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Gaetano Bellizzi nella chiesa dell’Annunziata di S. Lucido

A S. Lucido, nella chiesa conventuale dell’Annunziata – nota pure come chiesa di s. Antonio – l’altare maggiore è sovrastato, nell’invaso dell’abside, da una pala della “Annunciazione” che viene, in genere, assegnata ad “ambito dell’Italia meridionale” od in maniera più specifica a  “pittore locale” del sec. XIX.

S. Lucido – Chiesa dell’Annunziata – Altare maggiore ed abside

Il dipinto è un olio su tela recante, in basso, l’iscrizione in corsivo: “Nella Guard.a del P. V. da Longobardi 1837”. Opera che, per stile e cronologia, ritengo possa essere attribuita a Gaetano Bellizzi (Cosenza 1796-1869).

S. Lucido – Chiesa dell’Annunziata – Annunciazione (attr. Gaetano Bellizzi, 1837)

Oltre che lo schema della composizione, rispondente ad un ingenuo gusto provinciale di stampo neoclassico, e la secca incisione figurale dei soggetti – qualità che rientrano entrambi nei modi propri del maestro cosentino – accreditano la tesi attributiva le fattezze del volto dell’angelo annunziante (sotto, a sinistra) che ritroviamo similari, a mo’ d’esempio, nella “S. Lucia” firmata della chiesa di s. Gaetano di Cosenza (sotto, a destra).

L’anno d’esecuzione del dipinto di S. Lucido – 1837 – inserirebbe l’opera in un periodo particolare dell’attività lavorativa del Bellizzi, ch’era anche didatta di disegno ornamentale nel Convitto Telesio di Cosenza: antecedente, ovverosia, la “Madonna Addolorata” della chiesa di s. Giovanni Battista a Portapiana di Cosenza, del 1839; e precedente ancora di quattro anni la grande pala d’altare della “Deposizione” delle Cappuccinelle di Cosenza, del 1841.

di Carlo Andreoli