Un’Immacolata nella chiesa di s. Lorenzo Martire a Cerisano • Cetraro In Rete
  • 25 settembre 2017
Carlo Andreoli,

Un’Immacolata nella chiesa di s. Lorenzo Martire a Cerisano

A Cerisano, nella chiesa parrocchiale di s. Lorenzo Martire, in fondo alla navata di sinistra, si conserva una tela ad olio che viene accreditata di consueto come una Madonna Assunta, opera d’ignoto artista meridionale della fine del ‘600.

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Cerisano – S. Lorenzo Martire Madonna Immacolata

Il dipinto, a ben vedere, ritrae invece propriamente una Madonna Immacolata: come mostrano la falce di luna su cui posa la Madonna ed il suo attributo tipico dello “specchio senza macchia”, che un putto alato tiene tra le mani così bene in evidenza. Secondo una fonte storica locale, sembrerebbe ancora che la tela possa aver fatto parte della collezione d’arte dei Sersale; e derivare, dunque, dall’omonimo palazzo ducale, che forma tuttora una testimonianza d’arte rilevante dei trascorsi storici di Cerisano. La composizione, sorretta d’un senso di misurata eleganza, vede al centro una Madonna Immacolata: che s’impone subito allo sguardo per la sua aria di maestoso abbandono. Il volto rapito da un’estasi interiore ha come una rispondenza nel gesto naturale della braccia, incrociate sopra il petto; mentre la sua gamba, protesa in avanti e premuta sulla luna, ribadisce la sua supremazia di signora del mondo. Una trovata d’arte originale risiede poi nel manto svolazzante della donna: che s’ingolfa largo ed ondulato nelle estremità, formando quasi un chiasmo col fuso flessuoso del suo corpo. Il fascino formale del dipinto sembra, dunque, riproporre quella tale “maniera solenne in voga nella pittura napoletana della fine del sec. XVII e dell’inizio del XVIII, oscillante tra il gaio e fastoso pittoricismo della tradizione giordanesca e il contrastato e drammatico luminismo della pittura del Solimena”: qualità che Michele Cordaro attribuiva propriamente alla prima fase d’attività del maestro fiammingo Guglielmo Borremans (Anversa 1670 – Palermo 1744). E non sembra azzardato ricondurre al Borremans – che proprio in Calabria ha lasciato le sue prime prove d’arte, tra il 1704 e il 1706, a Cosenza così come nel suo hinterland – anche questo dipinto poco noto della chiesa di Cerisano.

Cerisano – a sinistra – Buccheri – a destra

Il rimando che mi sembra più immediato, a conforto di questa tesi, è l’Immacolata e santi che il Borremans eseguì, nel 1716, per la chiesa dei Cappuccini di Buccheri in Sicilia: oggi nel Museo di Palazzo Bellomo a Siracusa. Le due figure della Vergine hanno la stessa aria trasognata, lo stesso schema di composizione – specie il gesto della braccia incrociate e l’ombra portata della veste sulla gamba avanzata – la stessa voga nel vestire l’ampio manto svolazzante a sghimbescio sulla vita.

Cerisano – a sinistra – Buccheri – a destra

Il dettaglio di un angelo disteso – presente in entrambi i dipinti – potrebbe ancora avvalorare tale tesi: non surrogata d’altre prove ma che merita, comunque, di essere esposta e valutata.

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