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Leonardo Antonio Olivieri a Calopezzati

Leonardo Antonio Olivieri (Martina Franca 1689 – Napoli 1752) risulta attestato finora in Calabria con due magnifici dipinti, collocati entrambi nella chiesa di s. Antonio di Corigliano Calabro: una “Estasi di s. Antonio da Padova” ed una “Immacolata”.

Corigliano Calabro – Chiesa di s. Antonio – Estasi di s. Antonio da Padova e Immacolata (L. A. Olivieri, 1740-45)

Si tratta di due tele, d’uguale formato e dimensione (cm 450×260), la cui datazione può farsi risalire al 1740-45: dato che nel 1740 la chiesa stessa risulta ultimata di radicali lavori di restauro e taluni dipinti – come l’affresco sulla volta dell’aula di Salvatore Ferrari – datano già al 1740. Quale committente del lavoro a Leonardo Olivieri, che allora contava tra gli allievi più illustri di Francesco Solimena, potrebbe darsi mons. Stanislao Poliastri: fine intenditore e collezionista d’arte, nonché vescovo della diocesi di Rossano nel periodo 1738-61.

Calopezzati – Chiesa di s. Maria Assunta – Madonna del Rosario (attr. Leonardo Antonio Olivieri, 1740-45)

E proprio nello stesso distretto diocesano, in contiguità di territorio con Rossano e Corigliano Calabro, nella chiesa dell’Assunta di Calopezzati, è dato rinvenire una singolare pala d’altare che io ritengo d’assegnare a Leonardo Antonio Olivieri; e di datare prossima al suo impegno maggiore in Corigliano Calabro: ovverosia al 1740-45. Si tratta di una “Madonna col Bambino e ss. Domenico e Rosa” contornata della serie dei Misteri, che il Frangipane, nel 1933, assegnava propriamente al Solimena; mentre il Barillaro, nel 1972, definiva, più prudentemente, come “opera di scuola solimeniana”.

Che si tratti di Olivieri, lo rivela subito, a mio avviso, l’estrema vicinanza del s. Domenico di Calopezzati – a sinistra – col s. Pietro martire della Pinacoteca provinciale di Bari – a destra. Non solo l’identità fisiognomica dei volti ma, starei per dire, anche di spirituale atteggiamento risulta univoca in entrambe le figure. E così il cascante viluppo del panneggio, ricco di dense zone d’ombra; e l’atteggiarsi nobile e pensoso, che trova nelle mani un gesto chiaro ed istintivo d’efficace esplicazione.

L’espressione della Vergine di Calopezzati – a sinistra – riprende, invece, quella della Madonna Immacolata di Corigliano Calabro – a destra. Il capo reclinato, in dolce e mesto abbandono; ed un ovale grazioso, appena imporporato sulle guance. Il tutto eseguito a misura di quella “libertà di pennello, e bella freschezza di colore”, che il De Dominici esaltava come doti proprie di Leonardo Olivieri.

Un ultimo riscontro analogico mi sembra d’intravedere, infine, tra il Bambino di Calopezzati – a sinistra –  e quello del s. Antonio di Corigliano Calabro – a destra. Specie nella maniera d’ombreggiare l’incarnato: col sedimento d’un alone grigio, che sfuma la rotondità delle sue forme.

Calopezzati – Chiesa di s. Maria Assunta – Madonna del Rosario (attr. Leonardo Antonio Olivieri, 1740-45) – Part.

Insomma, una tela di medio formato (cm 175×120) questa della chiesa di Calopezzati – forse commissionata anch’essa dal vescovo Poliastri, così attento ai talenti nuovi della pittura napoletana dei suoi tempi; eppure un’opera che contiene tutta, la raffinata formazione della scuola di Francesco Solimena. Nella desunzione propria che ne diede, secondo il mio parere, un maestro di genuino talento quale fu Leonardo Antonio Olivieri.

Carlo Andreoli