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Vitaliano Alfì a Cropani

Il pittore calabrese del ‘700 Vitaliano Alfì risulta tuttora poco noto ed esplorato. Da uno spoglio del catasto onciario della città di Catanzaro si deduce ch’egli sarebbe nato a Catanzaro nel 1718. Uno studio accurato d’Andrea Pesavento ricostruisce poi gli eventi della sua permanenza a Crotone; dove egli avrebbe vissuto e lavorato – almeno dal 1752 – fino alla sua morte. L’ultima data certa della sua esistenza lo trova comunque vedovo a Crotone, nel 1776, di sua moglie Brigida; avendo accanto i figli Gaetano, Rosa e Antonio.

Crotone – Chiesa di s. Chiara – SS. Francesco d’Assisi e Antonio da Padova (Vitaliano Alfì, 1752)

Del suo scarno catalogo  – oltre un episodio di lavoro nel Ritiro di Mesoraca – fanno parte due dipinti, firmati e datati, eseguiti nel 1752 per la chiesa di s. Chiara di Crotone. su commissione della badessa Antonia Sculco, la cui arme di famiglia appare in calce. Si tratta d’una tela dei “SS. Francesco d’Assisi e Antonio da Padova”, che ritrae i due santi, affrontati e genuflessi, in atto d’adorare un Gesù infante assiso su una nube soprastante in una gloria di puttini.

Crotone – Chiesa di s. Chiara – Immacolata e s. Gaetano Thiene (Vitaliano Alfì, 1752)

Ed una “Immacolata e s. Gaetano Thiene”. Nella chiesa crotonese dell’Immacolata si segnala, ancora, una sua tela dei “SS. Cosma e Damiano” del 1763; mentre una “S. Anna” eseguita nel 1773 per il santuario di s. Anna di Massanova segnerebbe, al momento, la sua opera più tarda.

Cropani – Chiesa di s. Giovanni Battista – Madonna Immacolata (attr. Vitaliano Alfì, 1750-60)

La fattura, piuttosto originale, dell’Immacolata di Crotone m’induce ad assegnare a Vitaliano Alfì una “Madonna Immacolata” collocata nella chiesa di s. Giovanni Battista di Cropani.

Se si raffronta, infatti, il soggetto di Crotone – a sinistra –  con quello di Cropani – a destra – si coglie una serie d’incalzanti analogie: il gesto, anzitutto, delle mani intrecciate; la lunga chioma che si spande sopra l’omero in ciocche bipartite; la foggia propria del manto svolazzante; il viso melanconico che ha, negli occhi, il medesimo sguardo di virginale implorazione; ed altro ancora.

Cropani – Chiesa di s. Giovanni Battista – Madonna del Suffragio (attr. Vitaliano Alfì, 1750-60)

Sempre nella chiesa di s. Giovanni Battista di Cropani c’è, poi, una tela della “Madonna del Suffragio” che potrebbe ancora essere assegnata, pur con qualche cautela, all’Alfì.

In questo caso c’è un dettaglio minuzioso – ma piuttosto illuminante – che riunisce l’angelo dell’Immacolata di Crotone – a sinistra –  con quello della Madonna del Suffragio di Cropani – a destra. Ed è la sua capigliatura, bruna e crespa, che mostra una speciale attaccatura sulla fronte. Mentre il torso, nudo ed ampio, si lascia ricoprire dalla veste ricadente neghittosa sopra il petto.

Cropani – Chiesa di s. Maria Assunta – L’Assunta e i 12 canonici (attr. Vitaliano Alfì, 1759)

Nella chiesa di s. Maria Assunta di Cropani si conserva, infine, in sagrestia una “Pala dei canonici”, datata al 1759, che si potrebbe anch’essa far di mano dell’Alfì. In tal caso, soccorrerebbe la tesi attributiva il puntuale dato cronologico – il 1759 – che sembrerebbe indicare quasi ad annum il presunto impegno di lavoro dell’Alfì nella città di Cropani; e la posa ricercata di pietistica dolcezza, che contrassegna questa come le altre figure virginali dell’Alfì.

Carlo Andreoli