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Pietro Costantini a Corigliano Calabro

Poco dopo la metà del ‘700, il pittore calabrese Pietro Costantini, originario di Serra San Bruno, risulta attivo a Corigliano Calabro, che forse elegge a sua dimora stabile. Lì esegue, infatti, nell’arco d’un trentennio (1757-87) cinque opere firmate, che vanno probabilmente ricongiunte ad altre soggette ancora all’incerta sorte delle attribuzioni.

Corigliano Calabro – Chiesa di s. Maria Maggiore – Madonna Assunta (Pietro Costantini, 1757) – Part.

Il suo esordio a Corigliano Calabro avviene con tre opere, firmate e datate, collocate tutte nella chiesa matrice di s. Maria Maggiore. La sua “Madonna Assunta” (1757), a segno del prestigio che l’arte del serrese doveva certo riscuotere, campeggia in mezzo all’abside, sovrastando la visuale dell’altare maggiore. La tela ha una mitezza di forme e di colori; e coglie nella posa della Vergine – melanconica e un po’ pavida, nel gesto delle mani sovrapposte sopra il seno – certa cadenza tipica della pittura di Calabria Ultra; trovando quasi un’eco nella “Immacolata e santi” di s. Maria del Carmine a Catanzaro, e nella “Immacolata” crotonese dell’Alfì, che sempre da Catanzaro sopraggiunge.

Corigliano Calabro – Chiesa di s. Maria Maggiore – Visitazione (Pietro Costantini, 1757) – Part.

La “Visitazione” (1757), corretta nel disegno ed amena nella gamma dei colori, trova invece – nel gruppo delle donne e nello sfondo architettonico – una citazione alta da Ippolito Borghese a Meta di Sorrento; voltando la solennità di segno e il cromatismo ricco del pittore umbro in un’opera di gusto narrativo di resa placida e cordiale. L’iscrizione della pala dichiara, inoltre, la provenienza del pittore: “Petrus Costantini Serrensj Ping. A. D. 1757”.

Corigliano Calabro – Chiesa di s. Maria Maggiore – Estasi di s. Francesco d’Assisi (Pietro Costantini, 1758) – Part.

Nella “Estasi di s. Francesco d’Assisi” (1758), il volto in tralice del santo genuflesso e le sue mani adunche dalle dita dispiegate accomunano di nuovo la pittura di Pietro Costantini a quella dell’Alfì, che di poco lo precorre; per rimandare entrambi a una comune adesione al milieu di Catanzaro.

Corigliano Calabro – Chiesa di s. Chiara – Miracolo di s. Chiara (Pietro Costantini,1762)

Il riquadro a fresco della chiesa di s. Chiara raffigura un celebre “Miracolo di s. Chiara” (1762): la santa con la pisside in mano mette in fuga i saraceni, che avevano tentato d’assaltare la città d’Assisi. L’esigenza descrittiva del tema iconografico affolla, in questo caso, il dipinto di figure; privilegiando la dinamica di massa che conferisce alla scena, incastonata a grande altezza nel soffitto, certo impatto visivo ed emotivo.

Corigliano Calabro – Chiesa di s. Francesco di Paola
SS. Trinità e due beati dell’Ordine dei Minimi (Pietro Costantini, c.1787)

Un ultimo dipinto, firmato ma non datato, è collocato infine nella chiesa di s. Francesco di Paola. Esso rappresenta la “SS. Trinità e due beati dell’Ordine dei Minimi”, riconoscibili per certo in Gaspare De Bono e Nicola Saggio. I due monaci paolotti furono beatificati nel 1786 (aprile e settembre); e tale termine di tempo consente di datare l’esecuzione della tela circa l’anno dopo, il 1787. L’iscrizione in basso cita quale committente del lavoro il reverendo padre Atanasio Varcaro, correttore dell’ordine monastico: un dato che potrebbe asseverare l’esatta datazione del dipinto.

Carlo Andreoli