La lettera aperta di ieri di Don Loris Sbarra, parroco della Parrocchia San Marco Evangelista di Cetraro Marina, continua a far discutere. Dopo l’appello rivolto alla comunità e alle istituzioni sul progetto del nuovo Centro Pastorale Parrocchiale e della casa canonica, la vicenda è entrata anche nel confronto politico cittadino. Prima l’intervento del gruppo consiliare di minoranza “Forza Italia” Cetraro, poi la risposta della coalizione “Insieme per Cetraro”, che sostiene il sindaco Giuseppe Aieta.
Sulla vicenda è intervenuto il gruppo consiliare di minoranza Forza Italia, esprimendo «totale e incondizionato supporto» a Don Loris, alla comunità parrocchiale e al Consiglio Pastorale. Per il gruppo consiliare di minoranza, il caso del nuovo Centro Pastorale metterebbe in evidenza una gestione amministrativa non più tollerabile, con il rischio concreto di perdere un finanziamento importante per il territorio. Forza Italia ha contestato in particolare il presunto mancato coinvolgimento della minoranza rispetto alle comunicazioni trasmesse dal parroco tramite PEC, parlando di «approssimazione amministrativa», «impegni disattesi» e di un silenzio che, secondo l’opposizione, non sarebbe più accettabile.
La minoranza sostiene inoltre che la questione fosse già stata affrontata in Commissione Lavori Pubblici, anche su iniziativa della consigliera Gabriella Luciani e di Giovanni Del Trono, e che in quella sede sarebbe stato assunto l’impegno di convocare un ulteriore incontro per sbloccare l’iter. Da qui la richiesta al sindaco e alla maggioranza di dare risposte immediate, convocare il Consiglio Comunale e fornire un riscontro trasparente alla comunità di Cetraro Marina.
A stretto giro è arrivata però la replica di “Insieme per Cetraro”, che respinge la ricostruzione della minoranza e rivendica la correttezza del percorso amministrativo avviato. La coalizione si dice sorpresa dalla nota di Forza Italia sul presunto mancato coinvolgimento della minoranza nella discussione del nuovo Centro Parrocchiale della Marina e della casa canonica. Una nota che, secondo la maggioranza, tenterebbe «capziosamente e senza riuscirci» di accusare l’amministrazione di mancata trasparenza nella condivisione degli atti.
Il punto centrale della risposta di Insieme per Cetraro riguarda proprio il coinvolgimento dei consiglieri. La maggioranza sostiene infatti che i rappresentanti di Forza Italia fossero già stati convocati dal presidente della Commissione Urbanistica, Massimiliano Vaccaro, su impulso del sindaco, per discutere il nuovo progetto. Progetto che, secondo quanto spiegato dalla coalizione, sarebbe stato trasmesso dal responsabile dell’Ufficio Tecnico al sindaco nella stesura definitiva lo scorso 18 maggio. La Commissione, aggiunge Insieme per Cetraro, sarebbe poi stata aggiornata a stretto giro per l’indisponibilità di alcuni consiglieri.
Secondo la coalizione che sostiene Aieta, dunque, non ci sarebbe stato alcun occultamento né alcuna esclusione della minoranza. La Commissione Urbanistica avrebbe il compito di notificare la proposta pervenuta dal parroco, avviare l’istruzione della pratica e informare i consiglieri sull’iter da seguire per arrivare all’approvazione di una nuova variante in Consiglio Comunale.
Insieme per Cetraro entra poi nel merito tecnico-amministrativo della vicenda. La maggioranza spiega che lo scorso agosto è stato presentato un progetto di variante rispetto a quello relativo alla Chiesa diocesana di Santa Maria del Rifugio. Nella nuova impostazione, non sarebbe più prevista la realizzazione di un edificio religioso, ma soltanto del centro parrocchiale locale e della casa canonica del parroco. Una modifica che, secondo la coalizione, rende necessario istruire nuovamente l’iter e arrivare a un atto consiliare di variante al Piano.
Si tratta, per Insieme per Cetraro, di un passaggio fondamentale: la variante dovrà confermare la sussistenza dell’interesse pubblico, necessaria per modificare la destinazione urbanistica esistente e consentire la costruzione dell’opera su una parte di litorale ancora libera da costruzioni. È questo, secondo la maggioranza, il cuore del procedimento amministrativo, che non può essere ridotto a una semplice questione di volontà politica o di tempi burocratici.
Da qui l’invito rivolto dalla coalizione alle forze di minoranza a mantenere il confronto su un piano istituzionale e più pacato, soprattutto davanti a un tema delicato che riguarda la comunità religiosa e l’interesse pubblico. Insieme per Cetraro chiede di evitare «facili strumentalizzazioni a mezzo social», che rischierebbero soltanto di dividere la comunità invece di accompagnare con responsabilità la definizione della pratica.
