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“L’arte e oltre, di Carlo Andreoli”

L’architetto ed esperto d’arte Carlo Andreoli ci guida in un affascinante percorso tra le opere e gli autori calabresi e non. Con spunti, teorie e approfondimenti nuovi.

Nicola Lapiccola nelle chiese di Roma

L’Arte e oltre, di Carlo Andreoli – Nicola Lapiccola (Crotone 1727 – Roma 1790) ha lasciato a Roma, sua città d’elezione fin dal 1747, una scelta produzione d’arte varia (dipinti e decorazioni), concentrata soprattutto in fastosi palazzi nobiliari (Borghese, Chigi, Vidoni Caffarelli, Laterano, Villa Albani, Villa Giulia). Ma notevole, ancorché meno conosciuta, è la sua produzione d’arte sacra, distribuita in alcune chiese e basiliche di Roma; di cui si vuole offrire una rapida rassegna. Nella prima cappella del lato sinistro della chiesa di s. Lorenzo in Panisperna si trova una tela di “S. Francesco d’Assisi riceve le stimmate” che, eseguita…

Vita e opere di Francesco Saverio Mergolo

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – Mi sembra interessante riproporre la biografia che di Francesco Saverio Mergolo (Vibo Valentia 1746-1786) pubblicò, nel 1827, il pittore e scrittore conterraneo Emmanuele Paparo (Vibo Valentia 1778-1828). Nel fare luce sulla vita e sulle opere d’un maestro ancora poco noto del barocco calabrese, essa dà prova di fatto d’una scrittura d’arte che dispensa acume critico nel tracciare il profilo del Mergolo nel contesto della civiltà vibonese del secondo ‘700. “Si crede comunemente nella Capitale, che nei paesi di Provincia non allignino le Scienze, e molto meno le arti. Gl’istessi uomini culti non guariscono…

L’arte della scagliola in Domenico Costa e Maurizio Ofrias

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – Per “lavorazione a scagliola”, nel campo dell’arte, s’intende l’esecuzione d’un intarsio policromo; ottenuto dipingendo, con l’ausilio d’un cartone, una lastra di gesso ancora fresca, fissata col calore nella sua cromia e lucidata. La tecnica sorse, agli inizi del ‘600, in Emilia; per imitare l’effetto del commesso di pietre dure: che bisognava di materiale raro e d’una lunga e costosa esecuzione. Giunse nel Meridione nei primi del ‘700, trasformando l’intento imitativo in autonoma forma d’arte. Ed ebbe, in Calabria, due maestri d’eccezione, che applicarono tale tecnica con risultati lusinghieri: Domenico Costa e Maurizio Ofrias.…

Fra’ Gennaro da Bonifati e Giuseppe da Grimaldi maestri intagliatori

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – L’ordine monastico dei Frati Riformati – assieme a quello dei Frati Cappuccini – ha dato alla Calabria,  specie nel corso del ‘600 e ‘700, un contributo d’arte assai notevole, producendo arredi sacri destinati alle chiese ed ai conventi del proprio ordine. Statue a tutto tondo, altari e tabernacoli, edicole e cori, confessionali e cantorie, nelle chiese; siccome stipi, armadi e teche, nelle sacrestie; e preziosi scaffali per i libri di dottrina, nelle biblioteche: sono il frutto paziente e peregrino d’artieri, che univano il saio alla perizia raffinata di provetti intagliatori. Formati tutti in…

Francesco Antonio Algaria, pittore di Cassano del secondo ‘700

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – Attivo lungo tutta la metà del secondo ‘700, Francesco Antonio Algaria (Cassano Ionio not. 1751-1800) è un maestro che, pur movendosi in un’aura consaputa di provincia, ha lasciato nell’arte un’impronta originale dovuta ad uno stile affatto proprio. Un disegno grasso, che delinea le figure e ne esalta i tratti enfi del corpo, con serpentine brune che solcano di pieghe le carni messe a nudo e i pesanti panneggi. E un colorito ricco d’un umore bizzarro, che conferisce al dipinto un emaciato senso di spiritualità, come rappreso d’un lontano classicismo. Tra le sue prime…

Antonio Granata nella chiesa di s. Domenico a Cosenza

L’Arte e oltre, di Carlo Andreoli – La chiesa di s. Domenico a Cosenza contiene una raccolta di dipinti d’Antonio Granata (S. Fili 1766-Aprigliano 1818) – ben otto tele ad olio – che per il suo interesse merita d’essere illustrata. Parte di essa risulta essere firmata con la sigla “A G” ed in un solo caso per esteso; mentre l’unica datazione rinvenuta – 1793 – può darsi ad un dipresso come anno esecutivo dell’intera collezione. Nell’aula della chiesa abbiamo, intanto, una “S. Caterina da Siena”, che subito s’annuncia come saggio dello stile del maestro: contrassegnato da un disegno tenero e…