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10° anniversario della Dedicazione della nuova chiesa parrocchiale B.V.M. Addolorata

- Attualità

Si è conclusa domenica sera con la solenne concelebrazione della Santa Messa presieduta dal vicario foraneo mons. Raimondi, la settimana di preghiera in occasione del 10 anniversario della Dedicazione della nuova chiesa parrocchiale B.V.M. Addolorata.

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Una settimana intensa che ha visto la presenza dei già parroci della parrocchia di San Filippo di Cetraro. Molto partecipate le celebrazioni e molte le emozioni che hanno vissuto i parrocchiani.

Don Agostino Tudda, parroco della comunità di San Filippo, ha espresso parole di ringraziamenti nei confronti di tutti i sacerdoti che si sono alternati durante il settenario, e per ultimo ha rivolto al Vicario Foraneo mons. Raimondi parole di gratitudine soprattutto per il servizio che rende al Vescovo nel suo incarico di vice e per il servizio che esso gratuitamente svolge nell’Ospedale di Cetraro stando accanto agli ammalati.

Ha poi voluto esprimere tutta la sua riconoscenza alle autorità civili presenti alla funzione religiosa, nelle persone del Sindaco Angelo Aita e nella persona del Consigliere regionale On. Aieta. Non ha certo dimenticato di rivolgere parole di riconoscenza a quanti con zelo e devozione lo hanno coadiuvato nelle attività pastorali che tale evento richiedeva. In particolare i giovani dell’A.C. che per l’occasione hanno arricchito l’evento con la redazione di un opuscolo contenente tutta la storia della parrocchia.

Ha poi detto che “questa nuova chiesa che oggi compie 10 anni è diventa la casa della comunità cristiana, e quindi abbiamo imparato a ringraziare Dio per questo dono e ad amarlo. Inoltre siamo lieti anche del Titolo alla Madonna Addolorata perché ella è la testimone della passione, colonna di fede sotto la croce, luce di speranza e annunciatrice di resurrezione di suo Figlio”. Ha concluso dicendo che “in questa struttura crescono i nostri ragazzi che vengono così sottratti alle insidie della strada e vengono protetti dai pericoli della società moderna, facendo invece amicizia con Gesù”.

Don Agostino Tudda

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