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Posts published by “Carlo Andreoli”

Dietro l’angolo, un futuro

Tra non molto, un paio d’anni circa, scadrà il mandato elettorale dell’attuale consiglio comunale. Ed il sindaco, a termini di legge, non potrà ricandidarsi: ammesso ancora che lo voglia. Questa prossima scadenza, per i suoi sostenitori, e sono tanti, appare quasi come una iattura. Secondo loro, il sindaco si è prodigato molto nell’assolvere il mandato, investendovi tutto l’entusiasmo giovanile. E’ riuscito a realizzare un buon numero di opere, alcune anche di prestigio, tanto da far merito a Cetraro d’un recupero d’immagine. Si è mostrato, a conti fatti, attivo e intraprendente, in misura tale da rinfocolare nella gente la speranza di…

Il gabbo natalizio

Il 21 dicembre 1745, una schiera di giovani cetraresi, cui si accompagnava di certo qualche burlone attempato, si reca dal notaio per redigere un “atto publico volituro, come se fusse publico istrumento”. Cos’era accaduto? “Quest’oggi giorno di Martedì, che si contano li 21 del corrente Mese di Decembre 1745, dopo l’ore 22, si è publicato banno da Domenico Oliastro, ordinario Servente di questa Baronal Corte, con alta ed intelligibili voce ad uso di banditore per li luoghi publici, e consueti della riferita Terra, dicendo non sia nessuna Persona che burlasse all’altro e l’altro all’uno, fra’ li Cittadini”. La Baronal Corte…

Impressioni di settembre

Ci son di quelli, che pensano ancor oggi che la cultura sia tutto tempo perso: un intrattenimento da esaltati o il passatempo prediletto di menti rammollite, alternativo solo alla caccia di farfalle o alla ricerca di conchiglie sulla spiaggia. Basta quel tanto che si è stiracchiato a scuola, sopra i libri di testo e Wikipedia, per diventare presto avvocato o professore e chiedere alla vita il successo che ci spetta: senza aggiungere un’inutile appendice che toglie solo tempo al tempo ed anzi infastidisce. Fatti e non parole, dice il preteso realista. Lo spread è a 500, i negozi chiudono, gli…

Giannino

Lo vedevi entrare in casa, curvo come Atlante; solo che, al posto del globo, lui portava sulle spalle la bombola del gas. Perché di bombole Giannino ne ha portate, in vita sua; e faceva il suo mestiere con coscienza. Smontato il carico in cucina, dove s’era già diretto per antica consuetudine, tirava fuori, dalla tasca retrostante, la sua chiave da sedici; e cominciava, senza meno, a smontare la bombola vacante. Quindi, da un rosario, che teneva, di guarnizioni in gomma, ne sgranava una nuova. Se obiettavi che l’altra poteva ancora andare bene; lui non si scomponeva più di tanto. Rizzandosi…

La fortuna quotidiana della signora Rosa

Il caffè non è gran che, e la minerale così ghiaccia da farti allegare i denti; in compenso, al baretto ci si può sedere un poco, e sfogliare in santa pace due giornali. Non fosse che la signora Rosa, grassa e tinta, non levi il suo sedere dalla seggiola per recarsi, a intermittenza, col suo passo di gallina (forse un callo) alla sonora macchinetta che mi sta da presso. Ella è una delle tante sciamannate – madri pure di famiglia – che spendono quel tanto che il marito porta a casa, infilandolo ogni giorno nelle slot-machines. Di quest’andazzo lasso e…

Noi siamo il luogo in cui viviamo

«La bellezza è un valore morale». Questo sosteneva il vescovo di Locri Giancarlo Bregantini. Il quale, quand’era in Calabria, non perdeva occasione per raccomandare ai suoi fedeli di intonacare le case, sistemare le strade, curare i giardini: perché «in un posto brutto, è facile che i ragazzi crescano brutti». E concludeva osservando, con amaro realismo, come «i paesi più brutti e trascurati sono quelli segnati dalla mafia». Ed in effetti, noi siamo il luogo in cui viviamo. Nel senso che l’ambiente che circonda ogni parte ed ogni momento della nostra esistenza, condiziona il nostro modo di vivere la vita: fino…

Ragazzi di campagna

Forse mi sbaglierò; ma, sotto un profilo almeno sociologico, il soggetto sociale più irruente, promettente e fantasioso della nostra intorpidita popolazione nasce e vive nelle nostre contrade. E fa un palmo di naso a certi vitelloni abbandonati che ancora stancano la piazza del paese. Sì, proprio in quelle contrade che hanno avuto, negli ultimi decenni, una mutazione antropica selvaggia e brutale; che le ha spogliate d’ogni straccio di bucolica decenza per farne un luogo incerto del futuro, abitato da giovani svogliati e d’insolente intelligenza. Il campo incolto avanti casa prova già il rifiuto del retaggio familiare, che voleva forse farne…

Il rivale

Un tempo, il rivale era colui che dimorava accanto a un altro sulla riva d’un torrente, condividendone l’uso delle acque. Il rivale e il suo vicino s’osservavano a vicenda, scrutando ognuno le altrui attività; e mettendo pure un poco di perfidia allorché l’uno notava gli insuccessi dell’altro, per inorgoglirsi invece dei pretesi progressi personali. Ma c’era un punto sopra il quale gli interessi divergenti dei rivali dovevano giocoforza convenire: e stava nel controllare che la portata del torrente non venisse a mancare o crescesse a dismisura così che il rivo straripasse con reciproca sciagura. Ed allora intravedendo un comune obiettivo,…

La medaglia e il suo rovescio

Ho visto nei giorni scorsi, come tanti, il servizio su Cetraro che è andato in onda sulla rete nazionale: ben condotto, accattivante, direi perfino edificante per chi poco conosce la realtà locale. Esso s’è appuntato sopra tutto intorno al porto ed al museo: che sono, in fin dei conti, due eccellenti risultati di cui Sindaco e Giunta si fanno giusto merito. Ma quel servizio ha pure lasciato l’amaro in bocca in qualcheduno, che notava come esso desse un’immagine distorta del paese: puntando i riflettori sulle poche, e meritorie, eccellenze; per lasciare, invece, in ombra le tante insufficienze che attanagliano Cetraro.…