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Posts published in “L’arte e oltre, di Carlo Andreoli”

L’architetto ed esperto d’arte Carlo Andreoli ci guida in un affascinante percorso tra le opere e gli autori calabresi e non. Con spunti, teorie e approfondimenti nuovi.

Sulla scia in Calabria di Pietro Bardellino

A cura di Carlo Andreoli – Si propone, di seguito, una serie di lavori, che documenta l’attività pittorica di Pietro Bardellino  (Napoli 1728-1810) in vari luoghi di Calabria: opere note, meno note o ignote; tutte utili, comunque, a stabilire un incipiente catalogo regionale dell’insigne maestro napoletano. Tra le opere note spiccano, anzitutto, le due tele della Galleria nazionale di Cosenza – derivanti entrambi dalla “Collezione Carime” – che s’appartenevano ad un gruppo di quattro raffiguranti scene della Vita di Maria e di Cristo. L’Adorazione dei pastori (1763) riprende, in maniera affatto originale, il soggetto analogo proposto dal De Mura nella tela…

Jacopo Cestaro nella cattedrale di Cassano Ionio

A cura di Carlo Andreoli – A Cassano Ionio (Cosenza), nella navata sinistra della cattedrale, e propriamente sull’altare retrostante al fonte battesimale, si conserva una tela della “Madonna col Bambino e s. Anna”, ch’è stata giustamente ritenuta “di chiara ispirazione solimeniana.” (Trombetti) Si tratta, invero, d’una Madonna col Bambino, affiancata da s. Anna ed entrambe sedute, adorata da un s. Giovanni Battista fanciullo genuflesso e sovrastata sullo sfondo da un Dio Padre, in gloria tra puttini. Opera che, pur essendo decurtata da un’ampia lacuna, denuncia una pregiata qualità d’esecuzione. E nella quale a me par di riconoscere lo stile originale…

Giovanni Cingeri nella chiesa di s. Pietro al Carmine di Carolei

A cura di Carlo Andreoli – Del pittore d’area campana Giovanni Cingeri – di cui, allo stato, oltre qualche fugace citazione dei suoi lavori, null’altro si sa – sembrerebbe d’intravedere gli esordi con un “quadro con S. Benedetto e S. Filippo Neri”, il quale sarebbe stato “segnato Giovanni Cingeri 1747”: lavoro visto a Capua dal Dalbono, nella chiesa di s. Maria delle Monache, e segnalato nella sua “Nuova guida di Napoli e dintorni” (Napoli, 1876, pag. 640). Ad esso farebbe seguito, nel 1748, una serie di quattro tele con “Scene pastorali” conservata oggi nel Museo dei Domenicani di Dubrovnik (Croazia).…

Nicola Menzele nella chiesa di s. Anna a Bianchi (CS)

A cura di Carlo Andreoli – Il pittore pugliese Nicola Menzele (Trani 1725-Napoli 1789), formatosi a Napoli nella bottega del De Mura,  presenta in Calabria un numero cospicuo di lavori. Discendendo, soltanto, il litorale calabrese del Tirreno, si ritrovano sue opere a Paola, Fiumefreddo Bruzio, Longobardi, Belmonte Calabro e Tropea. A Paola, nella pinacoteca del convento dei Minimi, si conservano due tele, firmate e datate al 1777 (Battesimo di Gesù, Gesù tra i dottori), ed un ovale, a lui assegnabile, di Gesù e la samaritana al pozzo. Nel Gesù tra i dottori, si ritrova già quella tipica nettezza di colore…

Nota critica sulla “Tavoletta della Pace” di Rossano

A cura di Carlo Andreoli – Nel Museo diocesano di Rossano, si conserva un’opera di pregio singolare: la cosiddetta “Tavoletta della Pace”, opera che racchiude un dipinto prezioso dentro una cornice in legno, argento e pietre dure. Mi pare d’osservare, anzitutto, come il termine di “Pace” che s’assegna al manufatto risulti, invero, improprio. Dato che con esso (tabella pacis) veniva un tempo designato, in ambito liturgico, un tipo di speciale arredo sacro – icona in legno od in metallo, avente spesso per soggetto un “Ecce homo” od un “Cristo risorto” – che posto sull’altare durante la funzione – e perciò…

