di Giuseppe Natalini
Dopo aver conquistato il pubblico di Cetraro Marina con uno spettacolo intenso e coinvolgente in occasione dei festeggiamenti di San Marco due sere fa, Povia si racconta ai nostri microfoni, restituendo un’immagine autentica e sorprendentemente profonda della città tirrenica. Non solo musica, dunque, ma anche riflessione e percezione del territorio. L’artista milanese, infatti, ha mostrato grande attenzione per la storia e l’identità di Cetraro, lasciandosi affascinare da ciò che ha trovato.
Che impressione le ha fatto il pubblico di Cetraro?
«Mi ha dato tanta forza per andare avanti. È stata una serata bellissima con tantissime persone che sono venute a divertirsi e ascoltare un po’ di canzoni senza pregiudizi. Risultato: ci siamo riempiti tutti l’anima di gioia».
Cosa le lascia una serata in un paese come questo?
«Cetraro è cultura e tradizione, mi sono letto la sua storia e ho respirato un clima di fratellanza e aggregazione. Un posto bellissimo dove si respira aria buona. Una terra che ha il sapore della Grecia antica e del Mito non poteva che stregarmi».
Quanto è importante per lei trasmettere energia e positività ai giovani?
«A periodi, siamo tutti allegri o depressi in fondo. Ognuno ha le sue storie e le sue ansie e da questo non si scappa e non si può far finta che tutta vada sempre bene, per questo partendo da qui, si può cercare di vivere l’adesso, rendendoci conto che in banca dobbiamo metterci il tempo più che il denaro. Ogni giorno che passa è un giorno in meno nella nostra vita, questo è il punto più importante e il focus delle mie canzoni».
Tornerà presto a esibirsi in Calabria?
«Sì, per ora il 13 giugno a Corigliano (Cosenza) e il 12 agosto a Cerenzia (Crotone), ma il calendario è sempre in movimento.”
L’intervista conferma dunque non solo il successo della serata, ma anche il rapporto positivo tra l’artista e la Calabria. Cetraro, ancora una volta, si dimostra capace di accogliere e lasciare il segno, diventando non solo palcoscenico, ma esperienza.
Una testimonianza che rafforza il valore culturale e umano di eventi come questo, dove la musica diventa occasione di incontro, identità e condivisione».
