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Daniele Russo nella chiesa di s. Francesco d’Assisi a Cosenza

Attivo nella seconda parte del ‘600 in diversi luoghi della Calabria centrale (Cosenza, Rovito, Trenta, Spezzano Piccolo, Rossano, Sambiase), Daniele Russo (Trenta not. 1669-94) ha eseguito per la chiesa di s. Francesco d’Assisi di Cosenza due opere importanti della sua onorevole carriera di pittore.

Cosenza – Chiesa di s. Francesco d’Assisi – Perdono d’Assisi (Daniele Russo, 1681)

Sull’altare maggiore è la grande pala del “Perdono d’Assisi” (1681); che per il pregio della sua collocazione, del tema iconografico trattato, della composizione che muove l’ampio dispiegarsi del dipinto può essere riguardata come un saggio originale di pittura cosentina nell’ultimo ventennio del ‘600.

Cosenza – Chiesa di s. Francesco d’Assisi – Perdono d’Assisi (Daniele Russo, 1681) – Part.

Secondo secolare tradizione, si narra che s. Francesco – mentre era in orazione alla Porziuncola, in una notte del luglio 1216 – ebbe in visione Gesù e la Madonna, circondati d’una schiera d’angeli gloriosi. E da loro ebbe in grazia che chiunque avesse visitato, penitente, la sua chiesa, nel giorno del 2 agosto, avrebbe poi lucrato la remissione completa dei peccati. Nel corso del tempo, il “Perdono d’Assisi”, riconosciuto come specie d’indulgenza plenaria dalla Chiesa, venne esteso ad ogni basilica francescana: e questo spiega l’alto valore devozionale che la pala di Cosenza – ieri, come oggi – esercita sui fedeli.

Cosenza – Chiesa di s. Francesco d’Assisi – Gesù crocifisso (Daniele Russo, 1681)

Di notevole qualità pittorica è anche il “Gesù crocifisso” (1681), che si trova nel fastigio della pala d’altare del “Perdono d’Assisi”. Oltre il modellato e l’incarnato – condotti entrambi con estrema cura e felicità di tocco – appare preziosa nel dipinto la tenebrosa veduta di città, che svela nel Russo un peculiare talento narrativo.

Cosenza – Chiesa di s. Francesco d’Assisi – Cappella dell’Immacolata (Giovanni Calì, 1719)

Nel transetto destro della chiesa, s’apre poi la cappella dell’Immacolata, che fu ridisegnata nelle forme attuali dall’architetto napoletano Giovanni Calì o Calieri nel 1719. Sull’altare d’essa cappella, trova luogo una pala della “Immacolata”, che Daniele Russo eseguì in data incerta, comunque prossima alla fine del ‘600.

Cosenza – Chiesa di s. Francesco d’Assisi – Immacolata (Daniele Russo, fine sec. XVII)

L’opera si connota per il gusto originale della sua composizione. La soluzione del tema iconografico vede l’Immacolata – incoronata ed osannata da angeli musicanti – incombere col suo globo sopra un cupo panorama di città che si stende, all’imbrunire, tra promontori marini battuti dalle onde.

Cosenza – Chiesa di s. Francesco d’Assisi – Immacolata (Daniele Russo, fine sec. XVII) – Part.
Cosenza – Chiesa di s. Francesco d’Assisi – Immacolata (Daniele Russo, fine sec. XVII) – Part.

Nel registro superiore del dipinto, afflitto da frequenti cadute di colore, le figure emergono d’un fondo biondo fulvo con un convulso intreccio di ocra, rosa e bianco, complementari al blu del manto della Vergine. Un testo che se rammenta nel disegno le precedenti esperienze di certo tardo manierismo napoletano (D’Amato, Imparato, Borghese), precorre nel colore la verve cromatica d’un futuro maestro cosentino: Domenico Oranges.

 

Carlo Andreoli