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Forza Italia: “Cesareo riapra la Ginecologia!”

- Politica

Il Coordinamento di Forza Italia (Circolo di Cetraro)

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Continua in modo inquietante ed indisturbato lo sfascio della Sanità nell’area tirrenica cosentina, nella pressoché totale indifferenza dell’Amministrazione comunale, forse consumata nello spirito, a causa della sua precaria autorevolezza istituzionale e dell’inefficienza di tutte le iniziative messe in campo, da mesi, per opporsi a soprusi, angherie, inganni, orditi dall’Azienda Ospedaliera Provinciale di Cosenza ai danni dello Spoke Cetraro-Paola.

Per tutti i provvedimenti presi e le omissioni d’ufficio, debitamente rilevabili nei documenti esistenti, meglio sarebbe dire, per l’oscuro e celato disegno in atto, ai danni del solo Presidio Ospedaliero di Cetraro.

Ma, lasciamo agli stessi rappresentanti dell’Amministrazione comunale il compito di fare un consuntivo di quanto realizzato, finora, attraverso la loro azione! Dalla nomina del Primario, alla deroga del Punto Nascita, alla riapertura, h24, del Reparto di Ginecologia. Rispetto a quanto sta avvenendo nell’UOC di Ginecologia dello Spoke Cetraro-Paola, a tal punto, ci viene naturale chiedere, a tutti lorsignori, dove sta scritto che l’UOC di Ostetricia e Ginecologia dello Spoke di Corigliano-Rossano debba avere prerogative e privilegi, che la corrispondente Unità Operativa Complessa di Cetraro-Paola non possa avere?

Non può accadere, se ancora esiste lo stato di diritto alle nostre latitudini, che la branca ginecologica del nostro Spoke venga sacrificata per consentire, con l’utilizzo dei suoi medici, la sopravvivenza dell’UOC Ostetricia e Ginecologia di Corigliano Rossano? Ma di cosa parliamo? E’, irritabilmente, assurda una cosa del genere! Perché non si provvede a chiudere, di notte, quest’ultima Unità Spoke, per mancanza di medici, e i ricoveri ordinari e le urgenze vengano disposti nella Struttura Ospedaliera di Castrovillari? Anche per questioni di vicinanza? Le nostre concittadine dell’intera costa tirrenica non sono, certamente, figlie di un dio minore! E allora, è  solo un inganno ciò che è scritto in modo chiaro nel Decreto del Commissario ad Acta della Sanità Regionale, n. 115, del 7 agosto ’19, che dispone la completa funzionalità dell’UOC di Ginecologia del PO di Cetraro, indipendentemente dalla sospensione delle attività, e raccomanda < ogni utile iniziativa diretta ad evitare qualsiasi rischio per la salute delle pazienti!>

È solo una beffa, quella consumata contro la nostra gente dal  Dirigente Generale del Dipartimento della Salute della Regione Calabria che, in una sua Nota, la n. 0023075, del 1 agosto 2019, decreta : <nelle more della risoluzione… potranno continuare ad essere garantite le prestazioni che non interagiscono con le attività proprie del Punto Nascita!>

Fino ad oggi, queste disposizioni organizzative, nonostante le più apicali possibili, sono state spudoratamente  disattese.

Il Direttore Medico dello Spoke Cetraro-Paola, indica responsabilmente, in tante sue missive inoltrate al Commissario ad Acta, all’ASP di Cosenza e finanche alla Procura della Repubblica di Paola, la causa del suo provvedimento di chiusura del Reparto di Ginecologia, dalle 8 di sera alle 8 del mattino. È solo dovuto alla imposta utilizzazione di due Dirigenti Medici, in servizio presso l’UOC di Cetraro,  nell’UOC  Ostetricia e Ginecologia  di Corigliano.

È suo preciso compito e inderogabile dovere denunciare l’estrema pericolosità delle prestazioni di un Reparto, senza un organico sanitario almeno sufficiente. Sembra che i due Dirigenti Medici di Cetraro siano di ritorno alla loro sede naturale. Al dott. Vincenzo Cesareo chiediamo, con forza, di disporre immediatamente la ripresa della funzionalità di Ginecologia, nell’arco delle 24 ore. Come per legge degli Spoke!

Non esiti!

La gente ha bisogno, più che mai, di credere negli uomini forti che tutelano i suoi diritti. Gli può essere impedito? Ebbene, denunci  subito pubblicamente, in tal caso, ogni ostacolo o pressioni che non abbiano né i crismi della legalità, né quelli della equità. Saremo al suo fianco, perché non ci  spaventa, certamente, la lotta contro i poteri forti e dispotici.

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