Flottilla a Cetraro, la delegazione ringrazia Aieta: «Accoglienza e disponibilità straordinarie»

Nella sede del Partito Democratico di Cetraro, intitolata a Giannino Losardo, si è svolto stasera un incontro con una delegazione della Flottilla presente in questi giorni nella cittadina tirrenica. Una delle attiviste intervenute ha tracciato il senso della mobilitazione internazionale, soffermandosi sul valore politico e umano dell’esperienza vissuta in Calabria e, in particolare, sull’accoglienza ricevuta a Cetraro.

Nel suo intervento, la giovane ha spiegato come la Flottilla sia molto più di una singola missione in mare, definendola «uno strumento» dentro un movimento civile più ampio, «transnazionale e transregionale», nato dall’urgenza condivisa di agire concretamente. Ha raccontato di una rete composta da professionalità differenti, dai marinai agli avvocati, passando per figure impegnate nella logistica e nell’organizzazione, tutte accomunate dalla volontà di «mettere il proprio tempo, i propri saperi, il proprio corpo a disposizione» per una causa che chiama in causa la giustizia e la necessità di «fare qualcosa di concreto».

Il ringraziamento ad Aieta ed a Cetraro

Il passaggio più sentito è stato però quello dedicato a Cetraro e all’amministrazione comunale. L’attivista ha voluto ringraziare pubblicamente il sindaco Giuseppe Aieta e la sua squadra per la vicinanza dimostrata in questi giorni: «Abbiamo avuto un’accoglienza straordinaria. Il sindaco in prima persona è costantemente disponibile su qualsiasi cosa». Parole nette, che hanno riconosciuto anche il peso politico della scelta compiuta dalla città: «Credo che sia stata anche una scelta coraggiosa e non facile, questo lo riconosciamo e veramente ne siamo profondamente grate, ma una scelta necessaria oggi».

Nel suo ragionamento, la delegata della Flottilla ha sottolineato come proprio realtà apparentemente piccole possano dare un contributo importante. «Non possiamo credere che anche un piccolo comune come Cetraro non possa fare la sua parte», ha affermato, indicando nella Calabria un territorio sentito vicino non solo per l’accoglienza, ma anche per la possibilità di intrecciare esperienze e battaglie comuni. Non a caso, nel corso di questi giorni la delegazione ha fatto tappa anche a Riace e Rosarno, nel tentativo di costruire connessioni tra la mobilitazione per Gaza e le vertenze sociali del territorio.

L’attivista ha poi allargato il discorso a una visione mediterranea della lotta, richiamando l’idea di un mare che torni a essere «un mare libero, un mare di speranza, non un mare di morte». Secondo la sua lettura, la Flottilla serve a riaccendere l’attenzione, ma da sola non basta. «Non possiamo più far ricadere solo sulla Flottilla questa responsabilità», ha detto, ribadendo che la mobilitazione deve coinvolgere istituzioni, partiti, associazionismo, lavoratori, terzo settore e società civile.

Nel finale, il suo intervento si è fatto ancora più politico. Ha parlato della necessità di «cambiare il vostro sistema interno», sostenendo che molte delle responsabilità stiano «in casa nostra», e ha invocato una più netta presa di posizione da parte dell’opposizione e delle istituzioni europee e nazionali. Da qui l’appello a costruire alleanze sempre più ampie, capaci di unire territori, esperienze di lotta e sensibilità diverse.