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Posts published in “L’arte e oltre, di Carlo Andreoli”

L’architetto ed esperto d’arte Carlo Andreoli ci guida in un affascinante percorso tra le opere e gli autori calabresi e non. Con spunti, teorie e approfondimenti nuovi.

Guglielmo Borremans nella chiesa di s. Francesco d’Assisi a Cosenza

A cura di Carlo Andreoli – Quando il maestro fiammingo Guglielmo Borremans (Anversa 1670-Palermo 1744) giunse a Cosenza nel 1704 eseguì per la chiesa della Riforma una serie di dipinti, che andò distrutta nel bombardamento aereo del 1943. Nel 1705, però, il Borremans compì ancora un ciclo di dipinti per la chiesa cosentina di s. Francesco d’Assisi, ch’è rimasto integro nella sua sostanza. Si tratta d’una serie di “Storie della vita di s. Caterina d’Alessandria” – articolata, nell’omonima cappella, in sei tele (cm 185×190) poste in alto sui fianchi dell’aula – cui s’aggiunse una “Gloria di s. Caterina”, incastonata nel…

La “Disputa di s. Agostino” di Marco Cardisco

A cura di Carlo Andreoli – La “Disputa di s. Agostino” di Marco Cardisco (Tiriolo 1486-1542) è ritenuta, a buon motivo, capolavoro d’arte del maestro calabrese; il quale, a detta del Vasari (1550), in Napoli “mostrò valere più di alcuno altro che tale arte in suo tempo esercitasse”. Secondo un piano iconografico ideato forse dal cardinale Seripando (Naldi 2009), l’opera mostra il santo, dottore della Chiesa, che assiso sopra il culmine d’un podio e avvolto d’un piviale rabescato, dà l’ortodossa enunciazione del Vangelo ad una folla di confratelli, che gli s’assiepa ai lati; mentre, nel basso, un’accolta eterogenea di maestri…

Enrico Salfi nella chiesa di s. Pietro di Rogliano

A cura di Carlo Andreoli – Ancora oggi poco noto, il pittore cosentino Enrico Salfi (1857-1935) conta, invero, tra le massime espressioni dell’arte e della cultura calabrese di fine ‘800 e della prima parte del ‘900. Figlio del prefetto Francesco Saverio Salfi e della pianista e letterata Maria De Chiara, dopo aver appreso in patria i primi rudimenti del disegno da Giovan Battista Santoro, al Reale istituto di belle arti di Napoli fu allievo, tra gli altri, del roggianese Angelo Mazzia e del grande Domenico Morelli, che gli impresse il gusto d’un misticismo lirico vibrante di passione. Oltre che pittore,…

D’alcune copie antiche calabresi da Guido Reni e Mattia Preti

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – Si tratta d’una serie di dipinti d’elevata qualità, che documentano una rara intromissione dell’arte di Guido Reni (Bologna 1575-1642) in Calabria; ovvero ribadiscono la fortuna critica di Mattia Preti (Taverna 1613 – Malta 1699) con talune repliche in centri periferici. Il Museo civico di S. Marco Argentano (Cosenza), allestito al piano terra del Palazzo comunale, contiene una raccolta di dipinti donata alla città da Mario Morelli. Perla della collezione è una “Salomè con la testa del Battista”, che appare come copia secentesca della tela originale di Guido Reni depositata nella Galleria Corsini di…

Due attribuzioni per Onofrio Ferro e Francesco Antonio Lupi

L’Arte e oltre, di Carlo Andreoli – L’area d’attività di Onofrio Ferro (Paludi not.1734-72) risulta concentrata essenzialmente nel territorio della Sila greca: Rossano, Longobucco, Bocchigliero, Crosia, Paludi. Ed ecco che la tesi qui proposta – d’intravedere un suo lavoro a Celico – ne spinge la presenza fin nei pressi di Cosenza, registrando nel contempo certa sua fortuna critica. Si tratta d’una tela (cm 170×210) della “Ultima cena” – pubblicata a suo tempo, come inedita, da Giorgio Leone nel suo “Pange lingua” – datata al 1745 e senza traccia apparente di firma. L’opera, collocata nella chiesa di s. Antonio o dei…

Vincenzo Morani nella badia di Cava de’ Tirreni

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – La prima occasione di lavoro di Vincenzo Morani (Polistena 1809 – Roma 1870) nella celebre badia di Cava de’ Tirreni risale al 1830. Egli s’era iscritto, nel 1827, al Reale Istituto di belle arti di Napoli ed affrontava ora il suo primo impegno pubblico d’artista. Gli fu commissionato un affresco, ultimato poi nel 1832, da eseguirsi sopra la parete di fondo dell’ampio refettorio. Il soggetto, che ben si confaceva al repertorio di pittura allora in voga d’argomento storico, illustra la visita nel 1092 di papa Urbano II alla badia di Cava; accompagnato dal…

