Il mare grosso, il vento forte da nord est, la paura improvvisa. Ma soprattutto, ancora una volta, il cuore di Cetraro. È questa la vera immagine che resta dopo quanto accaduto nella notte nel porto cittadino, dove uno yacht di circa 25 metri, dal valore stimato intorno ai 5 milioni di euro, ha rischiato di andare perduto durante una delicata manovra di ingresso nello scalo, trovando però intorno a sé una comunità pronta a tendere la mano.
A bordo dell’imbarcazione c’erano tre skipper, presumibilmente di nazionalità turca, impegnati nel trasferimento della barca e sorpresi dal peggioramento delle condizioni meteo. Nel tentativo di cercare riparo all’interno del porto di Cetraro, qualcosa è andato storto. Il forte vento ha reso complicatissima la manovra, spingendo lo yacht verso il lato del molo pescherecci. A peggiorare la situazione è stato il contatto dell’elica con una cima di ormeggio di un peschereccio, circostanza che avrebbe provocato danni seri all’imbarcazione e il conseguente ingresso di acqua all’interno.
Da lì, in pochi minuti, la situazione è precipitata. Lo yacht è andato a fondo, mentre i tre marinai venivano messi in salvo dalla Capitaneria di Porto. Ma parlare semplicemente di affondamento non restituisce fino in fondo la portata di quanto accaduto. Perché quella che poteva diventare soltanto la storia di un incidente in mare, a Cetraro si è trasformata invece in una prova concreta di umanità, disponibilità e spirito di accoglienza.
I tre skipper, scossi per quanto successo, hanno trovato nel porto non solo un approdo d’emergenza, ma anche la vicinanza immediata dei cetraresi. Prima l’accoglienza, poi il sostegno umano, infine una giornata intera trascorsa fianco a fianco nelle operazioni di recupero. Capitaneria di porto, Pescatori, operatori portuali, lavoratori e persone del posto si sono messi a disposizione con grande generosità, offrendo aiuto in ogni modo possibile e dimostrando, nei fatti, il volto migliore della comunità tirrenica.
Determinante è stato poi l’intervento di una ditta specializzata, che attraverso palloni di sollevamento è riuscita a riportare a galla l’imbarcazione e a trainarla fino al travel lift. Qui sono entrati in azione gli operatori della Coop 134, che hanno imbracato e sollevato lo yacht, sottraendolo definitivamente all’acqua e consentendo di avviare la fase successiva, quella della conta dei danni e delle verifiche assicurative.
Resta naturalmente un episodio pesante sotto il profilo economico e tecnico, sul quale bisognerà fare piena luce. Ma al di là delle cause e delle responsabilità, c’è un dato che oggi merita di essere messo in primo piano: il porto di Cetraro non ha lasciato soli quei tre marinai. In una notte difficile e in una giornata di lavoro durissima, la comunità cetrarese ha risposto come sa fare nei momenti più delicati, con senso del mare, con operosità e con un’umanità che vale almeno quanto il salvataggio di una barca di lusso. Perché alla fine, più dello yacht da milioni di euro, a emergere davvero è stata la ricchezza di un popolo abituato a vivere il porto come casa propria. E quando il mare mette alla prova, Cetraro sa ancora dimostrare di avere un’anima grande.
