La nuova Caserma dei Carabinieri di Cetraro sul lungomare resta chiusa e, attorno a una vicenda che il territorio si trascina da anni, nelle ultime ore si è acceso un nuovo confronto politico. Il tema è tornato al centro del dibattito dopo l’iniziativa promossa dal Circolo cittadino del Partito Democratico sulla legalità, sulla nuova Tenenza dell’Arma e sull’ordine pubblico nel Tirreno cosentino. Una questione particolarmente sentita, anche perché la struttura, già realizzata e poi rimasta inutilizzata, è destinata a diventare un presidio strategico in un’area segnata da una forte esigenza di sicurezza. La Provincia di Cosenza aveva autorizzato l’acquisto dell’immobile nel settembre 2024 e l’atto di compravendita è stato firmato nel giugno 2025, ma il percorso verso l’apertura non si è ancora concluso.
Nel primo comunicato, il PD di Cetraro ha definito «non plausibile» che possano esistere soggetti istituzionali interessati a ostacolare l’attivazione della Tenenza dei Carabinieri in un territorio ad alta densità mafiosa. I dem hanno puntato l’attenzione sul rischio che l’acquisto dell’immobile da parte della Provincia, definito frutto di un «lodevole sforzo finanziario», possa essere vanificato dal contenzioso legato ai tributi non versati dalla società privata che ha costruito la struttura. Secondo il PD, si tratta di una vicenda «incresciosa» nella quale pezzi dello Stato rischiano di restare impigliati nella burocrazia, compromettendo l’apertura di un presidio ritenuto indispensabile. Da qui la proposta, avanzata dal consigliere provinciale Graziano Di Natale, di istituire un tavolo tecnico tra tutti i soggetti coinvolti. Lo stesso Di Natale ha annunciato anche l’intenzione di coinvolgere i parlamentari del PD per aprire un confronto con il Governo e agevolare il passaggio dell’immobile nel patrimonio del Ministero.
Alla posizione del PD ha risposto il PSI di Cetraro, che ha espresso apprezzamento per l’azione portata avanti dal sindaco Giuseppe Aieta e dalla sua amministrazione sia sulla vicenda della Caserma sia sul rilancio dell’ospedale cittadino. I socialisti, pur riconoscendo il valore dell’iniziativa dem, hanno contestato alcuni passaggi della nota del Partito Democratico, ritenuti capaci di «adombrare» il ruolo del Comune e non utili alla definizione della vertenza. Il PSI ha sostenuto che il primo cittadino e la giunta siano già impegnati in interlocuzioni con la Provincia, con il presidente Biagio Faragalli e con i vertici delle forze dell’ordine per superare l’impasse. Nello stesso comunicato, il partito ha auspicato maggiore unità sulle questioni di interesse generale, dalla sicurezza alla sanità, criticando anche la scelta del PD di non aderire alla cabina di regia sulla sanità proposta dall’amministrazione comunale.
Nel frattempo, stamattina, è arrivata anche la dichiarazione congiunta del sindaco Giuseppe Aieta e della consigliera provinciale di maggioranza Gabriella Luciani. I due hanno parlato di «ricostruzioni affrettate e parziali», sostenendo che su un tema come la sicurezza «non si può giocare con le parole» e che servono fatti. Il primo punto rivendicato da Aieta e Luciani riguarda proprio il tavolo tecnico: secondo la loro ricostruzione, il confronto tra Comune di Cetraro e Provincia di Cosenza sarebbe operativo sin dall’insediamento del presidente Biagio Faragalli. Il secondo punto riguarda il ruolo del Comune, che a loro dire non avrebbe mai compiuto atti capaci di ostacolare l’apertura della Caserma. Il contenzioso, spiegano, riguarda esclusivamente tributi non versati da una società privata e il Comune avrebbe il dovere di tutelare l’interesse pubblico. A rendere più complesso il quadro c’è anche il dissesto finanziario dell’ente: per i ruoli pregressi, infatti, la legittimazione alla riscossione spetterebbe all’OSL, l’Organismo Straordinario di Liquidazione, e non genericamente al Comune. Anche le ricostruzioni giornalistiche dei giorni scorsi avevano indicato proprio nel nodo dei crediti vantati dal Comune, e nella gestione attraverso l’OSL, uno degli elementi centrali ancora da sciogliere.
La replica del PD non si è fatta attendere, poche ore fa. Nel secondo comunicato, intitolato «Ritardi, negligenze e menzogne», il Circolo dem ha respinto le accuse di aver fornito una lettura parziale della vicenda. Secondo il PD, l’iniziativa sulla Caserma è stata un contributo utile per provare a sbloccare una situazione ferma da troppo tempo. I dem hanno rivendicato il lavoro svolto sulle carte da parte del consigliere provinciale Graziano Di Natale e hanno contestato ad Aieta e Luciani di non aver mai parlato pubblicamente del tavolo tecnico né in Consiglio comunale, né con le forze politiche, né con i cittadini. Il PD ha inoltre sottolineato che anche il vicesindaco, intervenuto durante l’iniziativa, avrebbe relazionato sull’attività dell’amministrazione senza menzionare l’esistenza di un tavolo tecnico già insediato.
Al netto dello scontro politico, il punto resta sempre lo stesso: la Caserma dei Carabinieri di Cetraro è ancora chiusa. Una struttura attesa da anni, già al centro di ripetute sollecitazioni pubbliche, anche da parte di UNARMA, che nelle scorse settimane aveva richiamato l’attenzione sulle condizioni dell’attuale presidio e sulla necessità di accelerare il completamento della nuova sede. Una storia lunga, fatta di passaggi amministrativi, procedure, crediti, interlocuzioni istituzionali e aspettative della comunità. Ora il confronto politico ha almeno un merito: ha riportato la questione al centro dell’agenda pubblica. Ma Cetraro, più che un nuovo botta e risposta, aspetta la sola notizia che davvero conta: l’apertura effettiva della nuova Caserma.
