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Achille Bossi nel Duomo di Cosenza

Il pittore Achille Bossi (not. 1859-64) è noto soprattutto per una serie di tre opere – firmate e datate 1859 – che sono conservate nel santuario di Paola. Di codesto autore m’avvenne di scoprire, anni fa, nella chiesa del Suffragio di Fuscaldo una “Madonna del Carmelo”, certamente sua, ed una “Immacolata e santi” a lui attribuibile. Altra tela a lui attribuibile rintracciai, ancora, nella chiesa dell’Immacolata di Diamante.

Cosenza – Duomo – Cappella d’Orazione e Morte – Ovale I

Al Bossi mi pare, ora, d’assegnare due ovali – posti affrontati, in mezzo alla sommità del lato lungo della cappella d’Orazione e Morte del Duomo di Cosenza – che ritraggono due esempi d’illustre santità.

Cosenza – Duomo – Cappella d’Orazione e Morte – S. Agostino scrive la Regola (attr. Achille Bossi, c. 1860)

Il primo ovale ritrae un “S. Agostino scrive la Regola”. Si vede, infatti, il santo vescovo d’Ippona che, toccato da un raggio divino, intinge la penna nel calamaio per vergare la sua Regola, di cui appare già formato l’inizio: “Ante omnia diligatur Deus” (“Prima di tutto, s’ami Dio”).

La sostanza dell’attribuzione risiede nel fatto che il soggetto di Cosenza – a sinistra – presenta singolare affinità col soggetto – a destra –  ritratto in una tela di Paola (1859). Il posarsi delicato della luce sopra il capo, che ne sfuma la rotondità; la marcata incisione degli arcuati sopraccigli, che principia la maschera del volto; il folto della barba, che s’alluna attorno al mento; la croce pettorale, d’oro a gemme nere: sono indizi che, riuniti, riportano l’ovale alla mano propria del Bossi.

Cosenza – Duomo – Cappella d’Orazione e Morte – Ovale II

L’altro ovale, d’uguale forma e dimensione, essendo un pendant del precedente è giocoforza che sia opera del medesimo autore. Esso ritrae un soggetto di non chiara individuazione; che potrebbe forse corrispondere ad un “S. Francesco Saverio”.

Cosenza – Duomo – Cappella d’Orazione e Morte – S. Francesco Saverio? (attr. Achille Bossi, c. 1860)

La pellegrina indossata sul rocchetto, il cuore ardente nella mano, il viso d’uomo bruno barbato farebbero, di fatto, pensare al celebre Missionario dell’Oriente. Comunque sia, si tratta d’un dipinto di fattura dignitosa, pur nella posa estatica di trita devozione.

Cosenza – Duomo – Cappella della Madonna del Pilerio – Sposalizio della Vergine (Ignoto, sec. XIX)

Ma c’è un dato singolare, che potrebbe confortare la tesi attributiva ora proposta. Nella cappella della Madonna del Pilerio del Duomo di Cosenza si conserva, infatti, una tela ad olio dello “Sposalizio della Vergine”, che reca in basso a destra un’iscrizione scolorita ma ancora decifrabile.

Cosenza – Duomo – Cappella della Madonna del Pilerio – Sposalizio della Vergine (Ignoto, sec. XIX) – Dettaglio

A me pare di leggervi – in corsivo, alla latina – un “Achilleus B/ossi restauravit”. E dare, quindi, l’ipotesi che il Bossi, intervenuto in cattedrale per restaurare tale dipinto, abbia avuto anche l’incarico d’eseguire di sua mano la coppia degli ovali, ch’è sita nella cappella successiva.

Carlo Andreoli