Ieri sera , 16 luglio 2025, a conclusione dei festeggiamenti della Madonna del Carmine, nella splendida cornice della chiesa di san Nicola di Bari, nel Centro storico di Cetraro, si è tenuto il concerto “ Ave Mater spei”, un evento di rara intensità emotiva e spirituale.
Il concerto è stato organizzato dalla Corale San Benedetto, diretta dal maestro Andrea Guaglianone e ad esso hanno partecipato il maestro Andrea Timoleone, da Tortora e il musicista Biagio Rotondaro da Scalea. L’iniziativa è stata promossa dal Parroco della Chiesa Matrice San Benedetto Abate, Don Francesco Lauria, profondo sostenitore del valore del canto come strumento di lode.
Perché la musica è speranza di pace. E uno strumento che il Signore ci ha dato per aprire le porte e superare le divisioni. Fuori il caldo di luglio, dentro il calore della musica. Ad introdurre il concerto, il “Salve regina” , recitato in dialetto cetrarese, la nostra lingua del cuore:
Sarvi Rigina , matri niversali/
ppe’ lu cui favuri si’nchiuane ‘mparavisu…”
E poi è stato un susseguirsi di suoni ed emozioni. Le note del Coro hanno cominciato a riempire la chiesa creando una rara e serena atmosfera e predisponendo i cuori. Da fuori si sentiva già la musica, ma appena si entrava lo sguardo veniva catturato dalla bellezza serena ed antica del luogo. L’ “Ave Maris Stella” ha creato subito un clima di raccoglimento e di contemplazione. Il repertorio dedicato alla musica sacra mariana, ha esaltato il suo potere di elevare lo spirito ed unire le persone in un momento di condivisione, di bellezza e cultura.
“Madre fiducia nostra” “,Sotto il Tuo manto “ entrambi di mons. Frisina,”Ave Maria” di De Vittoria, “Romanza”di Michele Mangani, “Salve Mater Misericordiae”. Sono questi solo alcuni dei brani eseguiti. Un dialogo profondo tra musica e divino, ha condotto il pubblico in un viaggio sonoro fatto di bellezza e trasporto. Perché la musica ci fa afferrare l’inafferrabile e ci fa contemplare il mistero di Dio, e si fa ponte tra l’umano e il divino. Il pubblico, composto e attento. I cantori sapientemente diretti hanno toccato le corde più intime dei presenti. Neppure la minima insorgenza di una sola voce che intaccasse la pura ed ammirevole compattezza del coro.
Il concerto si è concluso con il “Totus tuus” canto di affidamento alla Vergine Maria, via privilegiata al Cristo di cui è figlia e madre, come scrive Dante nei suoi versi incomparabili. E ad ella, alla Madre di tutte le madri sono stati affidati ,Don Francesco Lauria e Padre Bobby, affinché li accompagni nel loro nuovo cammino, sostenendoli nelle loro nuove sfide e custodendoli nel suo cuore.
Don Francesco nel suo accorato intervento, emozionando ed emozionandosi, ha ricordato la nascita del Coro, otto anni fa, e si è mostrato lieto di averlo visto maturare anno dopo anno. La serata si è conclusa con lunghi e calorosi applausi segno evidente del coinvolgimento e dell’ammirazione del pubblico presente. E’ stata un’esperienza profonda, non solo un evento musicale, capace di far risuonare la bellezza dell’arte e l’eco viva di una comunità che onora le proprie radici e la propria fede.
