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Giovan Bernardo Azzolino nella chiesa della ss. Annunziata di Rose (CS)

Chiesa-della-ss.-Annunziata

A Rose (CS), nella chiesa della ss. Annunziata, è una pala d’altare che faceva già parte dei beni di un convento dei PP. Agostiniani, istituito nel 1585 e passato nel 1661 ai PP. Riformati. L’opera – una tavola ad olio di cm 300×260 – rappresenta una Madonna Immacolata coi simboli lauretani; affiancata, in basso, dalle due mezze figure di s. Agostino Vescovo e s. Francesco di Paola, intramezzate da un brano di paesaggio. Nella predella, una serie d’episodi della vita di s. Agostino.

Pala-d'altare

Rose

Il dipinto, di grande qualità, è stato giustamente riferito all’ambito tardo-manierista della Napoli di fine ‘500 ed inizi del ‘600; ed in particolare alla bottega dei D’Amato. Ma mi pare che esso possa addirsi propriamente all’arte di Giovan Bernardo Azzolino (Cefalù 1572 – Napoli 1645), per una serie stringente di rimandi formali. Anzitutto, la figura del s. Agostino, che riprende certo tipo di vecchio canuto ricorrente nel repertorio iconografico del Siciliano: come accade d’osservare nel s. Benedetto di Cetraro, che ha lo stesso sguardo aggrottato, sotto l’ampia fronte, ed il solco della bocca ritagliato dentro il folto d’una barba bianca e soffice, sfrangiata in filamenti.

Agostino

Rose2

La figura stante della Vergine, panneggiata con classica eleganza, ha la vita alta e il portamento nobile ravvisabili ancora in quella di Cetraro. Mentre un tocco d’espressione più specifico, che attinge un modo personale del maestro, lo si desume nella maniera propria con cui l’artista tratta la fluente capigliatura della Vergine ricadente sulle spalle e lungo i fianchi: formando quasi un fulvo alone che si perde nello sfondo, come nell’Immacolata dell’Eremo dei Camaldoli di Napoli.

VergineCarlo Andreoli