale. D’altronde è dalle crisi che arrivano grandi opportunità, da cogliere con strategie adeguate ed una esposizione al rischio che sia quantomeno contenuta e coerente con gli obiettivi. Farsi affiancare poi da un consulente finanziario è un’ottima scelta, come evidenzia la guida Moneyfarm su come investire 100.000 euro.

Quando si vuole investire una certa cifra non c’è da chiedersi come investirli ma perché li si vuole investire: è cosa nota che ogni buon investimento parte dall’elaborazione di un piano che implica, anzitutto, l’identificazione del proprio obiettivo e della tolleranza del rischio. Entra in gioco qui un buono e preparato consulente finanziario. Questa è la strategia migliore in periodi di forte volatilità come quello attuale. Fissare un obiettivo è il primo passo per cogliere future opportunità. Una volta definito il profilo, il passo successivo è scegliere un orizzonte temporale abbastanza ampio per godere dei frutti dell’investimento. Proteggendo il risparmio, ovviamente, entro limiti di rischio certi. La cosa certa è che il capitale può diminuire, ed è un fattore non preventivabile: prendere decisioni oculate è necessario.

La premessa è che un capitale elevato può non generare una rendita immediata, con cui si intende almeno il 15-20% del capitale. Non è impossibile ottenere questo rendimento, ma quantomeno in periodo di lungo termine. Come comportarsi dunque? Gli analisti di AltroConsumo spiegano che non è ragionevole parcheggiare grosse cifre in un conto corrente, soprattutto perché entra in gioco l’inflazione. In questo caso nemmeno il conto deposito è una buona idea, poiché i rendimenti sono bassi, in certi casi vicini allo zero. La soluzione ha meno validità nel lungo termine, a fronte di una come la Gestione Patrimoniale che è una soluzione nettamente più convenienti. Soprattutto per i vantaggi fiscali offerti, a differenza dei fondi comuni. Diversificare il proprio investimento consente, insieme, di proteggerlo e ripararlo da rischi specifici, sia per grandi cifre sia per cifre più contenute. Ma a che livello diversificare? Non esistono soluzioni univoche, perché la distribuzione dell’investimento tra varie asset class dipende molto dal livello di rischio che vuole assumersi l’investitore. In linea di massima un portafoglio, per dirsi completo, deve coprire più di due asset class e includere prodotti di diverse aree geografiche. Questo perché all’interno delle asset class vi sono prodotti con caratteristiche diverse e differenti livelli di rischio. Conoscere il meccanismo di interazione tra i vari prodotti è fondamentale per fare delle scelte equilibrate.

Muoversi nei mercati finanziari è quantomai complicato, per questo un consulente finanziario indipendente può essere fondamentale per indirizzare una scelta. Questo profilo professionale offre peraltro grosse garanzie. Competenza e trasparenza, soprattutto: il consulente guadagna dalle commissioni che suggerisce, senza andare a danno dell’interesse del cliente. Una normativa ad hoc regola il sistema di remunerazione del consulente finanziario indipendente, che percepisce sempre una quota fissa. Senza interessi, se non quello della tutela e del miglioramento dell’investimento del cliente.