A un anno da quella tragedia che colpì profondamente Cetraro, la città si prepara a ricordare Maurizio Scorza con una manifestazione che unisce memoria, sport e affetto. Domenica 1 marzo 2026, alle 14:30, al Palazzetto “Giordanelli” di Cetraro, si terrà il Primo Memorial Maurizio Scorza, un quadrangolare di calcetto voluto dalla famiglia e sostenuto da tante realtà del territorio.
Il nome di Maurizio, scomparso il 2 marzo 2025 dopo un malore accusato al termine di una partita di calcetto, è rimasto nel cuore della comunità cetrarese. La sua morte, avvenuta a soli 40 anni, sconvolse l’intero paese e lasciò un vuoto enorme tra amici, conoscenti ed ex compagni di squadra. In quei giorni, Cetraro si strinse attorno alla famiglia con grande partecipazione, in un dolore condiviso che ancora oggi resta vivissimo.
Ma Maurizio non è stato soltanto un volto conosciuto e benvoluto in città. La sua storia sportiva racconta di un calciatore vero, di talento, capace di farsi apprezzare per qualità tecniche e personalità in tutta la Calabria nonostante la disabilità, visto che era sordomuto. A confermare il valore del suo percorso c’è anche il riconoscimento della FSSI, la Federazione Sport Sordi Italia, che lo ha ricordato come ex atleta azzurro della Nazionale di calcio a 11, con partecipazione al Mondiale di calcio silenziosi in Grecia ed Australia. Un passaggio importante, che restituisce la dimensione di un atleta capace di arrivare fino alla maglia azzurra. Senza ovviamente dimenticare gli anni trascorsi con tante squadre. Oltre al Cetraro anche San Lucido, Grisolia, Talao, Belvedere.
Il Memorial del 1° marzo nasce proprio da questo: dalla volontà di trasformare il dolore in un abbraccio collettivo, nel linguaggio che Maurizio ha sempre parlato meglio di tutti, quello del campo. Sarà un pomeriggio di sport, certo, ma soprattutto di memoria condivisa, con Cetraro chiamata ancora una volta a stringersi attorno al nome di un ragazzo che ha lasciato un segno profondo. Un anno dopo, il ricordo non si spegne. Si rimette in gioco. E lo fa nel modo più giusto possibile: con un pallone che rotola, gli amici attorno, e il nome di Maurizio Scorza al centro di tutto.
