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Nicola Lapiccola nelle chiese di Roma

L’Arte e oltre, di Carlo Andreoli – Nicola Lapiccola (Crotone 1727 – Roma 1790) ha lasciato a Roma, sua città d’elezione fin dal 1747, una scelta produzione d’arte varia (dipinti e decorazioni), concentrata soprattutto in fastosi palazzi nobiliari (Borghese, Chigi, Vidoni Caffarelli, Laterano, Villa Albani, Villa Giulia). Ma notevole, ancorché meno conosciuta, è la sua produzione d’arte sacra, distribuita in alcune chiese e basiliche di Roma; di cui si vuole offrire una rapida rassegna.

Roma – Chiesa di s. Lorenzo in Panisperna – S. Francesco d’Assisi riceve le stimmate (N. Lapiccola, 1757)

Nella prima cappella del lato sinistro della chiesa di s. Lorenzo in Panisperna si trova una tela di “S. Francesco d’Assisi riceve le stimmate” che, eseguita nel 1757, risulta essere il primo lavoro pubblico noto di Nicola Lapiccola. L’opera, eseguita mercé l’intercessione del cardinale Alessandro Albani “negli anni futuri estimatore e mecenate dell’artista crotonese” (F. Leone, 2004), sostituì perduti affreschi di fine ‘500 di Cherubino Alberti. Sicché lo stile della pala del Lapiccola denoterebbe una voluta cadenza arcaizzante propria della maniera controriformata.

Roma – Basilica di s. Pietro in Vaticano – Cappella Gregoriana – Pennacchi – Padri della Chiesa (Cartoni di N. Lapiccola, 1768-72)

Nel 1768 principia a realizzare i cartoni dei pennacchi della cupola della cappella Gregoriana, in s. Pietro in Vaticano, ultimando la sua prestazione nel 1772. Essi rappresentano i “Padri della Chiesa” (Gregorio Magno e Girolamo, per la Chiesa d’Occidente; Gregorio Nazianzeno e Basilio, per la Chiesa d’Oriente) ritratti in un disegno poderoso, che venne quindi trasposto in mosaico da Salvatore Monosilio.

Roma – Basilica dei Santi XII Apostoli – Madonna con s. Bonaventura ed il beato Andrea Conti (N. Lapiccola, 1775)

Nella cappella di s. Bonaventura della basilica dei Santi XII Apostoli ultimò il Lapiccola, nel 1775, la pala d’altare che ha per soggetto la “Madonna col Bambino adorata da s. Bonaventura e dal beato Andrea Conti”. Detta cappella avrebbe avuto, in precedenza, una tela dell’austriaco Ignaz Stern; sostituita da quella del Lapiccola, in seguito ai lavori di ristrutturazione avviati nel 1771 dall’architetto romano Michelangelo Simonetti.

Roma – Chiesa di s. Caterina da Siena a Via Giulia – Cristo appare al beato Bernardo Tolomei (N. Lapiccola, 1776)

La tela, connotata da un particolare effetto luministico, è collocata a destra della chiesa mononavata, accanto ad altra pala di Salvatore Monosilio. In essa è ravvisabile l’influsso di Domenico Corvi, il quale fu condiscepolo più anziano del Lapiccola nell’atelier romano di Francesco Mancini, dove giunse il Lapiccola nel 1750.

Roma – Chiesa di s. Giovanni della Pigna – S. Giovannino nel deserto (attr. N. Lapiccola, 1776)

Un’opera soggetta a contesa attribuzione è, infine, il “S. Giovannino nel deserto”, che campeggia sopra l’altare maggiore della chiesa di s. Giovanni della Pigna. Secondo le correnti guide si tratterebbe, infatti, d’un lavoro del bolognese Baldassarre Croce (1558-1628). Ma già Mariano Vasi, nel 1807, scriveva come “il quadro dell’Altar maggiore è di Nicola Lapiccola, e la Pietà sopra il frontespizio, è di Luigi Garzi; gli altri quadri sono di Baldassar Croce, e d’Antonio Gherardi”. (Mariano Vasi, Itinerario istruttivo di Roma, Roma 1807, pag. 322).

Carlo Andreoli