• 24 febbraio 2018

Gregorio Preti a Fabriano

Carlo Andreoli

Gregorio Preti (Taverna 1603 – Roma 1672), fratello maggiore di Mattia Preti, è presente a Fabriano con sue opere nella cattedrale di s. Venanzio e nella chiesa di s. Nicolò.

Nella controfacciata della cattedrale di s. Venanzio, inquadrati da cornici a stucco dorato, sono due dipinti ad olio, eseguiti da Gregorio Preti verso la fine degli anni ’50 del ‘600.

Fabriano – Cattedrale – Controfacciata

Sulla sinistra, si nota un “Ritorno del figliol prodigo”: in cui s’avverte l’aura d’ideale classicismo, che fu cifra originale del maestro. La scena biblica s’avvera – entro una luce priva di contrasti – ricca d’accenti nobili, nelle pose un po’ artefatte degli agghindati personaggi.

Fabriano – Cattedrale
Ritorno del figliol prodigo
(Gregorio Preti, c. 1655-60)

Si dà quasi il recupero d’una tradizione avita: riflessa dentro un mondo trasognato, dove il segno celebra il valore immaginifico della reminiscenza; e l’impronta distinta dei colori infonde tinta di verità di fede al prodigio enumerato nei dettagli.

Fabriano – Cattedrale
Ritorno del figliol prodigo – Part.
(Gregorio Preti, c. 1655-60)

Nella parte destra della parete, si trova en pendant un “Davide e Golia”: anch’esso denso di riposti richiami, che vedono partecipe un corrusco paesaggio assurto a fondale di una scena sacra barocca.

Fabriano – Cattedrale
Davide e Golia
(Gregorio Preti, c. 1655-60)

Fabriano – Cattedrale
Davide e Golia – Part.
(Gregorio Preti, c. 1655-60)

Nel braccio sinistro del transetto della chiesa di s. Nicolò, si trova la cappella di s. Nicolò; che contiene due dipinti ad olio di Gregorio Preti, risalenti sempre alla fine degli anni ’50 del ‘600.

Fabriano – Chiesa di s. Nicolò
S. Nicola salva il fanciullo coppiere
(Gregorio Preti, c. 1655-60)

Un dipinto ritrae il celebre miracolo del salvataggio del fanciullo coppiere. Il giovane Basilio – detto pure Adeodato – mentre prega in una chiesa dell’isola di Creta viene fatto prigioniero da un’orda saracena; e viene condotto alla reggia dell’emiro, che gli impone di servire alla sua mensa in qualità di coppiere. A distanza di un anno, la sera del 6 dicembre – festività di s. Nicola – un turbine irrompe nella sala del banchetto; ed il santo, afferrato Basilio per i suoi capelli, lo riporta sano e salvo ai propri genitori. La scena concitata e ricca di dettagli – mutuata dalle scene di banchetto del fratello del pittore, Mattia Preti – s’organizza sulla diagonale. Talché da un vertice dorato irrompe la figura balenante del santo, ricoperto da un piviale istoriato; mentre, all’opposto, l’emiro esterrefatto osserva impotente il miracolo che appare, come folgore, ai suoi occhi.

Fabriano – Chiesa di s. Nicolò
S. Nicola salva il fanciullo coppiere – Part.
(Gregorio Preti, c. 1655-60)

L’altro dipinto rappresenta, invece, una vicenda leggendaria della vita di s. Nicola; il quale, per la sua lotta contro l’eresia di Ario, sarebbe stato carcerato e spogliato del suo abito di vescovo. Di notte, il santo ha la visione di Gesù, che gli reca il vangelo, e della Madonna, che gli riporta la stola: entrambi segni di ripristino e di riconferma del suo sacro magistero.

Fabriano – Chiesa di s. Nicolò
S. Nicola in estasi
(Gregorio Preti, c. 1655-60)