Il sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, replica al comunicato diffuso dal gruppo consiliare di minoranza “Forza Italia” sulla vicenda relativa al Centro pastorale. Dopo le accuse rivolte alla Giunta, il primo cittadino interviene per chiarire la posizione dell’Amministrazione comunale, respingendo ogni addebito e sostenendo che il rinvio della votazione sia legato esclusivamente alla necessità di definire prima la convenzione e le relative garanzie amministrative, finanziarie e gestionali.
Di seguito il comunicato integrale del sindaco Giuseppe Aieta:
«In queste ore il gruppo consiliare di Forza Italia ha diffuso ricostruzioni sul Centro Parrocchiale che non corrispondono ai fatti e che rischiano di generare confusione nella cittadinanza. È mio dovere ristabilire la verità con chiarezza perché ho l’impressione che qualcuno stia tentando di far fallire quest’opera addebitando la responsabilità all’amministrazione comunale. Non si spiegherebbe, altrimenti, una presa di posizione vuota di ogni sostanza normativa.
La Commissione Bilancio e Lavori Pubblici aveva stabilito all’unanimità che la variante urbanistica sarebbe stata votata solo dopo aver redatto la convenzione. Non esistevano interpretazioni alternative: la condizione era chiara e condivisa da tutti. La convenzione, però, non era pronta, perché la parte proponente non aveva ancora definito gli obblighi finanziari e gestionali necessari. La Giunta ha agito come ogni amministrazione responsabile deve fare: non approvare atti incompleti che potrebbero esporre il Comune a rischi rilevanti. Chi proponeva di votare comunque, senza convenzione, senza garanzie e senza coperture, non tutela l’interesse pubblico: lo mette in pericolo. Chiedere di votare un progetto in variante urbanistica senza la necessaria dichiarazione di pubblica utilità corrisponde a dire che gli asini volano.
Non è vero che il Sindaco abbia cambiato le carte in tavola. Le carte sono sempre state le stesse: senza convenzione, non si vota. Ho semplicemente comunicato ciò che era evidente a tutti: la convenzione non era stata definita dal proponente perché occorre un passaggio per concordare i termini di utilizzo. Il resto è una rappresentazione scenica che nulla ha a che vedere con la realtà amministrativa.
Non è vero che la minoranza non sia stata coinvolta. Era presente in Commissione, conosceva perfettamente la condizione posta, sapeva che mancavano elementi essenziali e ha scelto di abbandonare l’aula consiliare. Non è stata esclusa: si è auto-esclusa, probabilmente per costruire un caso politico. Chi abbandona il confronto non può poi lamentare di non essere stato ascoltato.
La polemica sul presunto “dialogo con la Curia anziché con il parroco” è priva di fondamento. Anche qui il tentativo abbastanza evidente è quello di dividere strumentalizzando cose e persone. La convenzione riguarda un’opera della Parrocchia, che ha un Ufficio Tecnico, come avviene ovunque. Il Comune dialoga con l’Ufficio Tecnico della Curia per definire gli aspetti progettuali e amministrativi. È un passaggio obbligato, non un mistero. Trasformare un normale confronto tecnico in un presunto complotto è semplicemente irresponsabile.
Infine, respingo con decisione l’accusa secondo cui la Giunta non vorrebbe la realizzazione dell’opera. Se non avessimo voluto l’intervento, non avremmo portato il progetto in Commissione, non avremmo richiesto la convenzione, non avremmo coinvolto i tecnici e non avremmo preteso garanzie. D’altra parte la mia storia personale dimostra che quando è stato il caso di assumere decisioni anche impopolari che riguardavano la vecchia chiesa del borgo, le ho assunte con coraggio e senza farmi condizionare. La verità è che la Giunta vuole che l’opera si realizzi, ma vuole che si realizzi bene, con coperture certe, obblighi chiari e tutela dell’interesse pubblico. Chi oggi sostiene il contrario preferisce una votazione affrettata a una procedura corretta.
Forza Italia ha bisogno di un caso. La città ha bisogno di un’opera. La Giunta lavora per l’opera. Forza Italia lavora per il caso. Io continuerò a lavorare con serietà, trasparenza e responsabilità, perché Cetraro merita fatti, non rappresentazioni teatrali e strumentalizzazioni pericolose che non dovrebbero minimamente coinvolgere figure religiose verso cui il sindaco e la giunta hanno profondo rispetto. Ed è davvero grave che si tenti di trascinare la Chiesa dentro una polemica politica. È un confine che non andrebbe mai superato.
Il gruppo di FI sta dando l’impressione – ma é solo un’impressione, per carità – che si stia agitando la polemica non per realizzare l’opera, ma per farla fallire e poi utilizzare quel fallimento come arma contro l’Amministrazione comunale. L’impressione è alimentata dalla scarsa consistenza degli argomenti e da una polemica che non tiene conto di questioni amministrative elementari e ovvie».
