“Cetraro perde un asilo nido da 660mila euro”. Il gruppo consiliare di Forza Italia punta il dito contro l’amministrazione

“Mentre l’amministrazione si autoproclama costantemente dicendo che sono i migliori, che sono i numeri uno e che riporteranno il paese in fiore, purtroppo succede anche questo. Dietro i ritornelli della propaganda, la macchina burocratica di Cetraro si rivela ormai una ruota completamente sgonfia. Come gruppo di minoranza seguiamo ogni passo con responsabilità e non possiamo far passare sotto silenzio l’ennesimo, clamoroso fallimento che emerge dagli stessi uffici comunali.

Il disastro dell’Asilo Nido: 660.000 € rispediti al mittente

L’ultimo schiaffo alle famiglie e ai nostri bambini è sancito dalla Determinazione N. 148 del 14 maggio 2026. Il progetto di riconversione per la realizzazione di un asilo nido, finanziato con ben 660.000 euro di fondi PNRR, è stato ufficialmente cancellato.
La pezza giustificativa parla di “causa di forza maggiore”, ma la realtà scritta tra le righe dell’atto evidenzia una cronica incapacità di gestione:

  • Atti chiusi nei cassetti: Non si tratta di autorizzazioni fantasma. Le carte c’erano, ma gli uffici addetti se le sono tenute strette nei cassetti. Anziché pensare al bene pubblico e proporre soluzioni serie per il territorio di Cetraro, si assiste a una totale paralisi d’azione.
  • Il corto circuito tra indirizzo politico e gestione: Bisogna ricordare con chiarezza i ruoli: l’organo politico (il Sindaco e la Giunta) è un organo di indirizzo e di controllo, non di gestione. Quando un indirizzo politico viene dato formalmente agli uffici – come nel caso specifico del finanziamento destinato alla costruzione dell’asilo nido – l’organo di gestione (gli uffici e i dirigenti) ha il sacrosanto dovere di rispondere e dare esecuzione a quell’indirizzo.
  • Il grande interrogativo: Scelta politica o incapacità tecnica? Davanti a questo disastro, il dubbio è legittimo e pesante: è stata una precisa volontà dell’attuale amministrazione quella di non rincorrere i finanziamenti e non portare a termine l’opera dell’asilo nido, oppure siamo davanti alla pura e semplice incapacità degli uffici? In entrambi i casi, il fallimento ricade interamente su chi governa.
  • Le note stonate nel Comune: Gli indirizzi dati dall’amministrazione non vengono rispettati da chi deve gestire le pratiche. C’è una nota profondamente stonata in questo meccanismo e il Sindaco farebbe bene a porre fine una volta per tutte a queste inaccettabili discrepanze. Il dirigente ha il dovere di seguire l’indirizzo dell’amministrazione; non può fare l’assessore e non può fare il sindaco. Il dirigente viene pagato per fare il suo sacrosanto dovere di impiegato pubblico al servizio della comunità, e non per pensare ad altro.
  • Milestone fallite: A causa di questo immobilismo burocratico nel definire le Autorizzazioni Paesaggistico-Ambientali e Sismiche, è stato impossibile approvare il progetto esecutivo e bandire la gara, mancando clamorosamente le scadenze europee e nazionali per la conclusione dei lavori.
  • Il danno economico: Risultato? Revocato l’affidamento alla società di ingegneria, cancellati oltre 82.000 euro di spesa e finanziamenti rispediti al mittente. Efficienza pari a zero.

Bilanci fuori norma e “manovrine” per prendere tempo

Questo recesso non è un fulmine a ciel sereno. Si inserisce in un quadro di profonda confusione contabile, caratterizzato da un bilancio di previsione a nostro avviso fuori norma per la clamorosa omissione del Fondo Pluriennale Vincolato (FPV).
Il dubbio sorge spontaneo: le evidenti difficoltà nel redigere un bilancio veritiero sono nate proprio dal fatto che si conosceva già il destino fallimentare del finanziamento dell’asilo nido? Siamo stanchi di manovrine contabili utili solo a prender tempo.
Basta propaganda: servono fatti veri, non selfie

La realtà dimostra che il paese appassisce senza competenza e professionalità. I fiori appassiscono, purtroppo, quando non si annaffia con la buona volontà e con la preparazione degli addetti ai lavori. La perdita di un asilo nido è la prova provata che la vostra “eccellenza” esiste solo su Facebook.
Tra la gestione allegra dei bilanci, l’incapacità di spendere un solo euro per le strutture dei nostri figli e i ritardi cronici sulla digitalizzazione (come il PagoPA), la macchina amministrativa è paralizzata.

L’azione della minoranza: richiesta formale di accesso agli atti

La minoranza non farà sconti. Per fare totale chiarezza su questo disastro e tutelare la cittadinanza, annunciamo la presentazione di una formale richiesta di accesso a tutti gli atti propedeutici all’avvio dei lavori e alle relative autorizzazioni, al fine di verificare ogni singola responsabilità tecnica e politica di questo fallimento.
Basta fumo negli occhi. Cetraro merita una guida competente, non un’amministrazione in posa per il prossimo selfie.