• 18 dicembre 2017
Carlo Andreoli,

Vincenzo Severino a Fuscaldo e Crotone

Pittore e decoratore di notevole talento, Vincenzo Severino (Caiazzo 1859 – Afragola 1926) ha lasciato in Calabria due cicli di dipinti: a Fuscaldo ed a Crotone. A Fuscaldo, nella chiesa matrice di s. Giacomo Maggiore, contano anzitutto due dipinti, collocati nella volta della navata maggiore, che risultano datati e firmati.

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Fuscaldo – Chiesa di s. Giacomo Maggiore – Gesù predica alla gente (Vincenzo Severino, 1924)

Un “Gesù predica alla gente” – con iscrizione incisa sopra un blocco lapideo, sulla destra in basso – in cui il disegno rigido ed il taglio della scena d’invenzione accademica pure trovano un esito felice nella luce meridiana che ricrea il sacro evento: animandolo di figure e architetture che strutturano la scena con la loro partizione e schiarendolo di vividi colori che marcano il variare d’espressione degli astanti.

Fuscaldo – Chiesa di s. Giacomo Maggiore – Gloria dei ss. Martiri Argentanesi (Vincenzo Severino, 1924)

L’altro dipinto – iscritto sul pilastro di sinistra con le cifre dell’artista e con la data – mostra un tema iconografico d’ardua soluzione, che io ho interpretato come “Gloria dei ss. Martiri Argentanesi”. La scena illustra, infatti, il martirio dei tre giovani fratelli; che indossano un’uguale veste bianca con cintura gialla, sopraffatta da un mantello rosso. Due di essi – Senatore e Viatore – giacciono riversi in primo piano, con il capo mozzo sovrastato dall’aureola. Il più giovane dei tre – Cassiodoro – che fu il primo a morire secondo tradizione, appare già che ascende verso il cielo con le insegne proprie della santità e con la palma del martirio. La donna, a sinistra, che si copre il volto con le mani, raffigura Dominata: la madre dei tre martiri nativi di Argentano – l’attuale S. Marco Argentano – che furono trucidati dai Romani, agli albori della nuova era, per la loro osservanza della fede cristiana.

Le colonne antiche rievocano di fatto il contesto classico pagano in cui il martirio maturò. Ordinato dal preside romano ed eseguito dal carnefice che si allontana armato sulla destra, mentre una schiera d’angeli intona l’inno di gloria che corona il sacrificio. Uno dei primi, forse, dell’era volgare; accaduto ad Argentano, tra i fiumi Malosa e Follone, dove s’erge adesso il Loco Santo che raccoglie la memoria dell’evento. Il Severino si cimentò con questo tema raro del repertorio sacro perché la chiesa di Fuscaldo ha il privilegio d’ospitare le reliquie dei ss. Martiri Argentanesi. Culto che nella prima parte del ‘900 dovette, invero, ritornare in voga: se proprio il parroco della chiesa di Fuscaldo, d. Nicola Allevato, nel 1936 pubblicò un romanzo storico sui martiri d’Argentano intitolato “Pionieri di luce”. Circostanze tutte, che rendono quest’opera un prezioso documento storico, legato a tale evento memorabile della Chiesa Calabrese.

Fuscaldo – Chiesa di s. Giacomo Maggiore
Gesù e la samaritana al pozzo – Cena in casa del fariseo (attr. Vincenzo Severino, 1924)

Non firmati ma attribuibili comunque al Severino sono ancora due dipinti, situati sui muri opposti del presbiterio. In cui il maestro dà fondo, in piena libertà, al suo estro di capace colorista e d’interprete piacevole del repertorio sacro: sulle orme del “verismo” che egli aveva bene appreso, in gioventù, dal Morelli e dal Palizzi all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Si tratta di un “Gesù e la samaritana al pozzo” e di una “Cena in casa del fariseo”: eseguiti – è facile supporre – nello stesso anno dei precedenti.

Crotone – Duomo – Cappella di s. Maria di Capo Colonna – Gloria dello Spirito Santo (Vincenzo Severino, 1911)

Nel duomo di Crotone, trovandosi alle prese con un lavoro complesso e impegnativo – diretto dall’architetto Pietro Paolo Farinelli nell’ambiente esclusivo della cappella di s. Maria di Capo Colonna – Vincenzo Severino diede prova, nel 1911, di perizia magistrale e d’eccellente gusto. Oltre l’affresco principale della cupola, in cui dipinse una “Gloria dello Spirito Santo”, una fresca eleganza di colori connota le figure d’eroine ritratte nei pennacchi: Giaele, Ruth, Giuditta e Debora.

Crotone – Duomo – Cappella di s. Maria di Capo Colonna – Giaele (Vincenzo Severino, 1911)

E se la cappella ha nella volta una vivace “Incoronazione della Vergine”, sulle sue pareti scorrono teorie d’angeli musici, che rivendicano l’adesione allo “stile floreale” per il quale Severino parteggiò.

Crotone – Duomo – Cappella di s. Maria di Capo Colonna – Incoronazione della Vergine – Angeli musici
(Vincenzo Severino, 1911)

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