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L’Arte e oltre, di Carlo Andreoli

Oronzo Malinconico nella cattedrale di Rossano

Tra i beni d’arte della cattedrale di Rossano si segnala, tra l’altro, l’altare di s. Benedetto, in marmi policromi a mosaico e marmo bianco scolpito. Esso fu commissionato, assieme ad altre opere che ancora adornano la chiesa, da mons. Andrea Deodati (Castellaneta 1629 – Rossano 1713), menzionato altrimenti come Andrea Adeodati. Questi, essendo stato prima abate di Montecassino nel 1680-81 e nel 1687-92, fu quindi nominato da Innocenzo XII arcivescovo di Rossano e tenne tale carica dal 1º luglio 1697 fino alla sua morte, caduta il 7 agosto 1713.

Rossano – Cattedrale – Altare di s. Benedetto – (Antonio Fontana, 1702-04)

Come scrisse il De Rosis, mons. Deodati “venne nella residenza nel 14 febbraio 1698. Da un suo parente, morto senza eredi, gli furon legati duc. 60,000 ad oggetto di spenderli nella chiesa di Rossano. In effetti fece sei altari di marmo, cioè l’altare maggiore col presbiterio, e pavimento; quello del Purgatorio, del SS. Sacramento, del SS. Crucifisso, di S. Benedetto, e l’altare colla nicchia della SS. Achiropita (…) In vita si fe’ fabbricare il suo sepolcro nella cappella di S. Benedetto, che rinchiuse il suo cadavere nel 7 agosto 1713, e grato il capitolo gl’innalzò un mausoleo di marmo”. (Luca De Rosis, Cenno storico della città di Rossano, Napoli, 1838, pagg. 149-150)

Rossano – Cattedrale – Stemma di mons. Andrea Deodati – (Antonio Fontana, 1702-04)

L’esecuzione dell’altare di s. Benedetto – al pari delle altre opere marmoree commissionate dal Deodati – fu eseguita dall’insigne marmoraro napoletano Antonio Fontana. Risulta, infatti, che il Fontana “dal settembre 1702 al maggio 1704. insieme con il nipote Lorenzo, lavorò a tutta la cospicua decorazione marmorea della chiesa di Rossano, su commissione di A. Deodati, arcivescovo del luogo”. (Vincenzo Rizzo).

Rossano – Cattedrale – S. Benedetto – (Oronzo Malinconico, c. 1702-04)

Ed una commissione d’opera di pregio fu pure la bella pala che illustra l’altare: un s. Benedetto abate, ritto e benedicente nel placido sorriso; che impugna un lungo pastorale mentre, sul fondo, si profila il panorama pittoresco della rocca cassinese: una veduta che doveva giunger grata alla memoria dell’abate Deodati. Un’opera che un recente restauro ha svelato come autografa di Oronzo Malinconico (Napoli 1661 – 1709): figlio d’Andrea e fratello maggiore del più noto Nicola Malinconico; con cui Oronzo, nel corso della sua breve attività, si trovò spesso ad operare: dal cantiere del duomo di Bergamo (1693), fino al cantiere del duomo di Sorrento (c. 1707).

Il raffronto tra un “S. Benedetto” che Nicola Malinconico dipinse per la chiesa napoletana di s. Paolo Maggiore e quello rossanese d’Oronzo Malinconico certifica, ancora meglio della sigla autografa, la comunanza di scuola e dimestichezza di bottega che tra i due fratelli maestri napoletani fu sempre partecipe e presente.

Carlo Andreoli

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