Aggiunte al catalogo del pittore cosentino Francesco Bruno

A cura di Carlo Andreoli – Nella pittura cosentina del ‘700, Francesco Bruno – noto pure come Bruni, nella forma alterata del cognome – sembra seguire, per età e valore, Domenico Oranges; e precedere, invece, Giovanni Pellicori di cui quasi certamente fu maestro. Nell’assenza assoluta di notizie sulla vita, l’unico modo per trarre la sua vicenda d’arte consiste nel derivare dalle rare opere sue, firmate e datate, altre che ad esse si associno per analogia; facendo salvi il criterio di stima e le conseguenti deduzioni. Orbene a Bisignano, nella chiesa di s. Francesco di Paola, si trova una pala di…

Cristoforo Santanna nella chiesa dei ss. Pietro e Paolo di Pedace

A cura di Carlo Andreoli – Pittore assai prolifico – che ha lasciato ampi cicli di lavoro, nella Calabria citeriore, nella seconda metà del ‘700 – Cristoforo Santanna (Marano Marchesato 1735-Rende 1805) sciupò spesso il suo talento – e la sua corposa fantasia – in opere affrettate e prive d’accuratezza di dettaglio, che rasentano talora un esito corsivo. Strepitoso fu, invece, nei suoi tipici soffitti carenati: cosparsi di dipinti gloriosi od allegorici, che infondono a tanti luoghi sacri di Calabria un’aria di briosa vivacità di forme e di colori. Il suo impegno nella chiesa dei ss. Pietro e Paolo di…

Tracce d’arte di Fortunato Longo

A cura di Carlo Andreoli – Nei primi anni del 1900, lo scultore calabrese Fortunato Longo (S. Giorgio Morgeto 1884-Roma 1957) presso che ventenne si trovava a Roma; ove condivideva l’abitazione con Umberto Boccioni, il quale “invano tentò di convertirlo al futurismo” (Giuseppe Romeo Toscano,1979). Tra le frequentazioni romane dell’artista, contava pure la cerchia di Sergio Corazzini, giovane poeta crepuscolare che morirà nel 1907. E fu, forse, in tale ambiente che al Longo avvenne d’incontrare un’originale figura di pittore e scrittore fiorentino, Raoul Dal Molin Ferenzona; il quale lo ritrasse in due lavori. Nel primo, un tondo a matita nera…

Giuseppe Pascaletti a Falconara Albanese e Nocera Terinese

A cura di Carlo Andreoli – Due dipinti, non proprio tra i più noti, di Giuseppe Pascaletti (Fiumefreddo Bruzio 1699-1757) sono conservati a Falconara Albanese, in provincia di Cosenza, ed a Nocera Terinese, in provincia di Catanzaro. Due paesi ricadenti entrambi, nel passato, nella Diocesi di Tropea; cui pure apparteneva Fiumefreddo Bruzio, luogo natio dell’artista. E ciò spiegherebbe, in parte, il motivo occasionale della committenza dei lavori al Pascaletti; il quale, sulla metà del ‘700, della diocesi tropeana era artista benemerito. A Falconara Albanese, nella chiesa di s. Michele, è collocata una tela ad olio (cm130x100, firmata e datata al…

Un trittico di Marco Pino ad Acquaformosa

A cura di Carlo Andreoli – Ad Acquaformosa (Cosenza), nella cripta della chiesa di s. Giovanni Battista, si conservano tre tavole che con ogni probabilità componevano un trittico, smembrato, dipinto da Marco Pino (Siena 1521 – Napoli 1583) in una data prossima al 1572. Si tratta di una Assunzione della Vergine (cm280x185) e di due Santi abati (ognuno: cm190x80), tutti restaurati nel 1973 da Laura Spada, e riconosciuti a Marco Pino dalla Di Dario Guida (Arte in Calabria, Napoli 1978, pp.116-118); la quale ne convenne la realizzazione “allo stesso momento della Pietà” di Cosenza, opera firmata e datata al 1572.…

