Pasquale Iannotta a Verbicaro • Cetraro In Rete
  • 17 ottobre 2017
Carlo Andreoli,

Pasquale Iannotta a Verbicaro

Un artista di provincia di modesta levatura ma che riesce pur piacevole in talune sue composizioni è il lucano Pasquale Iannotta (Lauria, not. 1878-88).

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Il suo lavoro merita d’esser conosciuto onde meglio valutare il reciproco scambio d’arte tra Lucania e Calabria intervenuto nella seconda parte dell’800.

Verbicaro – Chiesa di s. Giuseppe – Catino absidale

Di lui s’apprezza, nella chiesa di s. Giuseppe a Verbicaro, un ciclo di dipinti, eseguito nel 1886, che decora l’abside. Esso ha, nel catino, una “Gloria dell’Eterno Padre” affiancata da una coppia di “Evangelisti”: il tutto espresso con un sapido colore e con pose, negli Evangelisti, che vorrebbero affrancarsi d’una disposizione piatta e priva di forza nella resa del carattere.

Verbicaro – Chiesa di s. Giuseppe – Evangelisti Giovanni e Luca (Pasquale Iannotta, 1886)

La pala d’altare sottostante ritrae, invece, un “Riposo nella fuga in Egitto”; in cui lo schema trito della composizione ed il disegno secco che informa le figure sono smorzati da un felice tocco di colorazione che porta nel dipinto la levità cercata di biblico racconto, conveniente a una serena evocazione della scena.

Verbicaro – Chiesa di s. Giuseppe – Riposo nella fuga in Egitto (Pasquale Iannotta, 1886)

Il gusto narrativo del Iannotta trova, peraltro, un risultato originale nel dettaglio panoramico che completa lo sfondo del dipinto con un tratto esotico fresco d’invenzione.

Verbicaro – Chiesa di s. Giuseppe – Riposo nella fuga in Egitto (Pasquale Iannotta, 1886) – Particolare

Verbicaro – Chiesa di s. Francesco di Paola – S. Francesco di Paola riceve l’insegna dell’Ordine dei Minimi – (Pasquale Iannotta, 1886)

Nella chiesa di s. Francesco di Paola a Verbicaro, sempre il Iannotta esegue, nello stesso anno del 1886, un “S. Francesco di Paola riceve l’insegna dell’Ordine dei Minimi”.

La figura estatica del santo viene collocata in un contesto naturale che ripropone bene l’ambiente agreste in cui s. Francesco soleva raccogliersi in preghiera e meditare; mentre, nell’alto, l’arcangelo Michele gli mostra, secondo tradizione, lo scudo recante sovrimpresso il motto “Charitas” che il santo adotterà quale emblema del suo Ordine dei Minimi.

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