Asilo nido, la replica di Aieta: «Nessun rimorso, abbiamo evitato un rischio per i cittadini»

Dopo il duro comunicato del gruppo consiliare di Forza Italia, sulla rinuncia al finanziamento PNRR da 660mila euro per la realizzazione di un nuovo asilo nido a Cetraro, sulla vicenda è intervenuto anche l’ex sindaco Ermanno Cennamo. Poche parole, ma dal tono netto, per attaccare l’Amministrazione comunale guidata da Giuseppe Aieta e parlare di una nuova occasione persa per la città.

«Un altro treno perso. Un’altra occasione buttata via. E questa volta a rimetterci sono le famiglie e i bambini del nostro paese», ha scritto Cennamo sui social. L’ex primo cittadino ha definito il nuovo asilo nido «un servizio fondamentale, un aiuto concreto per tanti genitori e un investimento sul futuro», sostenendo però che, al posto dell’opera, restino soltanto «annunci, slogan e promesse». Poi l’affondo politico: «Qui non siamo allo zero: siamo allo zero assoluto… e non Zero Assoluto. Perché la musica non cambia mai, tanta propaganda e pochi fatti, mentre il paese continua a cadere a pezzi».

La replica del sindaco Giuseppe Aieta

Una presa di posizione che ha ulteriormente alimentato il dibattito politico nato dopo la rinuncia al finanziamento. Alle critiche, il sindaco Giuseppe Aieta ha risposto con un video diffuso sui social, nel quale ha provato a ricostruire la vicenda e a spiegare le ragioni della scelta compiuta dall’Amministrazione. Il primo cittadino ha respinto l’idea di una rinuncia dovuta a superficialità o incapacità, collegando invece la decisione ai tempi stringenti del PNRR e alla delicata situazione finanziaria del Comune.

«Purtroppo mi costringo a intervenire sulle notizie che si stanno diffondendo su questa rinuncia al finanziamento su un asilo nido», ha esordito Aieta. «Procediamo per gradi. Invito i cittadini, giusto per capire se questa è una pratica molto diffusa tra i comuni italiani, a fare una semplice ricerca in rete: si accorgeranno che città capoluogo, che quindi hanno strutture amministrative molto consolidate, e non solo, piccoli e medi comuni, in Calabria tantissimi, hanno rinunciato».

Secondo il sindaco, il punto centrale è rappresentato dalle scadenze imposte dal PNRR. «Cosa c’è di diverso tra questo segmento del PNRR e quello precedente? C’è di diverso che, siccome devono rendicontare la spesa, hanno dato tempi stringenti. Tempi stringenti che i comuni non potranno rispettare. E soprattutto quei comuni che sono in dissesto finanziario, come il nostro».

Aieta ha poi richiamato la condizione economica dell’Ente, ricordando più volte il dissesto finanziario. «Io ho ereditato un dissesto finanziario, che si poteva evitare, ma lo abbiamo ereditato. Un comune in dissesto finanziario, se non dovesse rispettare i tempi, si espone al definanziamento e quindi è costretto poi a rifondere quel finanziamento con risorse proprie. Che dove dobbiamo prendere, con un comune lasciato sull’astrico?».

Da qui la scelta di fermarsi. «I tempi stringenti hanno fatto sì che molti comuni rinunciassero e così abbiamo fatto noi. Tra l’altro abbiamo preso atto di ciò che ci dice il dirigente dei lavori pubblici, che sostanzialmente ci dice: attenzione, perché se voi continuate rischiate di esporvi finanziariamente».

Il sindaco ha poi replicato direttamente alle opposizioni e, soprattutto, agli ex amministratori. «La cosa che mi stupisce non è l’opposizione, che fa il suo mestiere. Certo, io ho un’altra concezione dell’opposizione, quella della proposta. Ma la cosa che mi stupisce molto sono gli ex sindaci, quelli che hanno avuto la possibilità di gestire il PNRR con tempi dilatati, potendo trasformare la città, come è avvenuto a nord e a sud di Cetraro. Hanno avuto la fortuna di avere soldi, come diciamo noi, a palate. E niente, zero, meno zero, uguale a zero».

Parole molto dure anche sullo stato in cui, secondo Aieta, sarebbe stata lasciata la città. «Devo leggere da un ex sindaco che la città cade a pezzi? Davvero queste posizioni ardite, quasi sfacciate, mi hanno lasciato stupefatto. Mi hanno lasciato un campo sportivo più corto di quanto dovrebbe essere per regolamento, mi hanno lasciato un teatro chiuso, mi hanno lasciato un lungomare desertificato, distrutto, mi hanno lasciato due impianti di depurazione che sono stati sequestrati. Per non parlare di tutto il resto».

Aieta ha spiegato di non voler restare ancorato al passato, ma di sentirsi costretto a rispondere davanti a certe accuse. «Io non sono abituato a guardare al passato, però se voi abusate della mia pazienza io vi devo rispondere. Se voi mi dite che la città cade a pezzi, io vi devo rispondere che l’ho trovata nell’inferno. L’ho ripresa dall’inferno, morta. Era una città morta».

Il sindaco ha rivendicato quanto fatto finora, pur in assenza di risorse. «Abbiamo fatto quello che senza soldi si può fare: ridare entusiasmo alle attività commerciali, alle associazioni. Questo abbiamo fatto. Chi ha avuto responsabilità dovrebbe tenere un livello più alto. Con il risentimento non si vincono battaglie. Bisogna dare una mano, perché la città ha bisogno».

Nel video, Aieta ha richiamato anche il lavoro istituzionale portato avanti sull’ospedale. «Io sono qui pronto, come abbiamo fatto oggi con le opposizioni. Abbiamo fatto una bellissima cabina di regia, abbiamo sentito i primari, sappiamo dove mettere le mani, sappiamo cosa fare sull’ospedale. Questo dovete fare. E invece il risentimento».

Infine, il passaggio conclusivo sulla rinuncia al finanziamento. «Nessun rimorso per aver rinunciato a questo finanziamento, perché se fosse andato avanti il disimpegno delle somme sarebbe gravato sui cittadini, che a causa del dissesto pagano le tasse più alte d’Italia. A causa del dissesto. Un dissesto che non doveva essere dichiarato».