di Giuseppe Natalini
Stamattina “Cetraro in rete” ha preso un caffè in esclusiva con Giuseppe Aieta. L’ex Sindaco, ex Assessore Provinciale ed ex Consigliere Regionale, si è aperto a noi in vista delle prossime elezioni amministrative di Cetraro. Una tornata che, molto probabilmente, anche se non lo dice esplicitamente, lo vedrà protagonista in prima persona. Nelle sue parole la visione di quella che dovrà essere una nuova idea di comunità e le difficoltà che ci saranno, sicuramente, per chi andrà a governare.
Dopo anni di esperienza politica la sua figura continua a essere un punto di riferimento per la comunità. Qual è oggi il suo rapporto con la città e cosa sente di poter offrire ancora a Cetraro?
«La città mi ha dato tanto ed io ho tentato di restituirle quel che ho potuto a cominciare dai migliori anni della mia vita. La connessione con i cittadini, che si era assopita negli anni che mi avevano portato a svolgere la mia attività politica in consiglio regionale, fuori da Cetraro, si è oggi ravvivata. Vi è stata una fiammata determinata da una maggiore vicinanza fisica con i cittadini come dimostrano le iniziative politiche e culturali che in questi anni abbiamo organizzato. In Colonia, poi, è stato stupefacente e commovente vedere centinaia di persone accorrere in massa ad ascoltare le nostre proposte. C’è un’aspettativa forte che – spiega Aieta – non possiamo deludere e che non deluderemo convinti come siamo che oggi abbiamo a che fare con una fase nuova che sortirà nuovi equilibri e che dobbiamo essere pronti a governare prima che il disordine governi noi. La nuova fase, piena di insidie, non è colta da tutti con la stessa sensibilità. Vedo egoismi terribili prodotti da anni di qualunquismo non solo nella politica; assisto a veti, pregiudiziali, furbizie che travolgeranno chi li fomenta. Ecco, Cetraro in Azione è il contrario di tutto ciò e lavorerà per mettere insieme le migliori esperienze e intelligenze alla luce del sole e con il massimo di trasparenza. Se questo non si potrà fare, perché la politica non è in grado di assicurare responsabilità e altruismo in un momento di emergenza, allora – sottolinea l’ex Sindaco – si dovrà lavorare a costruire una nuova classe dirigente che si misuri sin da subito col voto unendo ciò che è possibile unire. Non ci sono vie di mezzo né soluzioni pasticciate o residuali.».
Nel suo intervento alla Colonia San Benedetto ha delineato una visione di sviluppo per Cetraro. Quali sono, secondo lei, le priorità su cui chiunque amministrerà nei prossimi anni dovrà concentrarsi?
«Ripeto, la priorità è quella di offrire alla città un governo stabile fatto di persone che sin dal primo giorno sappiano cosa fare. Non solo espressione dei partiti, che considero fondamentali e nei quali ho costruito la mia esperienza politica, ma anche delle professioni e dei giovani che manifestano passione. Vede, senza accollare responsabilità ad alcuno e guardando solo al futuro, quella che si dovrà amministrare è una città senza speranza, dove si registra la chiusura di attività commerciali con il ritmo di una a settimana, dove in 10 anni abbiamo perso 1000 abitanti e dove l’inverno demografico non lascia sperare in niente di buono. In più, se ogni cittadino decidesse di farsi una passeggiata da Lampezia al Campo sportivo troverebbe un disastro davanti al quale anche il più temerario degli amministratori proverebbe brividi. Le priorità, dunque, sono molteplici e di difficile soluzione. Consideri, poi, che bisognerà adottare provvedimenti impopolari come la riorganizzazione degli uffici comunali per meglio ottimizzare le risposte ai cittadini o il ristabilimento di regole di civiltà nell’organizzazione fisica del territorio e del suo decoro, per cui – continua Aieta – sarà necessario avere la corazza per sostenere l’onda d’urto delle decisioni che serviranno ad allineare la città».
Ha parlato dell’importanza di superare le contrapposizioni che hanno segnato la città. Come si può costruire un clima politico più sereno e collaborativo per il bene di Cetraro?
«Ho provato a far capire che quella che abbiamo davanti è una fase complicata e pericolosa. Quando divenni sindaco nel 2005, rispetto ad oggi, trovai una situazione difficile ma non compromessa. Oggi vedo solo macerie materiali e umane. Colpa sicuramente della pandemia e della congiuntura internazionale ma anche della politica locale. Di quelle materiali abbiamo detto anche se bisogna aggiungere il disastro in cui versano le nostre meravigliose contrade; di quelle umane segnalo una società politica travolta da rancore, odio, sciatteria, volgarità. Chi non si pone il problema della bonifica politica, sociale e culturale – tuona Aieta – si assumerà una grande responsabilità per la tempesta che già durante la campagna elettorale si scatenerà nella nostra comunità. Noi lo stiamo dicendo in tutte le lingue ma, a parte quelle forze tradizionalmente responsabili e qualche altra timida posizione, non vediamo nulla di buono all’orizzonte».
