Pochi giorni all’esordio sulla panchina della Duelle Futsal Cetraro in programma sabato 11 aprile nel confronto d’andata valevole per il primo turno dei Playoff di Serie B, contro i pugliesi del Carovigno, per il nuovo tecnico dei tirrenici Leo Tuoto. Figura di prestigio chiamato in causa dai presidenti La Valle- Terranova e dal ds Guido per scrivere la storia del futsal cetrarese, con l’ennesima, si spera, promozione dei biancoblù attraverso gli spareggi Playoff. Un coach da Serie A il classe 1972 ex Pirossigeno Cosenza, dove proprio con i lupi rossoblù, nella città dove gli ha dato i natali, ha vissuto i momenti più belli della sua carriera. Tre promozioni consecutive dalla Serie B alla massima serie ed una salvezza miracolosa in riva al Crati bastano per infiammare l’entusiasmo dei supporters cetraresi. All’esperto tecnico cosentino, noi di Cetraro in Rete, abbiamo rivolto in esclusiva alcune domande.
Mister, che piacere! Benvenuto nella nostra cittadina. Sicuramente un onore per la piazza cetrarese vedere un allenatore di prestigio alla guida della locale compagine. Cosa ha spinto un tecnico del suo calibro a scendere di categoria ed accettare la proposta dei tirrenici?
«Innanzitutto l’onore di poter allenare una società come quella della Duelle Futsal Cetraro è tutto il mio. Due motivi mi hanno portato ad accettare questa avventura: in primis, a me piacciono molto le sfide. In secondo luogo, la mia scelta non è ricaduta sulla categoria quanto invece sulla società. Per questo ringrazio tantissimo i Presidenti La Valle, Terranova e tutti i dirigenti per la fiducia riposta in me».
È la quarta volta consecutiva che questa società disputa i Play-Off da seconda classificata, con tre promozioni ottenute finora e altrettanti allenatori susseguitesi in questi anni trionfalistici. Riuscirà anche mister Tuoto a fare altrettanto e scrivere la più bella pagina della “storiaA2” del futsal cetrarese?
«Sono cosciente del fatto che la mia sia una società con una mentalità assolutamente vincente, ma sono altrettanto consapevole del fatto che i playoff sono sempre molto difficili da disputare, soprattutto a questi livelli, visto che il confronto ricade anche su squadre esterne alla propria regione, e che hanno indubbie esperienza e qualità. Di certo non ho una bacchetta magica ma di una cosa sono certo: darò tutto me stesso per dare una mano a questi ragazzi che meritano tanto e che hanno dimostrato ciò per tutta la stagione, grazie anche all’importante lavoro di chi mi ha preceduto, ossia mister Marco De Marchi».
L’esordio sulla panchina la mette di fronte ad un doppio confronto col Carovigno “bestia nera” dei biancoblu nei due precedenti di campionato. Lei ha assistito alla gara coi pugliesi dalla tribuna nella penultima giornata, che impressione le hanno fatto i rossoblù e che idea si è fatta della sua squadra?
«Il Carovigno mi ha fatto un’ottima impressione, è una squadra compatta e dal gioco intenso ed aggressivo. Ha due o tre elementi di spicco che fanno del duello la loro migliore arma; giocano peraltro in un campo molto piccolo perciò ci aspetterà una partita molto frenetica e difficile, in cui avrà la meglio chi saprà soffrire di più. Dopo di che, tenteremo il colpaccio in casa nostra…».
Abbiamo visto che non si lascia pregare due volte quando c’è la necessità di attaccare col quinto uomo. Quali sono i rischi o i vantaggi che tale mossa comporta?
«Si, è tutto vero, mi piace molto integrare il portiere nelle dinamiche di gioco. Lo utilizzo infatti in varie situazioni, perché potrebbe essere per noi un’arma in più, ma solo se usato con coscienza poiché in caso contrario potrebbe diventare un problema, e non più una soluzione».
