I festeggiamenti in onore di San Benedetto hanno confermato, ancora una volta, quanto questa ricorrenza sia sentita dai cetraresi. Le celebrazioni religiose hanno mantenuto intatto il loro valore e la serata di Nostalgia ’90 è stato un successo, regalando un bellissimo ricordo, come ha raccontato il mio collega Alessandro Storino.

Ma la fiera della marina, invece? Beh, là il discorso è diverso…
Nei giorni scorsi, in merito all’organizzazione della stessa, ho letto un’infinità di commenti sui social. Ora, non voglio entrare nel merito del perché e del percome è stata organizzata. O chi se ne è occupato. E via dicendo. Mi limito solo a fare una considerazione…
Fino a qualche anno fa era uno degli appuntamenti più attesi dell’estate cetrarese. Chi la visitava trovava un percorso ricco di espositori: abbigliamento, ceramiche, mobili, articoli per la casa, prodotti tipici, giostre, street food e tante altre attività che trasformavano la marina di Cetraro in un grande spazio dedicato al commercio e all’incontro tra persone.
Un fiume di bancarelle dal ristorante Il Cubo fino al centro del borgo.
Quest’anno, invece, l’impressione è stata quella di una manifestazione ridimensionata. Il numero esiguo degli espositori e un’offerta poco diversificata hanno inevitabilmente finito per sminuire il significato stesso di Fiera.
Non basta occupare uno spazio con qualche bancarella per mantenere viva una tradizione che, negli anni, è stata un punto di riferimento per l’intero territorio.
Occhio, però, questa non è una critica rivolta agli operatori presenti, che hanno svolto il loro lavoro con impegno, ma è evidente che qualcosa, nell’organizzazione complessiva dev’essere ripensato.
Una manifestazione di questo valore merita una programmazione più ambiziosa, capace di richiamare espositori da più parti e di restituire alla Fiera quella varietà che l’ha sempre contraddistinta.
Le persone hanno dimostrato di voler vivere la festa.

La partecipazione agli eventi lo conferma. Proprio per questo sarebbe un errore accontentarsi di una Fiera ridotta rispetto a quella che tutti ricordano.
Le tradizioni si difendono investendo su di esse e non limitandosi a conservarne il nome.
La Fiera di San Benedetto ha tutte le potenzialità per tornare a essere un appuntamento capace di attirare visitatori, valorizzare il territorio e sostenere il commercio locale. Serve però la volontà di rilanciarla, con idee, organizzazione e una visione all’altezza della sua storia.
Una festa così importante merita una Fiera che ne sia davvero il fiore all’occhiello, non il suo punto più debole.
