• 17 dicembre 2017
Carlo Andreoli,

Un’opera della Scuola di Luca Giordano a Belsito

A Napoli, nel Museo Diocesano, si trova oggi conservata una “Predica del Battista” di Luca Giordano che il maestro eseguì, nel 1685, per l’altare maggiore della chiesa napoletana di s. Giovanni Battista delle Monache.

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Napoli – Museo Diocesano – Predica del Battista (Luca Giordano, 1685)

La tela, di grandi dimensioni (cm 370×285), reca in basso a destra l’iscrizione “Jordanus F.” e raffigura il momento della Predica del Battista narrato nel Vangelo di Luca 3,16: “Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”.

Matera – Palazzo Lanfranchi – Coll. Camillo D’Errico Predica del Battista (Ignoto napoletano, sec. XVIII, I metà)

Come spesso accade ai capolavori del Giordano, il dipinto funse da prototipo per opere di analogo soggetto destinate alla provincia. Questo lavoro adespoto di Matera – che faceva già parte della collezione d’arte di Camillo D’Errico – è di fatto una replica fedele del modello giordanesco, senza pur raggiungere la qualità di tratto e d’espressione dell’originale. S’inferisce, dunque, che possa trattarsi d’un lavoro di bottega, risalente circa alla prima metà del ‘700.

Belsito – Chiesa di s. Giovanni Battista Predica del Battista (Ignoto napoletano, sec. XVIII, I metà)

Sulla stessa scia s’inserisce questo dipinto calabrese, conservato nella chiesa parrocchiale di Belsito, in provincia di Cosenza. Il modello originale vi appare decurtato dell’aerea prospettiva – quasi a volere concentrare l’attenzione sulla figura del Battista, che indica Gesù col gesto solenne del braccio proteso – e talune figure secondarie sono espunte con lo scopo evidente di semplificare lo scenario della predica. Accortezze che denotano la destinazione provinciale del lavoro, pur serbando il seguace giordanesco la nobile eleganza ed il gusto classico di dramma religioso che dell’originale sono propri.

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