“A lusru i lumera, simu tutti i na manera”. Sotto la stessa luce siamo tutti allo stesso modo. È racchiuso già nel titolo il messaggio dello spettacolo promosso dal Centro Diurno “Sole e d’Azzurro”, andato ben oltre la semplice rappresentazione artistica.
La serata ha rappresentato infatti il punto di arrivo di un percorso educativo, riabilitativo e relazionale capace di trasformare il palcoscenico in uno spazio di crescita, autodeterminazione e partecipazione sociale.
Un principio semplice ma fondamentale: ogni persona possiede la stessa dignità, indipendentemente dalle proprie fragilità, capacità o dal proprio percorso di vita.
Lo spettacolo ha così provato a ribaltare uno sguardo che troppo spesso tende a soffermarsi esclusivamente sul limite. Per una sera il pubblico non ha visto la disabilità, ma attori, emozioni, talento, impegno, ironia e autenticità. Ha visto, prima di tutto, persone.
Ed è proprio qui che risiede il significato più profondo dell’inclusione: creare contesti nei quali l’identità di ciascuno non venga definita dalla propria condizione, ma dalle risorse personali, dalle relazioni costruite e dalla possibilità concreta di partecipare alla vita della comunità.
Il teatro come strumento educativo
Il teatro si è confermato uno straordinario strumento educativo. Attraverso il lavoro sul corpo, sulla voce, sulle emozioni e sul rapporto con gli altri, i ragazzi hanno potuto sviluppare competenze che vanno ben oltre la dimensione artistica: autonomia, gestione delle emozioni, fiducia in sé stessi, collaborazione, rispetto dei tempi e dei ruoli, capacità comunicative e senso di appartenenza.
Ogni prova è diventata un’esperienza di apprendimento e ogni applauso il riconoscimento di un percorso costruito con costanza, impegno e professionalità.
L’inclusione, del resto, non nasce per caso. Richiede progettazione, competenze multidisciplinari e collaborazione tra servizi, famiglie, istituzioni e realtà del territorio. È il risultato di una rete capace di condividere obiettivi comuni e mettere sempre la persona al centro.
I ringraziamenti alle istituzioni e al territorio
Per questo il Centro Diurno “Sole e d’Azzurro” ha voluto esprimere la propria gratitudine all’assessore regionale al Welfare, ai consiglieri regionali, al sindaco di Cetraro, agli amministratori comunali, alle assistenti sociali e a tutte le realtà del Terzo Settore che hanno condiviso e sostenuto questa esperienza.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto al sindaco di Cetraro per la vicinanza dimostrata ai ragazzi fin dall’inizio del suo mandato. Una presenza che, viene sottolineato dal Centro, non si è limitata alle occasioni istituzionali, ma è entrata anche nella quotidianità della struttura.
Il primo cittadino ha infatti condiviso esperienze con i ragazzi, cucinato insieme a loro, ascoltato le loro esigenze e contribuito a valorizzarli anche attraverso il coinvolgimento in una manifestazione musicale di beneficenza. Gesti considerati espressione di una concezione dell’amministrazione fondata sulla prossimità e sulla costruzione di una comunità concretamente inclusiva.
Un sentito ringraziamento è andato anche all’Associazione Il Sipario, che ha trasformato il teatro in uno spazio educativo di grande valore, al professor Rudy, a Gigetto e a tutti gli attori che hanno accompagnato i ragazzi con sensibilità e competenza.
Grazie anche alla Scuola di Danza Attitude, ai maestri Stefano Occhiuzzi e Michele Tumminelli, a Mariassunta Occhiuzzi e ai ballerini, il cui contributo ha reso ancora più intensa la narrazione scenica.
Il Centro ha inoltre ringraziato il presidente della Cooperativa Caster, Luigi Orsino, per l’accoglienza nella prestigiosa cornice del Palazzo del Trono, gli sponsor, il service e Raffaele Malena, al quale è stato affidato il compito di conservare attraverso il proprio lavoro la memoria di una serata destinata a entrare nel patrimonio della comunità.
Il lavoro degli operatori e il ruolo delle famiglie
Un ringraziamento speciale è stato rivolto agli operatori Rita, Mery, Luciana e Francesco, professionisti che quotidianamente trasformano gli obiettivi educativi in opportunità concrete di crescita attraverso competenza, dedizione e umanità.
Un lavoro spesso silenzioso, ma che rappresenta il fondamento dei traguardi raggiunti dai ragazzi.
Alle famiglie è andato invece il grazie per la fiducia e per avere condiviso un percorso che testimonia quanto l’alleanza educativa tra servizi e nuclei familiari sia essenziale per promuovere benessere, autonomia e qualità della vita.
L’applauso più importante ai ragazzi
Il ringraziamento più grande, inevitabilmente, è stato riservato ai protagonisti dello spettacolo.
Con il loro coraggio, i ragazzi hanno dimostrato come la fragilità non sia il contrario della forza. Al contrario, la forza può nascere proprio dalla capacità di affrontare le proprie paure e trasformarle in nuove possibilità.
Il lungo applauso che ha concluso la rappresentazione non ha premiato soltanto uno spettacolo teatrale, ma ha riconosciuto il valore di un autentico percorso umano.
Il messaggio consegnato al pubblico è semplice e allo stesso tempo potente: una comunità può definirsi davvero inclusiva soltanto quando ogni persona ha l’opportunità di essere protagonista della propria storia e quando la diversità smette di essere percepita come una distanza per diventare una ricchezza condivisa.
È questo l’impegno che il Centro Diurno “Sole e d’Azzurro” intende continuare a portare avanti: costruire occasioni nelle quali ogni persona possa sentirsi riconosciuta, valorizzata e parte integrante della comunità.
Perché, come hanno insegnato i ragazzi dal palcoscenico, sotto la stessa luce siamo davvero tutti della stessa maniera.