Lavori in Calabria di Cosimo Sampietro

A cura di Carlo Andreoli – Pittore pressoché autodidatta, Cosimo Sampietro (Roccaforzata 1856–Bernalda 1949), noto pure in Calabria come Cosma Sampietro, nel corso d’una lunga carriera ha lasciato opere in Puglia, suo luogo d’origine, in Lucania, suo luogo d’elezione, ed in Calabria dove, anzi, si trovano testimonianze cospicue della sua attività. Piuttosto trascurato dalla storiografia d’arte ufficiale, egli è dotato d’uno stile di spirito romantico, intriso di cadenze simboliste, che ne fa interprete affatto originale della pittura provinciale corrente nel Meridione d’Italia nel primo quarto del ‘900. A Santa Severina (Crotone), nella cattedrale di s. Anastasìa, è un ciclo di…

Pittori ottocenteschi di Aiello Calabro

A cura di Carlo Andreoli – Ad Aiello Calabro, piccolo paese in provincia di Cosenza di rilevante interesse storico artistico, ebbe modo di formarsi, nel corso dell’Ottocento, una serie di pittori che giunse ad avere una qualche rinomanza nel panorama d’arte della Calabria citeriore. Iniziatore e maestro di siffatta serie fu l’ormai noto Raffaele Aloisio; cui fecero seguito due suoi nipoti, Raffaele Del Corchio ed Antonio Del Corchio; per finire con Raffaele Barone, che di codesta tradizione d’arte fu l’ultimo esponente. Di Raffaele Aloisio si sa, ormai per certo, che nacque ad Aiello nel 1800; da mastro Benedetto calzolaio e…

La “Visione di s. Ignazio” di Ludovico Mazzanti a Vibo Valentia

A cura di Carlo Andreoli –  Unica opera nota, finora, di Ludovico Mazzanti (Roma 1686-Viterbo 1775) in Calabria – salvo l’accenno d’un suo intervento nella vecchia cattedrale di Mileto (Brutium 1962 n.1, p.12) – la “Visione di s. Ignazio”, olio su tela di cm 360×215, si trova oggi nella chiesa di s. Michele di Vibo Valentia, essendo stata in origine allocata nella chiesa del Gesù. Dell’opera fa conto lo stesso Mazzanti nella sua “Nota de quadri”: “In Monteleone di Calabria, Città della Casa Pignatelli: Quadro al altar Maggiore del Collegio de’ PP. Gesuiti rappresentante l’Apparizione di Cristo a S. Ignazio…

La “S. Caterina d’Alessandria” della Pinacoteca civica di Reggio Calabria

A cura di Carlo Andreoli – Il dipinto reggino della “S. Caterina d’Alessandria” è un olio su tela di modesta dimensione (cm 57×44); già allocato, nel 1915, presso il Museo civico di Reggio Calabria, per acquisto del Comune dalla Collezione De Blasio. Nominato, in passato, come “Santa martire”, fu sottoposto a restauro nel 1952; e fatto oggetto d’alcune attribuzioni, che lasciano ancora aperto l’enigma del suo artefice. Olindo Geraci, nel dare conto del “Restauro di quadri del Museo nazionale di Reggio Calabria” (Bollettino d’arte, 1957, Fascicolo III-IV, p 351), menzionava l’opera come “Santa martire con palma e giglio nella mano…

L’arazzo di Jan Leyniers nel Museo diocesano di Gerace

A cura di Carlo Andreoli – Nel Museo diocesano di Gerace si custodisce un’opera, che può dirsi un unicum nel panorama d’arte della Calabria. Si tratta del grande arazzo fiammingo (cm380x564), che il maestro Jan Leyniers (Bruxelles 1630-1686) eseguì circa gli anni 1673-86. Posto, in origine, nel Palazzo vescovile di Gerace – dove sarebbe giunto per acquisto d’Idelfonso del Tufo, vescovo di Gerace nel 1730-48 – dopo due cicli di restauro – Pio e Silvio Eroli (1972) = Simonetta Portalupi e Nella Mari (2011) – la manifattura con ordito in lana grezza e trama in fili policromi di seta ha…

Guglielmo Borremans nella chiesa di s. Francesco d’Assisi a Cosenza

A cura di Carlo Andreoli – Quando il maestro fiammingo Guglielmo Borremans (Anversa 1670-Palermo 1744) giunse a Cosenza nel 1704 eseguì per la chiesa della Riforma una serie di dipinti, che andò distrutta nel bombardamento aereo del 1943. Nel 1705, però, il Borremans compì ancora un ciclo di dipinti per la chiesa cosentina di s. Francesco d’Assisi, ch’è rimasto integro nella sua sostanza. Si tratta d’una serie di “Storie della vita di s. Caterina d’Alessandria” – articolata, nell’omonima cappella, in sei tele (cm 185×190) poste in alto sui fianchi dell’aula – cui s’aggiunse una “Gloria di s. Caterina”, incastonata nel…

