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Cetraro Libera: “Sanità, si revochino i commissari”

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa rilasciato dall’Associazione politico-culturale “Cetraro Libera” – datato 12.10.2016 e firmato “Il Direttivo dell’associazione Cetraro Libera” – in cui si parla dell’interrogazione parlamentare presentata dal deputato on. Civati sulle strutture private accreditate in Calabria e, più in generale, sull’inefficacia dei provvedimenti Commissariali. «Finalmente qualcuno nelle Istituzioni di questo Paese – […]

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa rilasciato dall’Associazione politico-culturale “Cetraro Libera” – datato 12.10.2016 e firmato “Il Direttivo dell’associazione Cetraro Libera” – in cui si parla dell’interrogazione parlamentare presentata dal deputato on. Civati sulle strutture private accreditate in Calabria e, più in generale, sull’inefficacia dei provvedimenti Commissariali.

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«Finalmente qualcuno nelle Istituzioni di questo Paese – scrive Cetraro Libera –, dà voce a quello che da molto tempo denunciamo sul disastro compiuto dalle gestioni commissariali nella sanità calabrese. A dir il vero anche da alcune gestioni politiche del passato che hanno poi aperto le porte al Commissariamento. Ci riferiamo all’interrogazione parlamentare presentata dal deputato on. Civati sulle strutture private accreditate in Calabria e più in generale sull’inefficacia dei provvedimenti Commissariali».

On. Giuseppe Civati
On. Giuseppe Civati

«Nell’interrogazione dell’on. Civati – precisa – si sostiene che nella provincia di Cosenza, che conta 155 Comuni, vi sono 158 cliniche private convenzionate, una clinica per paese, con un budget pari a circa 20 milioni di euro accreditati (sforamenti a parte).
Nella stessa interrogazione presentata al Ministro della Salute Lorenzin, si parla di una Sanità estremamente “carente dei servizi sanitari pubblici, pesantemente deficitaria, che ha messo in discussione il diritto costituzionale alla salute nella Regione Calabria” ed un aumento in maniera esponenziale “dell’emigrazione passiva”, tutti segnali di “un’applicazione fallimentare del piano di rientro”.
A seguito di queste constatazioni l’on. Civati chiede al Ministro della Salute “se non sia arrivato il momento di interrompere l’attuazione del piano di rientro dal debito sanitario calabrese e le gestioni commissariali”».

«Tutte questioni – scrive l’Associazione – che noi abbiamo denunciato già dal 2008, da quando l’ex D.G. della nuova “mega ASL” Dr. Petramala iniziò gli accorpamenti dei reparti con la motivazione ufficiale di una organizzazione più efficace ed efficiente della risposta sanitaria, ma con l’intento di spostare il più lontano possibile i reparti dal P.O. di Cetraro per creare un bacino d’utenza alla cliniche private viciniori. “Mission” proseguita, con puntiglioso zelo, dalle successive gestioni Commissariali».

Commissario Scura
Il Commissario Scura

«Abbiamo inoltre evidenziato – continua –, in più occasioni, che l’attuale Commissario Scura suppone di possedere i poteri di programmazione ed indirizzo che appartengono invece solo alla Giunta Regionale ed al suo Presidente democraticamente eletti. La configurazione della rete ospedaliera (stabilita con legge del Consiglio Regionale nel 2004) deve avvenire attraverso un provvedimento legislativo di competenza dell’Istituzione Regionale eletta dal popolo e non da un Commissario di Governo nominato esclusivamente per il controllo della spesa».

«Ci auguriamo che – conclude Cetraro Libera –, a seguito dell’interrogazione dell’On. Civati, il Ministro della Sanità prenda atto del quadro sanitario denunciato nella stessa e si adoperi per revocare il commissariamento della sanità in Calabria, mandi a casa l’ing. Scura ed i suoi accoliti, affinché venga ripristinata l’agibilità democratica nella Sanità di questa Regione e s’inizi un percorso di rilancio della Sanità pubblica investendo in risorse umane, strutturali e strumentali, oggi paurosamente inadeguate ad assicurare i livelli minimi di assistenza nella Regione e soprattutto nella provincia di Cosenza».

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AUTORE DEL POST: Redazione




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