Non è passata inosservata l’assenza dal calcio per un altro anno ancora, dell’esperto tecnico Vincenzo Galliano Iannelli, per tutti Cenzino. L’allenatore di Cetraro, classe 1958, dopo essersi risieduto in panchina nella stagione 2024-2025 alla guida del Fuscaldo, dopo sei anni dall’ultima volta in seno a quella del Cetraro, è stato costretto ad un altro anno sabbatico. Eppure gli estimatori ci sono stati nei suoi confronti, ma non si è andati fino in fondo alla questione. Ora è pronto a ricominciare. La voglia di tornare a dirigere gli allenamenti è intrattenibile e si mette a completa disposizione e all’ascolto per eventuali proposte volte ad intavolare trattativa con una delle società che si faranno avanti, si spera, concretamente. Ai nostri microfoni il trainer cetrarese risponde ad alcune nostre domande in merito.
Mister, una carriera lunga per le vie della costa. Cetraro, Belvedere, Askalos e Fuscaldo su tutte con tanti campionati vinti ed imprese compiute. Riprende ad allenare nella stagione 2024/25 dopo un lungo periodo di inattività e lo fa benissimo alla guida nuovamente dei fuscaldesi sfiorando i playoff in Prima Categoria. Quest’anno un’altra pausa. Ecco, andando a ritroso, che emozione è stata per lei tornare in pista dopo tanto tempo e se ha trovato un campionato più competitivo rispetto al passato?
«Più che emozionato ero un affascinato dall’idea di allenare nuovamente una squadra e devo dire che sono stato felicissimo della scelta fatta, a prescindere dal risultato finale che è stato più che positivo. Differenze con il passato si possono sintetizzare nel fatto che oggi si privilegia la fisicità a differenza di qualche anno fa dove si lavorava molto sulla tecnica».
Casse 1958 mastica pane e pallone da sempre e nutre ancora molti stimoli per allenare. Quanto è difficile per un allenatore come mister Galliano, dover attendere?
«Sono molto tranquillo e il dover attendere una chiamata non è assolutamente un problema e non lo è mai stato. Certamente i matrimoni si fanno in due: società e allenatore; e se dovesse arrivare una proposta seria non avrei difficoltà a sposare il progetto. Da parte mia sono pronto a raccogliere una nuova sfida. Sono carico e voglioso di tornare in panchina».
Tante le esperienze maturate in diversi campionari regionali dalla Promozione alla Terza Categoria condite da campionati vinti, salvezze acquisite e imprese conquistate. Un valore indubbiamente aggiunto per chi vuole puntare sulle sue doti tecniche e umane. In vista di un’eventuale chiamata, quale tipo di corso le piacerebbe avviare e quali presupposti debbano esserci?
«Chi mi conosce sa benissimo che per me il rapporto umano è alla base di tutto. Certamente, per ottenere risultati non basta solo questo. Servono anche dei bravi calciatori che vogliono ottenere risultati attraverso il gioco ed il rispetto per gli avversari. Lo sostengo da sempre il campo deve essere un luogo di incontro e non di scontro».
Si dice che nel calcio i moduli non fanno la differenza, è d’accordo? E con con quale caratteristiche farebbe giocare la sua eventuale nuova squadra?
«Non è con i sistemi di gioco che si vincono le partite. Le vittorie sono frutto del lavoro quotidiano, i moduli si possono stravolgere in un attimo. Preferisco che le mie squadre giochino a calcio a prescindere dai numeri».
