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I lavori che Alessandro Monteleone (Taurianova 1897 – Roma 1967) ha lasciato ad Amatrice sono tutti concentrati nel distretto dell’Opera Don Minozzi: un vasto comprensorio d’edifici, sacri e civili, destinato all’accoglienza ed alla formazione degli orfani di guerra; nel quadro di quell’Opera nazionale per il Mezzogiorno d’Italia che fu fondata, nel 1919, dai due religiosi […]

Alessandro Monteleone ad Amatrice

I lavori che Alessandro Monteleone (Taurianova 1897 – Roma 1967) ha lasciato ad Amatrice sono tutti concentrati nel distretto dell’Opera Don Minozzi: un vasto comprensorio d’edifici, sacri e civili, destinato all’accoglienza ed alla formazione degli orfani di guerra; nel quadro di quell’Opera nazionale per il Mezzogiorno d’Italia che fu fondata, nel 1919, dai due religiosi don Giovanni Minozzi e padre Giovanni Semeria.

Amatrice – Chiesa di s. Maria Assunta – Facciata

Nella chiesa di s. Maria Assunta – eretta, all’inizio degli anni ’20, su progetto di Arnaldo Foschini e completata, nel decennio successivo, dall’arch. Paron – è opera di Alessandro Monteleone la vasta decorazione ad altorilievo dell’intera facciata, risalente circa al 1938. La quale è sovrastata, nel frontone, da una “Dormitio Virginis” eseguita in bronzo da Francesco Nagni; che fu, per lungo tempo, guida solerte d’un sodalizio d’arte col maestro calabrese culminato, nel ‘47, con la partecipazione congiunta al concorso internazionale per le porte bronzee di s. Pietro in Vaticano.

Amatrice – Chiesa di s. Maria Assunta – Facciata
Natività di Gesù (Alessandro Monteleone, c. 1938)

Nell’ampio altorilievo in travertino, Monteleone raccoglie varie scene bibliche che hanno, al centro, una solenne “Natività di Gesù”, che sovrasta un tipico “Corteo dei pastori” ripreso in abito moderno. Nell’opera il maestro dà prova d’una plastica potente che, volendo aggiornare la tradizione classica sul modello proprio d’un realismo italico, recide le figure in un corposo disegno primitivo, stendendo il modellato in larghe masse di materia incisa dalle linee dei panneggi.

Amatrice – Chiesa di s. Maria Assunta – Facciata
Corteo dei pastori (Alessandro Monteleone, c. 1938)

In un canto solitario del giardino s’erge, poi, l’opera più lirica dell’impegno del maestro ad Amatrice: un vero e proprio inno alla civiltà agreste tipica del luogo che, nella purezza arcaica della sua composizione, recupera un sostrato di quell’antica Italia che fu alma mater delle proprie genti.

Amatrice – Fontana delle pecore (Alessandro Monteleone, c. 1940)

Si tratta della “Fontana delle pecore”, risalente circa al 1940: un capolavoro umile e isolato della civiltà figurativa italiana entro le due guerre. Un piccolo gregge di pecore s’abbevera alla fonte, mentre due canefore sorvegliano dall’alto di due stele la scena pastorale, scambiandosi una mutua fissità che rende sempiterno l’episodio naturale.

Nella chiesa del SS. Crocifisso – sempre nel comprensorio dell’Opera Don Minozzi – troviamo infine una scultura in legno di Alessandro Monteleone: un “S. Giovanni Battista” che apre le sue braccia verso l’alto, in un gesto d’ispirata elevazione, così come un tronco d’albero protende i propri rami verso il cielo.

Amatrice – Chiesa del SS. Crocifisso
Giovanni Battista (Alessandro Monteleone, c. 1940)

Un ulteriore tributo che Monteleone fa alla tradizione classica italiana; in questo caso, al repertorio iconico del maturo ‘400, che segnò il primato della purità di forma quale espressione tipica della civiltà figurativa nazionale.

Amatrice – Chiesa del SS. Crocifisso
Giovanni Battista (Alessandro Monteleone, c. 1940)
Particolare
Carlo Andreoli
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