Sanità, Aieta promuove il “Tavolo Rotondo” di De Salazar: «Un metodo che restituisce centralità ai territori»

Impegni familiari hanno impedito al Sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, di presenziare alla presentazione delle Case di Comunità dell’Asp di Cosenza, un appuntamento di grande rilievo per la sanità territoriale provinciale.
Il Sindaco ha comunque voluto manifestare il proprio apprezzamento per il lavoro svolto dal Commissario Vitaliano De Salazar, che sta guidando una fase di profonda riorganizzazione dei servizi con risultati significativi.

La provincia di Cosenza può oggi contare su 35 nuove strutture territoriali, con 450 medici di base operativi negli Ospedali e nelle Case di Comunità, e con un piano di assunzioni che ha già portato 500 nuovi professionisti tra medici, infermieri, OSS e fisioterapisti.
Un investimento che punta a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, a rafforzare la presa in carico dei pazienti e a potenziare la prevenzione, in particolare nella lotta ai tumori.

Il Sindaco Aieta ha inoltre sottolineato l’importanza del metodo del “Tavolo Rotondo”, promosso dal Commissario De Salazar:
«È un modello che valorizza il confronto, l’ascolto e la collaborazione tra Asp, sindaci, operatori sanitari e comunità locali. Una modalità di lavoro che restituisce centralità ai territori e riconosce ai Comuni il ruolo fondamentale nella programmazione dei servizi e nella gestione delle criticità».

Secondo il Sindaco, questo approccio rappresenta una svolta culturale per la sanità pubblica: «La costruzione condivisa delle soluzioni, la responsabilità partecipata e la vicinanza ai cittadini sono elementi essenziali per ricucire il rapporto tra istituzioni e comunità. È così che si rafforza la presenza dello Stato sul territorio».

Il Comune di Cetraro conferma la propria disponibilità a continuare la virtuosa collaborazione con l’Asp di Cosenza in ogni percorso volto a migliorare la qualità dei servizi sanitari, a valorizzare le professionalità e a garantire ai cittadini una sanità più efficiente, più vicina e più umana.