Nicola Lapiccola nelle chiese di Roma

L’Arte e oltre, di Carlo Andreoli – Nicola Lapiccola (Crotone 1727 – Roma 1790) ha lasciato a Roma, sua città d’elezione fin dal 1747, una scelta produzione d’arte varia (dipinti e decorazioni), concentrata soprattutto in fastosi palazzi nobiliari (Borghese, Chigi, Vidoni Caffarelli, Laterano, Villa Albani, Villa Giulia). Ma notevole, ancorché meno conosciuta, è la sua produzione d’arte sacra, distribuita in alcune chiese e basiliche di Roma; di cui si vuole offrire una rapida rassegna. Nella prima cappella del lato sinistro della chiesa di s. Lorenzo in Panisperna si trova una tela di “S. Francesco d’Assisi riceve le stimmate” che, eseguita…

Vita e opere di Francesco Saverio Mergolo

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – Mi sembra interessante riproporre la biografia che di Francesco Saverio Mergolo (Vibo Valentia 1746-1786) pubblicò, nel 1827, il pittore e scrittore conterraneo Emmanuele Paparo (Vibo Valentia 1778-1828). Nel fare luce sulla vita e sulle opere d’un maestro ancora poco noto del barocco calabrese, essa dà prova di fatto d’una scrittura d’arte che dispensa acume critico nel tracciare il profilo del Mergolo nel contesto della civiltà vibonese del secondo ‘700. “Si crede comunemente nella Capitale, che nei paesi di Provincia non allignino le Scienze, e molto meno le arti. Gl’istessi uomini culti non guariscono…

L’arte della scagliola in Domenico Costa e Maurizio Ofrias

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – Per “lavorazione a scagliola”, nel campo dell’arte, s’intende l’esecuzione d’un intarsio policromo; ottenuto dipingendo, con l’ausilio d’un cartone, una lastra di gesso ancora fresca, fissata col calore nella sua cromia e lucidata. La tecnica sorse, agli inizi del ‘600, in Emilia; per imitare l’effetto del commesso di pietre dure: che bisognava di materiale raro e d’una lunga e costosa esecuzione. Giunse nel Meridione nei primi del ‘700, trasformando l’intento imitativo in autonoma forma d’arte. Ed ebbe, in Calabria, due maestri d’eccezione, che applicarono tale tecnica con risultati lusinghieri: Domenico Costa e Maurizio Ofrias.…

Fra’ Gennaro da Bonifati e Giuseppe da Grimaldi maestri intagliatori

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – L’ordine monastico dei Frati Riformati – assieme a quello dei Frati Cappuccini – ha dato alla Calabria,  specie nel corso del ‘600 e ‘700, un contributo d’arte assai notevole, producendo arredi sacri destinati alle chiese ed ai conventi del proprio ordine. Statue a tutto tondo, altari e tabernacoli, edicole e cori, confessionali e cantorie, nelle chiese; siccome stipi, armadi e teche, nelle sacrestie; e preziosi scaffali per i libri di dottrina, nelle biblioteche: sono il frutto paziente e peregrino d’artieri, che univano il saio alla perizia raffinata di provetti intagliatori. Formati tutti in…

Francesco Antonio Algaria, pittore di Cassano del secondo ‘700

L’arte e oltre, di Carlo Andreoli – Attivo lungo tutta la metà del secondo ‘700, Francesco Antonio Algaria (Cassano Ionio not. 1751-1800) è un maestro che, pur movendosi in un’aura consaputa di provincia, ha lasciato nell’arte un’impronta originale dovuta ad uno stile affatto proprio. Un disegno grasso, che delinea le figure e ne esalta i tratti enfi del corpo, con serpentine brune che solcano di pieghe le carni messe a nudo e i pesanti panneggi. E un colorito ricco d’un umore bizzarro, che conferisce al dipinto un emaciato senso di spiritualità, come rappreso d’un lontano classicismo. Tra le sue prime…

Antonio Granata nella chiesa di s. Domenico a Cosenza

L’Arte e oltre, di Carlo Andreoli – La chiesa di s. Domenico a Cosenza contiene una raccolta di dipinti d’Antonio Granata (S. Fili 1766-Aprigliano 1818) – ben otto tele ad olio – che per il suo interesse merita d’essere illustrata. Parte di essa risulta essere firmata con la sigla “A G” ed in un solo caso per esteso; mentre l’unica datazione rinvenuta – 1793 – può darsi ad un dipresso come anno esecutivo dell’intera collezione. Nell’aula della chiesa abbiamo, intanto, una “S. Caterina da Siena”, che subito s’annuncia come saggio dello stile del maestro: contrassegnato da un disegno tenero e…