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Quel muro da abbattere o da scavalcare…

Last updated on 29 Agosto 2021

Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri”.

muroEcco, io ho sposato appieno questa filosofia del grande Randy Pausch. Come d’altronde ho abbracciato un’altra sua massima: “Non lamentatevi. Lavorate più duramente. Non cedete. L’oro migliore è quello che giace in fondo ai barili di merda”.

Quindi non mollo, nonostante abbia più volte lanciato il messaggio, continuo a ripeterlo, e continuerò finché non sarà recepito da tutti: sul Web l’anonimato non esiste e gli insulti non fanno bene alla Rete!

Mi rivolgo a quei furbetti che continuano a lasciare commenti anonimi insultando gli altri utenti. La maggior parte vengono bloccati, ma alcuni finiscono inevitabilmente online. Mi chiedo: perché?! Che senso ha?!

Ora, io rispetto la vostra decisione di poter commentare senza doversi registrare, ma non capisco il fine degli insulti. E poi, perché ce l’avete tanto con la Sagra del pesce? Mi sfugge forse qualcosa? Non lo so. So solo che è un comportamento inutile e negativo, e che cozza con la mission di Cetraro In Rete. Ergo, mi vedo costretto, come ho già fatto in alcuni post passati, a bloccare la possibilità di commentare l’articolo in questione, ovvero: Sagra del Pesce 2014: le date.

Spero vivamente che non si ripetano fatti del genere, anche perché – come ho scritto in precedenza – io non mollerò, e mi vedrei costretto e fermare i commenti per gli articoli “incriminati”. Commenti che, lo ripeto per l’ennesima volta, sono un po’ l’anima di questo blog. Un blog che ormai ha raggiunto un’ottima popolarità e che rappresenta, senza falsa modestia, una bella opportunità per Cetraro (e tutti gli eventi che vi si tengono) e una straordinaria vetrina sul Web. E non vorrei che i commenti, da un vantaggio, si trasformino – per colpa di pochi soggetti – in un muro, come diceva Pausch, da dover scavalcare!

A presto e, a proposito di “muri”, tenete a mente anche cosa diceva Oscar Wilde: “Mi piace parlare di fronte a un muro di mattoni: è l’unico interlocutore al mondo che non mi contraddice mai”.

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