In un periodo di incertezza, i cetraresi si chiedono cosa riserverà il futuro alla loro città. Cosa si sente di dire loro su come affrontare le sfide che verranno?
«Noi proveremo ad essere manzoniani e a far prevalere il buon senso rispetto al senso comune. Non dipende solo da noi, ovviamente! Possiamo assicurare i cittadini che ci proveremo ma questa volta si devono fidare come, onestamente, sento che sta accadendo. Vede, quattro anni fa segnalai il pericolo di ciò che sarebbe accaduto e non fummo capiti. Non era un problema di persone anche perché molte di quelle persone avevano governato con me direttamente o indirettamente. Tra l’altro non esprimo mai giudizi che non siano politici perché le persone sono tutte degne di stima e perbene. Ma quella era un’alleanza fatta solo per vincere portata a sintesi non da una visione per il governo della città ma più per far perdere chi era dall’altra parte. E i nodi vennero subito al pettine! All’epoca, per far arrivare meglio il messaggio di quella preoccupazione mi candidai in prima persona nonostante ricoprissi la carica di consigliere regionale. Tutti mi sconsigliavano perché i consiglieri regionali non si candidano alle elezioni comunali. Ci rimisi l’osso del collo ma – ricorda Aieta – non sono scappato. E lo rifarei ancora, sia chiaro! E se non sono scappato allora, si figuri se scappo adesso che i cittadini, anche quelli storicamente contrari, chiedono di non scappare. Ma non ci saranno vie di mezzo né meline. La città ha bisogno di conoscere i candidati a sindaco e al consiglio comunale in tempi brevi, sapere cosa vogliono fare e come vogliono risolvere i problemi. Spero che la larga convergenza possa realizzarsi seppellendo la politica dei risentimenti e chiudendo la stagione delle fratture anche personali. Tuttavia, penso che una forza politica responsabile e seria debba però prepararsi al peggio e cominciare a costruire un’offerta politica propria in previsione del big bang che mi auguro non avvenga ma che non mi sento di escludere. Posso assicurare che Cetraro in Azione – sottolinea l’ex Sindaco – non si farà sorprendere dagli eventi né risucchiare nei gironi infernali dell’odio e del rancore. I cittadini stiano certi che non ci faremo neanche provocare dalle bassezze a cui stiamo assistendo in queste settimane».
Quindi, possiamo anticipare, Cetraro in Azione proverà in qualche modo a fare anche da collante tra le parti ed arrivare alla larga convergenza?
«Per tornare al Manzoni, mi piace ricordare che “I provocatori, i soverchiatori, tutti coloro che, in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi”. Ecco, noi non cadremo nella trappola dei provocatori perché siamo in campo non per bloccare gli avversari ma per aiutare la città, non siamo in campo guidati dall’invidia e dal rancore ma solo dall’amore smisurato per la nostra città. Ecco perché – continua Aieta – Cetraro in Azione è disponibile a confrontarsi con tutti sulle cose da fare non sulle persone da isolare. Ed è con questo spirito che l’alleanza larga di cui ha bisogno la città non può certo essere scambiata per inciucio o come ammucchiata visto che si dovranno gestire solo miserie e macerie perché quella che stiamo vivendo è la peggiore crisi dal dopoguerra ad oggi che vive la città. D’altra parte, basta dare uno sguardo a ciò che è avvenuto in Italia col governo Draghi oppure in Francia con Macron o qualche giorno fa in Germania dove si prefigura una Grande Coalizione tra i Conservatori di Merz e i Socialdemocratici di Scholz, nonostante quest’ultimo abbia registrato una batosta elettorale. E tutto questo avviene in una fase d’emergenza a cui bisogna rispondere con strumenti politici d’emergenza e d’unità. E dunque bisogna agire. Cetraro in Azione dopo la riunione con tutte le forze che si terrà lunedì prossimo deciderà con trasparenza comunicando ogni decisione ai partiti e ai cittadini. Decidere non significa non ascoltare gli altri. Al contrario! E’ importante ascoltare tutti ma poi – ricorda Aieta – bisogna agire altrimenti la discussione politica diventa il bar dello sport: tutti dicono la loro ma alla fine non cambia nulla. Da ragazzo sono cresciuto nella antica e gloriosa sezione del PSI dove ho imparato ( e si impara ancora) una regola aurea: farsi carico delle ragioni degli altri sempre che gli altri si facciano carico delle tue e alla fine fare la cosa più giusta. Chi volesse comprendere come bisogna comportarsi nei momenti di preoccupante crisi di una comunità piccola o grande che sia logorata dal degrado dei suoi costumi politici e sociali, consiglio la serie tv “Zero Day” che conferma questa regola. Senza anticipare nulla cito una bellissima e calzante frase di Robert De Niro nel ruolo di amatissimo ex Presidente USA reclutato dalla Presidente in carica per guidare una commissione dotata di poteri speciali che faccia fronte ad una fase d’emergenza che ha messo in ginocchio la comunità: “Scegliere di fare la cosa giusta è sempre un’occasione per salvare il Paese”. Ecco – conclude Aieta – , ai cittadini possiamo assicurare che faremo la cosa giusta, che farò la cosa giusta!».
