• 26 aprile 2018

Corrado Giaquinto nel duomo di Crotone

Carlo Andreoli

Nell’abside del duomo di Crotone, sopra il coro ligneo, sono posti affrontati due dipinti: l’uno ritrae, a destra, il “Gesù reduce dalla visita ai Dottori”, tela ad olio di Nicola Lapiccola (Crotone 1727 – Roma 1790) datata al 1767; l’altro, invece, raffigura un “Martirio di s. Dionigi” – santo eponimo del tempio crotonese – sulla cui attribuzione si è a lungo dibattuto.

Crotone – Duomo – Abside

Anzitutto, la prossimità delle due tele – in un luogo così intimo e raccolto della chiesa, ove i due dipinti sembrano quasi dialogare – ha indotto qualcuno ad attribuire la paternità del s. Dionigi all’unico autore certo d’una delle due tele: ovverosia a Nicola Lapiccola. Discorrendo del Lapiccola, nel loro libro “Storia del Mezzogiorno” del 1994, Giuseppe Galasso e Rosario Romeo osservavano difatti come “del pittore si conservano due tele raffiguranti Gesù Bambino dopo la disputa coi dottori e San Dionigi l’Areopagita nella Cattedrale della sua città”.

Crotone – Duomo – Gesù reduce dalla visita ai Dottori (Nicola Lapiccola, 1767) – part.

La letteratura d’arte regionale, d’altra parte, menzionando il dipinto, lo ravvisava come “buona tela settecentesca dipinta ad olio, con influssi di maniera romana” (Barillaro, 1972); ovvero, come “Tela di S. Dionigi Areopagita, dipinto del Santo a figura intera, che reca nelle mani la propria testa recisa. Intorno varie figure e tra queste, in basso, un angiolo con mitra, libro e bacolo; opera del XVIII sec. dipinta alla maniera romana; (m. 3×2).” (Santagata, 1974)

Crotone – Duomo – Martirio di s. Dionigi (Corrado Giaquinto, c. 1759)

Sicché si deve agli studi successivi, e al contributo sopra tutto di Giorgio Leone, se il dipinto del duomo di Crotone sia stato assegnato propriamente a Corrado Giaquinto (Molfetta 1703 – Napoli 1765). Osservando, il Leone, come “il soggetto trattato dalla tela di Crotone è dedotto dalla vita di san Dionigi l’Areopagita, patrono della città, tramandata dalla Leggenda Aurea di lacopo da Varazze, che accoglie la versione già contaminata con quella di san Dionigi vescovo di Parigi e del Dionigi Pseudo-Areopagita.”

Roma – Palazzo Barberini – Martirio di s. Dionigi (Corrado Giaquinto)

La prova evidente che il dipinto di Crotone sia di mano di Corrado Giaquinto è offerta, in fine, da un bozzetto del Giaquinto, conservato nella Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini in Roma, che del dipinto originale fu di certo un saggio di preparazione. Si tratta, infatti, di un olio su tela di formato ridotto (cm 49×34), che riprende, quasi esattamente, la pala del duomo di Crotone.