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L’Arte e oltre, di Carlo Andreoli

Artisti calabresi a Sorrento

A Sorrento è dato rinvenire la presenza di tre maestri calabresi – del ‘500, ‘700 e ‘900 – che hanno lasciato opere in tre luoghi importanti della città.

Sorrento – Basilica di s. Antonino – Madonna col Bambino e ss. Antonino e Catello (Pietro Negroni, 1539)

Nella basilica di s. Antonino è conservata, in sagrestia, una tavola ad olio di Pietro Negroni  (Cosenza not. 1539-67) che raffigura la Madonna col Bambino tra i santi Antonino e Catello, patroni entrambi dell’Arcidiocesi di Sorrento. La pala, commissionata da Luca de Maxo nel 1539, si rivela importante per la ricostruzione storica dell’arte del Negroni; in quanto segna, di fatto, l’opera più antica – se non proprio d’esordio – del maestro calabrese. In essa, infatti, si ravvisa come lo stile proprio del Negroni stenti ancora ad affermarsi, contaminato com’è dalla duplice influenza di Polidoro da Caravaggio e di Marco Cardisco, che sono stimati entrambi ispiratori del giovane Negroni.

Sorrento – Museo Correale di Terranova – Facciata e Sala Piano Primo

Il Museo Correale di Terranova ospita nella Sala del Piano Primo tre splendidi ritratti di Giuseppe Pascaletti (Fiumefreddo Bruzio 1699-1757) che ritraggono personaggi del casato dei Colonna, antenati della madre dei fratelli Correale fondatori del museo.

Sorrento – Museo Correale di Terranova – Ritratti di Giuliano Colonna e di Giovanna Van den Eynden – (Giuseppe Pascaletti, sec. XVIII, I metà)

Si tratta dei ritratti di Giuliano Colonna (Roma 1671 – Napoli 1732), principe di Sonnino e Galatro, e di sua moglie, Giovanna Van den Eynden, morta nel 1716. Giovanna era sorella, peraltro, di quella Elisabetta Van den Eynden (1674-1743) che sposando Carlo Carafa, principe di Belvedere, fu signora di Belvedere e Bonifati, in terra di Calabria.

Sorrento – Museo Correale di Terranova – Ritratto di Marcantonio Colonna- (Giuseppe Pascaletti, sec. XVIII, I metà

Il terzo dipinto ritrae, invece, il principe Marcantonio Colonna di Stigliano (Napoli 1724-96), figlio di Ferdinando e nipote di Giuliano, il quale fu Viceré del Regno di Sicilia nel 1775-81.

Sorrento – Piazza della Vittoria – Monumento ai Caduti (Francesco Jerace, 1926)

In un luogo, infine, di grande suggestione panoramica che s’affaccia aperto sul Golfo di Napoli, s’erge il Monumento ai Caduti che Francesco Jerace (Polistena 1853-Napoli 1937) eresse nel 1926. Una prova ulteriore della grande maestria dello scultore di Polistena che volle immortalare, in questa Vittoria alata vestita di peplo che impugna la spada ed un ramo di palma, lo spirito della nuova Italia uscita dalla guerra, che guarda sicura e fiduciosa verso l’avvenire.

Carlo Andreoli

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