La “Disputa di s. Agostino” di Marco Cardisco

A cura di Carlo Andreoli – La “Disputa di s. Agostino” di Marco Cardisco (Tiriolo 1486-1542) è ritenuta, a buon motivo, capolavoro d’arte del maestro calabrese; il quale, a detta del Vasari (1550), in Napoli “mostrò valere più di alcuno altro che tale arte in suo tempo esercitasse”. Secondo un piano iconografico ideato forse dal cardinale Seripando (Naldi 2009), l’opera mostra il santo, dottore della Chiesa, che assiso sopra il culmine d’un podio e avvolto d’un piviale rabescato, dà l’ortodossa enunciazione del Vangelo ad una folla di confratelli, che gli s’assiepa ai lati; mentre, nel basso, un’accolta eterogenea di maestri…

Enrico Salfi nella chiesa di s. Pietro di Rogliano

A cura di Carlo Andreoli – Ancora oggi poco noto, il pittore cosentino Enrico Salfi (1857-1935) conta, invero, tra le massime espressioni dell’arte e della cultura calabrese di fine ‘800 e della prima parte del ‘900. Figlio del prefetto Francesco Saverio Salfi e della pianista e letterata Maria De Chiara, dopo aver appreso in patria i primi rudimenti del disegno da Giovan Battista Santoro, al Reale istituto di belle arti di Napoli fu allievo, tra gli altri, del roggianese Angelo Mazzia e del grande Domenico Morelli, che gli impresse il gusto d’un misticismo lirico vibrante di passione. Oltre che pittore,…

D’alcune copie antiche calabresi da Guido Reni e Mattia Preti

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – Si tratta d’una serie di dipinti d’elevata qualità, che documentano una rara intromissione dell’arte di Guido Reni (Bologna 1575-1642) in Calabria; ovvero ribadiscono la fortuna critica di Mattia Preti (Taverna 1613 – Malta 1699) con talune repliche in centri periferici. Il Museo civico di S. Marco Argentano (Cosenza), allestito al piano terra del Palazzo comunale, contiene una raccolta di dipinti donata alla città da Mario Morelli. Perla della collezione è una “Salomè con la testa del Battista”, che appare come copia secentesca della tela originale di Guido Reni depositata nella Galleria Corsini di…

Due attribuzioni per Onofrio Ferro e Francesco Antonio Lupi

L’Arte e oltre, di Carlo Andreoli – L’area d’attività di Onofrio Ferro (Paludi not.1734-72) risulta concentrata essenzialmente nel territorio della Sila greca: Rossano, Longobucco, Bocchigliero, Crosia, Paludi. Ed ecco che la tesi qui proposta – d’intravedere un suo lavoro a Celico – ne spinge la presenza fin nei pressi di Cosenza, registrando nel contempo certa sua fortuna critica. Si tratta d’una tela (cm 170×210) della “Ultima cena” – pubblicata a suo tempo, come inedita, da Giorgio Leone nel suo “Pange lingua” – datata al 1745 e senza traccia apparente di firma. L’opera, collocata nella chiesa di s. Antonio o dei…

Vincenzo Morani nella badia di Cava de’ Tirreni

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – La prima occasione di lavoro di Vincenzo Morani (Polistena 1809 – Roma 1870) nella celebre badia di Cava de’ Tirreni risale al 1830. Egli s’era iscritto, nel 1827, al Reale Istituto di belle arti di Napoli ed affrontava ora il suo primo impegno pubblico d’artista. Gli fu commissionato un affresco, ultimato poi nel 1832, da eseguirsi sopra la parete di fondo dell’ampio refettorio. Il soggetto, che ben si confaceva al repertorio di pittura allora in voga d’argomento storico, illustra la visita nel 1092 di papa Urbano II alla badia di Cava; accompagnato dal…

