Qualche giorno fa ci si chiedeva addirittura se si sarebbero disputati. Oggi, a giochi conclusi, la risposta più bella l’ha data Piazza del Popolo, stracolma di gente, colori, bandiere, cori e voglia di stare insieme. Le polemiche sono rimaste indietro. Il XXX Torneo dei Rioni “Roberto Piazza” è andato in scena e ha ricordato a tutti perché questa manifestazione non può essere considerata un semplice appuntamento del cartellone estivo.
È qualcosa di più. È memoria, appartenenza, rivalità sana, amicizia. È quel filo che lega bambini, ragazzi, adulti e intere generazioni di cetraresi. E forse proprio dopo le tensioni e le incertezze degli ultimi giorni, veder nuovamente Piazza del Popolo trasformata nel grande cuore pulsante della città ha assunto un significato ancora più forte.
Alla fine ha vinto Cetraro. Ha vinto una città che ha difeso uno dei suoi appuntamenti più sentiti. Ha vinto la voglia di ritrovarsi. Hanno vinto le migliaia di persone che hanno affollato il centro storico e quelle che, pur vivendo lontano, non hanno voluto rinunciare al Torneo, seguendolo attraverso una diretta streaming organizzata praticamente all’ultimo momento. Un esperimento diventato un successo: oltre 500 persone erano ancora collegate alle 2 di notte, da ogni parte d’Italia e anche dall’estero, per conoscere il nome del Rione vincitore.
E a vincere, questa volta, sono stati i Lupi. I biancoblù hanno conquistato il secondo successo della loro storia dopo quello del 2013, al termine di un testa a testa entusiasmante con i Delfini, risolto soltanto nell’ultima prova. A mettere il sigillo sulla vittoria è stata la giovanissima Micaela, all’esordio assoluto nella grande arena di Piazza del Popolo, capace di centrare i bersagli decisivi e di consegnare la coppa al nuovo capitano Fabrizio Vaccaro. Per lui un debutto da ricordare: primo anno da capitano e subito vittoria.
Ma quella dei Lupi è soprattutto una vittoria destinata ad entrare nella storia del Torneo. La sera precedente erano stati infatti i piccoli biancoblù ad aggiudicarsi i Giochi dei bambini. Mai prima d’ora, da quando esiste la competizione dedicata ai più piccoli con una propria coppa a punti, un Rione era riuscito a vincere entrambe le manifestazioni nello stesso anno. Prima i bambini, poi i grandi: una doppietta storica.
Dietro la festa, però, c’è stato un lavoro enorme. E sarebbe ingiusto dimenticarlo proprio adesso che le luci di Piazza del Popolo si sono spente. Il ritorno del Torneo è stato voluto con forza dall’Amministrazione comunale e dal sindaco Giuseppe Aieta. Fin dall’inizio del suo mandato il primo cittadino ha indicato nei Giochi Rionali uno degli appuntamenti da recuperare, dopo la brusca interruzione che aveva privato Cetraro di una delle sue tradizioni più amate. E quando, a pochi giorni dall’evento, le polemiche avevano fatto comparire persino lo spettro dell’annullamento, Aieta non ha arretrato di un centimetro. Ci ha messo la faccia, ha rassicurato la città, ha sostenuto pubblicamente organizzatori e Rioni e ha lavorato affinché si arrivasse regolarmente alle due serate. La sua caparbietà, in questo caso, è stata premiata dalla risposta più importante: quella della gente.
Un merito altrettanto grande va alla Pro Loco “Civitas Citrarii” APS e al suo presidente Ciro Visca. Riprendere in mano il Torneo dopo lo stop non era semplice. Farlo in mezzo alle tensioni degli ultimi giorni lo era ancora meno. La Pro Loco non ha mollato, ha continuato a lavorare e ha portato a termine una macchina organizzativa complessa, sostenuta dall’aiuto tecnico e materiale dell’Amministrazione comunale e dal lavoro di tantissime persone rimaste spesso lontane dai riflettori. Aieta e Visca, ciascuno nel proprio ruolo, hanno avuto soprattutto un merito: crederci quando sarebbe stato molto più semplice arrendersi alle difficoltà.
Un plauso va anche ai capitani dei Rioni, protagonisti di una serata nella quale il sano agonismo non ha mai superato il confine del rispetto. Proteste contenute, confronto corretto e grande senso di responsabilità. Esattamente lo spirito che una manifestazione del genere deve trasmettere soprattutto ai più giovani. E un contributo importante alla riuscita della serata è arrivato anche dall’arbitro Emilio Quintieri, chiamato praticamente da solo a gestire situazioni e decisioni tutt’altro che semplici. Polso fermo, capacità di assumersi responsabilità anche nelle situazioni più delicate e la volontà di mettere sempre al primo posto il regolare svolgimento della competizione.
Ci sarà tempo per ragionare su ciò che potrà essere migliorato. Una manifestazione lunga e complessa come il Torneo dei Rioni può e deve continuare ad evolversi, magari diventando più snella, spettacolare e moderna senza perdere la propria anima. Ma non è questo il momento dei processi. Questo è il momento delle immagini di una Piazza del Popolo gremita, dei bambini con le maglie del proprio Rione, dei genitori, dei nonni, dei ragazzi che hanno preparato i giochi per settimane. È il momento delle urla per un punto conquistato, degli abbracci a fine gara, delle bandiere agitate fino a notte fonda. Per qualche ora Cetraro si è divisa nei colori dei suoi Rioni. Lupi, Delfini, Aquile, Corvi, Panda, Volpi, Falchi, Draghi. Poi, finiti i giochi, è tornata ad essere una cosa sola. Ed è probabilmente questa la vittoria più importante.
Le polemiche che soltanto pochi giorni fa sembravano poter mettere tutto in discussione sono state seppellite dalla partecipazione popolare, dalla festa e dal senso di comunità. Il Torneo ha dimostrato ancora una volta di appartenere alla città prima ancora che a chi, di volta in volta, è chiamato ad amministrarla o ad organizzarlo. Per questo va protetto, migliorato e tramandato. Perché possono cambiare i capitani, gli atleti, gli amministratori e le generazioni. Possono cambiare i giochi e le regole. Ma una tradizione capace di portare migliaia di persone in piazza e centinaia di cetraresi lontani davanti a uno schermo fino alle due del mattino non può essere trattata come una manifestazione qualsiasi.
I Lupi porteranno a casa la coppa e una doppietta che resterà nella storia. Ma il trofeo più grande, questa volta, può alzarlo un’intera comunità. Le polemiche sono finite. Il Torneo è tornato. Cetraro ha vinto. Lunga vita al Torneo dei Rioni.
