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L’Arte e oltre, di Carlo Andreoli

Pittori crotonesi del ‘900

Nel corso del ‘900 s’è distinta una piccola falange d’artisti crotonesi che, pur non avendo il tratto comune d’una scuola, ha lasciato un’impronta originale nel panorama d’arte regionale e nazionale. Capofila ne è stato certamente Gaele Covelli (Crotone 1872 – Firenze 1932) che, affermatosi di già sul finire dell’800 come forte tempra del verismo d’estrazione napoletana, stabilitosi a Firenze nel 1897 elaborò uno stile di pittura che seppe conquistarsi un chiaro accento personale nella folta schiera dei macchiaioli toscani.

Cosenza – Galleria nazionale – La prova dell’abito da sposa (Gaele Covelli,1902)

Covelli coltivò con interesse la pittura di genere; variando il suo stile e la sua tecnica dalla gaia evocazione dell’ambiente domestico della nuova borghesia di provincia (La prova dell’abito da sposa, 1902), fino all’aspra problematica sociale che affrontava la classe subalterna del Meridione d’Italia nell’avanzato stato postunitario (Verso l’ignoto, 1906).

Catanzaro – Museo provinciale – Verso l’ignoto (Gaele Covelli,1906)

Ma la sua propensione a coglier lesto la sostanza del soggetto ed a tradurne in pittura l’espressione mediante opalescenze che ne assestano la forma sullo sfondo, la si riscontra nella serie, numerosa e interessante, dei ritratti.

Catanzaro – Municipio – Ritratto di signorina inglese (Gaele Covelli, 1901) – Reggio Calabria – Pinacoteca civica – Ritratto di certosino (Gale Covelli, 1917)

Un pittore e decoratore di buon nerbo, che risulta ancora poco noto nelle cronache dell’arte, è Sesto Bruno (Crotone not.1910-38); di cui difetta un profilo esauriente della vita e delle opere, sapendosi soltanto ch’egli visse colonnello dell’esercito tra Crotone e Roma, interpretando l’esercizio d’arte come un’alta forma di diletto personale e di tributo a luoghi sacri della terra sua d’origine.

Catanzaro – Chiesa di s. Giovanni Battista – Cupola – Affreschi (Sesto Bruno, 1910)

Di sua mano si conoscono, allo stato, gli affreschi della cupola della chiesa di s. Giovanni Battista a Catanzaro, risalenti al 1910; ed altri affreschi eseguiti, nello stesso anno, per la cattedrale di Crotone.

Bocchigliero – Chiesa della Madonna de Jesu – Trittico (Sesto Bruno, 1938)

Ma d’un certo interesse risultano due opere, collocate a Bocchigliero in due distinti luoghi sacri, in cui si può apprezzare il sapido pennello del pittore ufficiale dell’esercito. Un trittico grazioso, del 1938, sito nella chiesa della Madonna de Jesu, che ha un’Annunciazione intramezzata da un s. Nicola di Bari e un s. Antonio da Padova.

Bocchigliero – Chiesa di s. Rocco – S .Rocco e il cane (Sesto Bruno, 1915)

Ed un “S. Rocco e il cane” eseguito, nel 1915, per la chiesa di s. Rocco. Due lavori in cui il Bruno tenta d’effettuare un recupero aggiornato di modelli e ideali di pittura del passato nazionale; in un momento in cui l’Italia si trovava ad affrontare la Prima Guerra Mondiale ed il lungo isolamento culturale seguito nel Ventennio Fascista.

Pisa – Museo nazionale di Palazzo Reale – Deposito – Testa di giovane (Giovanni Scalise, sec. XIX, I metà)

Un maestro che accolse, invece, nella sua pittura il sentore introspettivo e malinconico della poetica crepuscolare fu Giovanni Scalise (Crotone 1883-1968); che per tale sua verve, la quale traduceva in pastelli sfumati l’ideale di poesia corrente negli anni ’20 e ’30 del Novecento italiano, s’ebbe acquisti onorevoli della Casa Reale e  l’attenzione dell’establishment culturale.

Gerace – Episcopio – Ritratto del vescovo Giovanni Battista Chiappe (Giovanni Scalise, 1925-50)

Nella pittura di Scalise emerge pure qualche esempio di ritrattistica ufficiale, in cui il maestro di Crotone, che fu docente di disegno nella Regia Scuola Tecnica, si prova a reinventare il canone desueto del ritratto nella ricerca d’una nuova umanità che un tono meridiano di luce e di colore sbalza sulla tela.

Crotone – Collezione civica – Arlecchino (Arnaldo Mori, 1958)

La pittura, infine, di Arnaldo Mori (Crotone 1905 – Bologna 1981) rappresenta una vera rarità del panorama d’arte regionale e nazionale; offrendo una connessione elegante e raffinata col gusto galante dell’arte francese, così come filtrato dalla sensibilità impressionista del primo ‘900.

Crotone – Collezione civica – Arlecchino (Arnaldo Mori, 1960)

E’ risaputo come Mori, dopo una giovanile esperienza a Buenos Aires quale illustratore di moda, abbia poi vissuto la sua girandola d’artista nella Parigi degli anni ’30 del ‘900; ritornandovi ancora nel dopoguerra, acclamato ritrattista di personaggi del bel mondo. Un artista crotonese che suggella in modo alto e originale un legame sottile tra l’antica città della Magna Grecia e la Città dei Lumi capitale mondiale dell’arte del ‘900.

Carlo Andreoli

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