Nicola Lapiccola nelle chiese di Roma

L’Arte e oltre, di Carlo Andreoli – Nicola Lapiccola (Crotone 1727 – Roma 1790) ha lasciato a Roma, sua città d’elezione fin dal 1747, una scelta produzione d’arte varia (dipinti e decorazioni), concentrata soprattutto in fastosi palazzi nobiliari (Borghese, Chigi, Vidoni Caffarelli, Laterano, Villa Albani, Villa Giulia). Ma notevole, ancorché meno conosciuta, è la sua produzione d’arte sacra, distribuita in alcune chiese e basiliche di Roma; di cui si vuole offrire una rapida rassegna. Nella prima cappella del lato sinistro della chiesa di s. Lorenzo in Panisperna si trova una tela di “S. Francesco d’Assisi riceve le stimmate” che, eseguita…

Vita e opere di Francesco Saverio Mergolo

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – Mi sembra interessante riproporre la biografia che di Francesco Saverio Mergolo (Vibo Valentia 1746-1786) pubblicò, nel 1827, il pittore e scrittore conterraneo Emmanuele Paparo (Vibo Valentia 1778-1828). Nel fare luce sulla vita e sulle opere d’un maestro ancora poco noto del barocco calabrese, essa dà prova di fatto d’una scrittura d’arte che dispensa acume critico nel tracciare il profilo del Mergolo nel contesto della civiltà vibonese del secondo ‘700. “Si crede comunemente nella Capitale, che nei paesi di Provincia non allignino le Scienze, e molto meno le arti. Gl’istessi uomini culti non guariscono…

L’arte della scagliola in Domenico Costa e Maurizio Ofrias

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – Per “lavorazione a scagliola”, nel campo dell’arte, s’intende l’esecuzione d’un intarsio policromo; ottenuto dipingendo, con l’ausilio d’un cartone, una lastra di gesso ancora fresca, fissata col calore nella sua cromia e lucidata. La tecnica sorse, agli inizi del ‘600, in Emilia; per imitare l’effetto del commesso di pietre dure: che bisognava di materiale raro e d’una lunga e costosa esecuzione. Giunse nel Meridione nei primi del ‘700, trasformando l’intento imitativo in autonoma forma d’arte. Ed ebbe, in Calabria, due maestri d’eccezione, che applicarono tale tecnica con risultati lusinghieri: Domenico Costa e Maurizio Ofrias.…

Fra’ Gennaro da Bonifati e Giuseppe da Grimaldi maestri intagliatori

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – L’ordine monastico dei Frati Riformati – assieme a quello dei Frati Cappuccini – ha dato alla Calabria,  specie nel corso del ‘600 e ‘700, un contributo d’arte assai notevole, producendo arredi sacri destinati alle chiese ed ai conventi del proprio ordine. Statue a tutto tondo, altari e tabernacoli, edicole e cori, confessionali e cantorie, nelle chiese; siccome stipi, armadi e teche, nelle sacrestie; e preziosi scaffali per i libri di dottrina, nelle biblioteche: sono il frutto paziente e peregrino d’artieri, che univano il saio alla perizia raffinata di provetti intagliatori. Formati tutti in…

Francesco Antonio Algaria, pittore di Cassano del secondo ‘700

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – Attivo lungo tutta la metà del secondo ‘700, Francesco Antonio Algaria (Cassano Ionio not. 1751-1800) è un maestro che, pur movendosi in un’aura consaputa di provincia, ha lasciato nell’arte un’impronta originale dovuta ad uno stile affatto proprio. Un disegno grasso, che delinea le figure e ne esalta i tratti enfi del corpo, con serpentine brune che solcano di pieghe le carni messe a nudo e i pesanti panneggi. E un colorito ricco d’un umore bizzarro, che conferisce al dipinto un emaciato senso di spiritualità, come rappreso d’un lontano classicismo. Tra le sue prime…

Antonio Granata nella chiesa di s. Domenico a Cosenza

L’Arte e oltre, di Carlo Andreoli – La chiesa di s. Domenico a Cosenza contiene una raccolta di dipinti d’Antonio Granata (S. Fili 1766-Aprigliano 1818) – ben otto tele ad olio – che per il suo interesse merita d’essere illustrata. Parte di essa risulta essere firmata con la sigla “A G” ed in un solo caso per esteso; mentre l’unica datazione rinvenuta – 1793 – può darsi ad un dipresso come anno esecutivo dell’intera collezione. Nell’aula della chiesa abbiamo, intanto, una “S. Caterina da Siena”, che subito s’annuncia come saggio dello stile del maestro: contrassegnato da un disegno tenero e…

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