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Giuseppe Castellano nel Museo Civico d’Altomonte

Altomonte-Museo-Civico

Giuseppe Castellano (Napoli c. 1650 – Roma 1725) risulta documentato nel Museo Civico d’Altomonte con una tela ad olio – firmata e databile ai primi anni del ‘700 – avente per soggetto Il Crocifisso parla a s. Tommaso. Ma ritengo che possa essergli attribuita anche la grande pala della Madonna del Rosario e Misteri – olio su tela di cm 300×200 – che fa parte della collezione del medesimo museo.

Madonna-del-Rosario-e-Misteri

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Il dipinto raffigura una Madonna col Bambino che dispensano entrambi il rosario ad una coppia duplice di santi e sante domenicani, posti in bell’ordine nel registro inferiore del campo. Lungo il perimetro della tela 15 ovali, intervallati da ghirlande di rose, racchiudono i Misteri del Rosario. Nelle guide del museo, l’opera viene datata alla prima metà del ‘700 ed assegnata ad ignoto pittore meridionale.

Giuseppe-Castellano

Intanto, il s. Domenico che appare – a sinistra, in primo piano – nel dipinto d’Altomonte, è una ripresa dell’analoga figura ritratta nella Madonna col Bambino e santi dell’Abbazia di Faifoli a Montagano, risalente al 1705. Identica la posa del capo ritorto; uguali le fattezze dei due volti: nel profilo, nella barba, nell’orecchio, nei capelli; rivelatrice, infine, l’ombra che ricade sotto l’orbita dell’occhio, lasciando in luce il naso prominente.

Mistero-dell'epifania

Il volto del s. Tommaso del dipinto d’Altomonte – posto a sinistra, in secondo piano, mentre indica il suo attributo dell’ostensorio raggiato – rimanda, invece, chiaramente al modello d’Aquinate ch’egli utilizza nel Mistero dell’Epifania del Museo Diocesano di Bisceglie, del 1718. Un ovale tondo e ben paffuto – con l’ansa di un’orecchia alquanto grande – entro cui posano occhi scuri d’aria placida e sommessa, sotto una fronte alta cerchiata dal contorno dei capelli.

Madonna

Quanto al soggetto principe del dipinto d’Altomonte – il gruppo della Madonna col Bambino che dispensano entrambi il rosario alle figure laterali sottostanti – è un modello iconografico che ricorre spesso nelle pale di Giuseppe Castellano annoverate in varie chiese del beneventano; dove, com’è noto, il maestro ebbe modo d’essere operoso, grazie sopra tutto al patrocinio del cardinale Vincenzo Maria Orsini, divenuto nel 1724 papa Benedetto XIII.

Carlo Andreoli

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